Articolo

MALE, BENE

di Danni Novaga

«I never liked anyone and I’m afraid of people»

Discutemmo subito dopo pranzo. Niente di nuovo, succedeva spesso. Alzai troppo la voce, forse. Lasciò la cucina, prese il libro gettato sul divano e si chiuse in camera. Entrai. Seduta per terra, schiena appoggiata al nostro letto. Pagine già aperte. Provai a baciarla. Mi scansò. Non feci un secondo tentativo. Il giubbotto di pelle era ordinato sulla sedia. Lo indossai e uscì.

«Dove vai?». Non so se lo disse. Mi sarebbe piaciuto sentirlo.

Cammino per strade che cominciano a diventare familiari da quando abbiamo deciso di vivere insieme. Ma non è la mia città e non ho una meta. Mi basta mettere un piede dopo l’altro, un piede dopo l’altro. So che non mi cercherà a breve.

Arrivo a un bar. «Il caffè migliore di Roma», ripenso alle parole di un amico. Un suo amico. Mi siedo all’ombra. Il primo sorso, mi arriva un messaggio. È lei, comincio a eccitarmi.

Scrive: «Umiliami»

male, bene

Pago. Ho una mano in tasca per nascondere l’erezione visibile nonostante i jeans. Ma non ho fretta. Un piede dopo l’altro, un piede dopo l’altro: voglio darle il tempo di prepararsi.

Entro in camera. È nuda. Sul letto, si è completamente depilata. Per me. C’è luce, molta, vedo gli strumenti pronti, in ordine sulle lenzuola chiare. Oggetti che hanno poco a che fare con l’amore. La guardo. Lei serra gli occhi. Chiudo la finestra. Tra poco comincerà a urlare. Non solo di dolore, anche di piacere.

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