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Rosso corallo

di Tommaso Mineo

Aveva dormito male tutta la notte, l’aveva trascorsa in un continuo dormiveglia, presa da quell’ansia che viene quando si deve affrontare una giornata particolare. E domani sarebbe stata una giornata particolare: il suo primo giorno di lavoro. Dopo tante domande, tante attese ma, soprattutto, tante delusioni, finalmente era riuscita ad avere un contratto di collaborazione, quindi nulla di definitivo, ma certamente meglio di niente.

Lui, invece, dormiva; era rimasto lì, tranquillo, accanto a lei tutta la notte.

Lei aveva messo la sveglia con il cellulare ma la paura di non sentirla e di fare tardi era molta, così ogni tanto apriva gli occhi e controllava l’ora; alla fine si alzò senza aspettare che suonasse. Per prima cosa fece una doccia calda, anzi caldissima, e si sentì meglio, più rilassata. Andò in cucina per prepararsi il caffè e la colazione.

Lui la seguì, gli occhi socchiusi, ancora rapiti dal sonno, si fermò sulla soglia ma lei era troppo presa dai suoi pensieri per prestargli attenzione e, in silenzio, ritornò a dormire.

Aveva preparato sul divano gli abiti da indossare: jeans blu, quelli nuovi, una maglietta colorata ma poco vistosa e poi il giubbino imbottito; doveva prendere il motorino e, anche se era marzo, la mattina presto faceva ancora freddo.

Pablo Picasso, Donna allo specchio

Pablo Picasso, Donna allo specchio

Pettinò con cura i capelli, non doveva avere un aspetto trasandato, li raccolse in una coda, l’arrotolò e la fissò con delle mollette così il casco non l’avrebbe spettinata.

Poi cominciò a truccarsi, doveva essere un trucco leggero, quello che “c’è ma non si vede”. L’unica nota originale e di colore la dava il rossetto rosso corallo, quello acquistato pochi giorni prima: aveva sempre avuto una passione per i rossetti, di tutti i tipi e di tutti i colori, e vedendo in negozio l’espositore non aveva saputo resistere.

Fece uno squillo alla mamma per avvertirla che stava per uscire; lei le rispose con un messaggio: «In bocca al lupo, tesoro!».

Povera mamma! Quando aveva saputo del contratto le aveva detto «Che bella notizia!Sono proprio contenta». Ma lei sapeva che non era così, lo capiva dai suoi occhi e conosceva anche i suoi pensieri: ecco.. tanto studio, una laurea specialistica, un master, una vacanza studio in Inghilterra e poi… solo delusioni, nient’altro che delusioni. Basta, non voleva ricordare quel periodo, rivivere quella tristezza, era tutto passato, contava solo il presente e solo su quello si doveva concentrare. Un’ultima controllata allo specchio, era perfetta, semplice ma con un pizzico di originalità. Aprì la porta e chiamò l’ascensore, ma poi si fermò di scatto . Non posso andarmene via così – pensò – senza salutarlo, l’ho trascurato troppo in questi giorni. Tornò di corsa in camera da letto; lui era lì che dormiva o che faceva finta di dormire. Gli prese la testa fra le mani: «Buongiorno amore mio. Perdonami, stamattina non ti ho nemmeno salutato ma sono molto emozionata; oggi è il mio primo giorno di lavoro. Stasera, te lo prometto, staremo insieme, io e te da soli», poi lo salutò con un appassionato bacio sulla fronte e andò via di corsa.

Lui rimase fermo con gli occhi chiusi, aveva un’aria buffa con quelle labbra rosso corallo stampate sulla fronte; poi riprese a dormire… facendo le fusa.

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