Ricetta

Piadina romagnola

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Piadina romagnola: prodotto agroalimentare tradizionale ormai riconosciuto con marchio I.G.P. Da gustare calda, farcita secondo i gusti e piegata a metà

La ricetta che vi propongo questo mese è tanto semplice da realizzare quanto buona. Chi di voi non ha mai apprezzato la genuinità di una piadina romagnola? I nomi che le sono stati attribuiti sono svariati e numerosi (pjida, pida, pieda, piê, piadena, crescione, cassone, etc…), derivati probabilmente dal grecismo pláthanon (‘lunga teglia’ o ‘scodella’) che, attraverso il latino plathana > plàtena/plàdena, è divenuto dialettismo settentrionale (italiano) piàdena. Divagazioni linguistiche a parte,  per i romagnoli è semplicemente la piada, prodotto agroalimentare tradizionale (P.A.T.) ormai riconosciuto con marchio I.G.P. In genere la si gusta calda, farcita e piegata a metà. La variante imbottita, piegata e chiusa prima della cottura, è generalmente indicata come crescione.

Ingredienti

Farina tipo 00
500 gr
Sale fino
8 gr circa
Strutto*
100 gr
Acqua tiepida
q.b.
Bicarbonato**
1 cucchiaino
Farcitura a scelta
q.b.

Preparazione

1

Disporre a fontana la farina , il sale, il bicarbonato e lo strutto ben ammorbidito su una spianatoia (o all’interno di una ciotola capiente).

*in alternativa, sostituire lo strutto con la stessa quantità di olio di semi

**l’uso del bicarbonato è facoltativo

2

Versare gradualmente l’acqua tiepida e mescolare il tutto aiutandosi con una forchetta.

3

Lavorare l’impasto fino ad ottenere una consistenza morbida ma non appiccicosa.

4

Formare sei panetti di dimensioni simili e lasciarli riposare per almeno mezz’ora in un contenitore munito di coperchio.

5

Spolverare la spianatoia con la farina e, con l’aiuto di un mattarello, stendere l’impasto di ogni singolo panetto fino ad ottenere un disco di circa 25 cm di diametro. Le dimensioni e l’altezza della piada possono variare a seconda dei gusti personali.

6

A questo punto, scaldare una padella in pietra (o una padella con fondo basso) e cuocere la piada su entrambi i lati finché non risulti visivamente cotta e “colorita”. Per evitare rigonfiamenti della pasta è consigliabile fare precedentemente dei forellini utilizzando una forchetta.

7

Una volta cotte, le piadine possono essere farcite a piacimento e mangiate ben calde.

8

In questo caso, io ho optato per una variante vegetariana, zucchine grigliate con provola affumicata, e per un binomio classico: prosciutto di Parma e squacquerone.

Con questo accostamento il successo è assicurato poiché, come si dice in Romagna,

«la pida sé parsot la pis un pò m’ a tot».

(trad. it. La piadina col prosciutto piace un po’ a tutti).

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Buon appetito!