Articolo

Frate Ernesto

Ballata – testo per recita teatrale

Carl Spitzweg - Mönch, an Rose riechend

Carl Spitzweg – Mönch, an Rose riechend

Frate Ernesto recitava

le preghiere del breviario

passo passo percorreva

tutto il chiostro del santuario

ogni tanto alzava gli occhi

biascicava un po’ in latino

tante volte il diavoletto

fosse stato lì vicino.

Quel quadrato familiare

di giardino e firmamento

con le rose e i gelsomini

era ormai tutto il suo mondo

e nei sandali consumati

da chilometri di orazioni

su quei sassi levigati

a cacciar via le sue passioni.

Ché là fuori poveretti

c’eran tanti peccatori

con intorno i diavoletti

come astuti tentatori

ma era ormai quasi il tramonto

era l’ora della sera

frate Ernesto si ritirava

cominciava la preghiera.

 

1° CORO

Frate Ernesto accanto al letto

vedea spesso il diavoletto

e lui giù sempre a pregare

ché non se ne voleva andare.

 

Proprio dentro al comodino

tra le pagine del Vangelo

proprio accanto a quel santino

del pio San Bartolomeo

una piccola vecchia foto

ingiallita ormai dal tempo

con un giovane sorriso

era ancora il suo tormento.

Con memoria di vegliardo

frate Ernesto ricordava

reprimendo ancora a stento

la gran colpa che sentiva

nel ricordo s’inebriava

di un profumo un po’ blasfemo

di un sorriso giovanile

certamente troppo terreno.

“Frate Ernesto è un peccatore!”

urlò il diavolo nel buio

“del convento è il disonore

non è degno del suo saio”

Nel silenzio della sua cella

frate Ernesto meditava

e contrito si pentiva

poi pian piano si addormentava.

 

2° CORO

Se frate Ernesto poi russava

Satanasso lo svegliava

tutta notte lo tentava

fino a che il gallo cantava

 

Ma nel sogno di una notte

con una gran luna nel cielo

dopo tante e tante lotte

lui la vide lì accanto al melo

gli tendeva la sua mano

lo chiamava con quel sorriso

lui rispose e piano piano

scivolò in paradiso.

 

3° CORO

Frate Ernesto è tutti noi

facean coro i fraticelli

sei il più grande degli eroi

gli cantavano i suoi fratelli

frate Ernesto ha sconfitto

quell’odiato diavoletto

che all’inferno è ritornato

senza coda e un po’ scornato.

 

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