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“Sogno o son desto?”

il-caffè...non-c-svegliaCome ogni mattina sveglia alle 8, qualche minuto per orientarsi guidata dal profumo del caffè bollente, e poi, scelto il suo vestito blu, pronta in 20 minuti, esce di casa. Non può fare tardi, il suo amico la aspetta per fare colazione insieme, nel bar vicino la biblioteca, ma è in orario, stavolta è in orario, perché ha messo la sveglia 15 minuti avanti, e quindi ce la farà… Il suo peggior difetto è essere sempre in ritardo, non riesce a fare nulla in anticipo, se non per sbaglio e per non fare di nuovo brutte figure con quel suo amico, sempre puntuale e pignolo che la aspettava con pazienza ad ogni appuntamento, si sforza e si affanna. E alla fine alle 9 è lì, davanti al bar, ed esclama – sono in perfetto orario, hai visto? – lui la abbraccia, e mentre le fa segno di entrare nel bar, le fa un sorriso di scherno. Lì, davanti ad un cappuccino e  ad un cornetto si raccontano il loro presente, di quello che faranno nella giornata, della birra delle 22 con gli amici, della serenità dei loro amori freschi e  puri, della Roma che ha vinto, della gioia di vedere i loro piccoli nipoti che crescono, perché hanno entrambi fratelli più grandi… In  mezz’ora i due amici, nelle loro parole piene di risate e schiamazzi, intrecciano passato, presente e futuro, raccontandosi 9 anni di gioie e dolori, studio e impegno, sudore e nervosismo, passati tra l’inchiostro su appunti di carta che si trasforma in un lampo in una laurea dopo l’altra. Insomma, si raccontano senza saperlo la loro amicizia. Ma loro si trovano lì per andare in biblioteca a studiare, per coronare il sogno che hanno fin da piccoli, e quella mattina ci riprovano, come ogni giorno, ad aggiungere qualcosa al loro percorso di vita. Prendono posto e si salutano, dandosi appuntamento per il pranzo, alle solite panchine, con il solito panino – alle 13 all’entrata, mi raccomando puntuale, sennò magno da solo –  dice lui, e lei risponde stizzita – oggi è una giornata particolare, sono in orario, non lo vedi? – poi lo saluta, ma non ottiene nessuna risposta.

Come ogni mattina, suona la fastidiosa sveglia alle 6, di colpo si alza per prepararsi e andare al cantiere, arrabbiata ed infastidita… Del suo sogno ricorda solo un volto sorridente, amico, tanto amico, ormai svanito, come una figura impressa nella sabbia, cancellata da un alito di vento, senza un apparente motivo. Ora è sveglia, il vento è placato, e l’aspetta solo il freddo della mattina romana.

Fonte immagine: http://lnx.pielle.biz/coffee-grinders/il-caffe-non-ci-sveglia/

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