Articolo

Le cattive ragazze

Di Danni Novaga

«Mettiti il guanto e fammi vedere

l’atto estremo che puoi praticare,

quel limite insondabile che vuoi varcare

l’hai già passato ed io sono stato…»

cattive ragazziIo ogni lunedì e venerdì torno a casa da lavoro e mi cambio in fretta e mi metto il costume e prendo la bici e corro in piscina che è proprio a pochi minuti da casa mia e pago l’ingresso e poi entro in acqua e nuoto, mi faccio un’ora un po’ stile libero un po’ dorso poi esco mi faccio la doccia e torno a casa. Mi guardo in giro ovvio ma non ci sono ragazzi interessanti solo vecchi magri o adulti con i peli neri sulla schiena che mi fanno tanto schifo e allora nuoto e basta.

Però ecco un giorno lo vedo che entra in acqua e anche lui comincia a nuotare e vedo subito che non è un vecchio rinsecchito e che non ha i peli sulla schiena e così finita l’ora di nuoto e la doccia lo seguo e vedo che non sarà eccezionale ma insomma non è davvero nulla di male e vedo che prende la bici e anche lui si avvia per la strada che di solito prendo anche io solo che si ferma un po’ prima e io proseguo.

E così passano i giorni e alla fine ci esco e lo trovo simpatico e davvero carino e andiamo a prendere una birra in quel pub vicino casa quello che è proprio all’angolo ed ha le grandi finestre su tre lati. E poi ecco siamo usciti ancora e abbiamo preso io una birra bianca e lui una bruna poi siamo andati al ristorante giapponese che piace a entrambi e poi lui mi ha invitato a casa sua che era da solo e sono rimasta lì tutta la notte e niente.

Poi abbiamo finito per metterci insieme e quindi siamo usciti spesso e ci siamo sentiti spesso solo che dopo qualche mese ho cominciato a perdere interesse e tutto di lui mi irritava mi stizziva mi infastidiva quello che diceva il suo odore il suo sapore il modo in cui mi scopava e come mangiava così l’ho invitato a casa per cena e lui è venuto ed ha portato una bottiglia di pessimo vino rosso e io gli ho preparato proprio quello che piace a lui perché ho fatto un antipasto con prosciutto e melone e il risotto con funghi e salsiccia poi il tiramisù che ha finito quasi da solo e poi mi sono alzata con una scusa sono scesa in cantina ho preso il martello mi sono avvicinata e lui era di spalle.

Ho sollevato il martello e gliel’ho schiantato proprio al centro del cranio che si è proprio aperto e allora ho continuato a colpire nello stesso punto finché non è cominciata a schizzare fuori una gelatina giallastra.

Questa è la mia storia e non ho più nulla da dire.

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