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Terremoto

TerremotoSotto al tavolo col cuore in tumulto

col terrore nello stomaco e negli occhi

la paura è un parabrezza appannato

le strazianti lacrime dei vecchi.

Una coperta, una branda e i ricordi

nel silenzio delle macerie

una tazza calda e davanti

un campanile senza più rintocchi.

Quella mano ha spento le stelle

ha strappato via la luna

è la stessa che fa crollare il mondo

e a cui sempre si domanda fortuna.

E nei muri la vita che trema

vetri rotti e con essi si frantuma

la speranza che cancella il domani

non rimane che l’istinto di fuga.

Resta un cane da solo a guaìre

nella notte del coraggio sconfitto

nella polvere senza ragione

c’è chi piange il dolore del lutto.

Siamo certi di essere vivi, ancora,

aspettiamo e ci abbracciamo commossi

mentre si alzano ectoplasmi invisibili

e attendiamo le nuove scosse.

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