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La figlia di Antonio

di Tommaso Mineo

“Domani ti mando una delle figlie di Antonio, quella più piccola, Maria, che lavora come un mulo. Vedrai la casa te la farà diventare uno specchio. Manda via tua madre che non pulisce mai! Sta sempre in cucina a pasticciare con la bambina. Ieri hanno fatto gli gnocchi, la farina era dappertutto e domani vuole fare pure la marmellata”.

La suocera parla, rossa in viso, agitando le mani grassocce; è seduta alla poltroncina, quella con i braccioli, ma si vede che ci sta stretta. Sorride al pensiero che quando si alzerà la sedia le rimarrà incastrata al sedere. “Capito! Vuole fare la marmellata con la frutta che ti ho portato, quella di Antonio, il contadino. Vedrai come ti riduce la cucina e che puzza per tutta casa!”. “No, non è possibile!” pensa “Le marmellate di mamma non puzzano!”. Da bambina aiutava sempre la mamma a prepararle e in quei giorni tutta la casa profumava di frutta, vaniglia e cannella. Alla fine, dopo aver riempito i barattoli di vetro, le metteva davanti la pentola ancora sporca, le dava un cucchiaio e le diceva “Pulisci, pulisci bene”. Ricordava ancora quel sapore caldo e dolce in bocca.

La mamma sta vicino a lei, seduta sulla sponda del letto, stretta nel suo misero vestitino di cotone (“L’ho comprato all’Oviesse, a saldo. È stoffa buona !”).

“Mamma, ti prego, reagisci urla a mia suocera di stare zitta, che le tue marmellate profumano e sono le più buone del mondo e che la figlia di Antonio non deve venire perché ci sei tu e ci sarai sempre tu vicino a tua figlia e alla sua bambina”.

marmellataLa suocera continua a parlare agitando le mani. “Chissà perché d’estate e d’inverno ha sempre le mani rosse, grasse e rosse”. Una volta, quando erano ancora fidanzati, aveva chiesto al marito “Che cosa ti ha colpito di più di me?”, lui subito aveva risposto “Le mani”. Era rimasta stupita; si aspettava i capelli, gli occhi, la bocca, invece no, le mani. È vero erano belle, bianche e affusolate, ma le sembrava strano lo stesso; poi quando aveva conosciuto la futura suocera aveva capito il perché di quella risposta.

La bambina è  vicino al suo letto; ha preso una sedia e sul comodino ha sistemato la scatola dei colori. “Mamma, adesso ti faccio un bel disegno, poi domani lo attacchiamo sul tuo letto, va bene?”. “Povera piccola” pensa “una crisi di panico ed eccomi qui, inchiodata nel letto, quasi paralizzata dall’ansia, divorata dalla depressione, il male oscuro”.

Il marito rientra e si affaccia sulla porta “Come stai?” ma senza aspettare risposta, con la testa bassa, se ne va. Sonnecchia, quando si sveglia nella stanza non c’è nessuno; sente rumori di piatti e di televisione accesa, i cartoni animati della sera. È intorpidita, la testa vuota, allunga la mano verso il comodino, prende il disegno che le ha fatto la sua bambina, lo guarda e comincia a piangere.

Al centro del foglio c’è lei, MAMMA: è una principessa tutta colorata e sorridente con un grande mantello aperto pieno di stelle e dentro il mantello una bambina che la principessa tiene per mano. Fuori dal mantello in un angolo del foglio due piccoli animali, sembrano due cani, uno con i denti grandi ma non fa paura perché è dentro una gabbia con le sbarre nere, nere.

 Si asciuga il viso, si mette seduta sul letto e chiama la bambina “Vieni, amore, mamma ti vuole dare il bacio della buonanotte”.

La bambina corre da lei, il papà le ha già messo il pigiamino. L’abbraccia, la stringe forte “Dormi, tesoro, perché domani sarà una giornata importante. Dobbiamo dire alla nonna di venire presto a casa nostra perché ci deve aiutare. Domani faremo una cosa speciale: la marmellata più buona del mondo!”.

Fonte immagine in evidenza: http://www.edilio.it/blocchi-cad-e-librerie-figure-persone-silhouette-bimba-06/p_1391_d_14257.html?cat=3

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