Articolo

Nessuno sono io

di Danni Novaga

Sono Fons, lo scrittore che piace. L’altro giorno ho scritto un articolo e particolarmente soddisfatto ho deciso di fare un giro in centro. Io in realtà in centro ci vivo visto che ho comprato un bell’appartamento proprio sulla Meir. Così ho mangiato uno stokbrood di farina integrale con hummos e olive piccanti e mi sono preparato per uscire. Mi sono dato una ritoccata alla depilazione pubica ed ho messo lo spazzolino nella tasca interna del cappotto. Azioni che faccio sempre prima di chiudere la porta di casa alle spalle: non so mai dove passerò la notte, e con chi.

È quasi natale. Così ho pensato di andare a vedere il mercatino che da Groenplaats arriva sulla riva della Schelde. È il percorso da-statua-a-statua come lo chiamo io: una quindicina di minuti a piedi dal monumento ad Antoon Van Dyck a quello a Petro Paulo Rubens.

Sono un po’ distratto. Mi piace questo periodo dell’anno. Le commesse, le ragazze che ridono. Sono un po’ distratto, e se non lo fossi avrei forse notato i due ragazzi vestiti uguali accanto a due bici dalle borse gonfie. Proprio sotto la statua di Van Dyck.

Le luci, la città piena di gente, tutti gli accenti delle Fiandre e delle vicine città olandesi. Cammino leggero. Guardo senza osservare le capannine di legno con dolci, gluhwein, waffles, borse di cuoio, salumi della Provenza, etc. che tra poco si sbricioleranno come tutte le persone che passeggiano per il centro della città.

Anche ora, non noto un gruppo di giovani appoggiati al monumento a Petro Paulo Rubens. Parlano, ma non si guardano in faccia. Un occhio meno distratto da musichette e luci avrebbe capito che stavano tenendo d’occhio la piazza per qualche motivo.

Da qualche mese escono notizie di un gruppo terroristico che minaccia alcune città, compresa Antwerpen. Articoli semi-nascosti nelle pagine interne dei quotidiani, brevi servizi ai telegiornali. Qualcuno si chiede se è un trovata di chi sa qualcosa per non creare panico o se è invece la dimostrazione che si tratta della boutade di qualche spostato. A questo punto penso sia vera la prima ipotesi. Se qualcuno delle migliaia di persone che affollano il mercato di natale avesse potuto sollevarsi in volo, avrebbe visto i fuochi di cinque esplosioni scoppiate in rapida successione: Grotemarkt, Groenplaats, Meir, Stadsfeestzaal e stazione centrale. E poi più nulla.

Ma quel giorno nessuno si librò in volo. O almeno nessuno lo fece tutto intero.

blog comments powered by Disqus