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Ossa cave, un esordio poetico ipnotico

Accostarsi alla poesia non è mai facile, sia per chi audacemente si cimenta nel metterne insieme i versi, sia per chi leggendo tenta di scioglierne il senso. Le parole stringate e solitarie sgomitano tra gli spazi bianchi tentando di disvelare i loro plurimi significati

Ossa cave

La  raccolta poetica Ossa cave, con una chiusura in prosa, opera della giovanissima Michela Di Gregorio Zitella mi chiama nuovamente al confronto con i versi. I quali mi pongono, come accade quando si scopre un talento autentico, interrogativi e riflessioni.

Si avverte fin da subito come la poesia di Michela sia originata da un lento lavorio interiore, il cui esito sono pagine complesse e interessanti.

Il lettore scopre in Ossa cave una voce poetica ferita, presentata in apertura con All’usignolo: «Canti nei rovi, o usignolo/ ma una spina di ha ferito al petto».

Un canto triste e doloroso ci rivela, poesia dopo poesia, soltanto uno dei tanti aspetti di un io femminile attorno al quale si focalizzano i molteplici aspetti della vita. L’adolescenza, l’amore e le sue cocenti delusioni, il trascorrere del tempo: tessere di un mosaico tenute insieme da tensioni negative e da un incombente senso di inadeguatezza. Come accade in La farfalla di gesso: «Farfalle che mi illudono, / ed i miei dolci sentimenti indelicati, / son diventati crudi motti d’odio, / privati immaturamente di ogni possibilità. / Sarei entusiasta di non vedermi per un po’».

Di Gregorio Zitella riscopre e pone al centro del suo dettato poetico gli affetti in Sorelle mie e Ai Nonni, i luoghi come i paesaggi del suo Abruzzo (l’autrice è nata a Sulmona nel 1994), le città d’evasione Bologna e Venezia. La giovane poetessa scava nei meandri delle sue inquietudini mettendo insieme versi dal potere evocativo e meditativo, i quali improvvisi si aprono in squarci illuminanti e rivelatori. Il cerchio si chiude con l’ultima poesia S’alzerà in volo, che ci svela qualcosa in più sul senso di tutta la raccolta. Qui, infatti, un’aquila riesce, nonostante le sue ferite, caparbiamente a volare: «E s’alzerà un grido sui colli in fiore/ un grido d’amore, / un grido d’orgoglio/ che come vento, / ci alzerà in volo». Il suo volo è un grido collettivo di sfogo e liberatorio.

Sono molte le poesie che restano impresse, ma tra queste impossibile non citare: Stagioni violente, La Calle, Vento libero, Scegli me.

La giovane poetessa dimostra nella composizione dei suoi versi un’ottima padronanza lessicale e un uso sapiente di espressioni ossimoriche. Nei brevi racconti che chiudono la raccolta scopriamo invece una scrittura di velluto, felpata e delicata, eppure a tratti tagliente all’interno della quale confluiscono sensazioni, emozioni, sentimenti, ricordi affastellati nella mente e nel cuore.

 

Ossa Cave, Michela Di Gregorio Zitella, Punto EA Capo Lab, Sulmona, agosto 2016.

Il libro è disponibile al seguente link: http://lupieditore.it/dd-product/ossa-cave/

Per seguire Michela Di Gregorio Zitella: Facebook Ossa cave e sul suo blog micheladigregoriozitella

 

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