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ESPOSITO

IMG_10_ Scantinato,cornici“Buongiorno signora! Come va?… Davvero? E quando è successo?…Oddio chissà che spavento deve aver preso!.. A proposito di spavento: devo raccontarle quel che mi è successo l’altro ieri. Eh sì, sì: sentirà! Dunque ecco…ho incontrato al portone la signora Casali, la mia vicina di casa. Quel giorno si sentiva una gran puzza di muffa provenire dal seminterrato, proprio da dove “abita” il losco individuo che occupa la cantina del signor Mariani. Beh, ho chiesto alla Casali se anche lei la sentiva e che ne pensava. Mi ha risposto che l’uomo che la occupa si chiama Esposito. Sì, Esposito, Lei lo sapeva già? Davvero? Beh io no. Comunque abbiamo  cominciato a parlarne e… beh, veramente io ho cominciato a parlarne, e le ho confessato di aver paura. Sì, paura, signora mia, certo. Temo proprio che un giorno di questi ne combini qualcuna delle sue quello lì. Ma l’ha visto bene? E’ così strano quell’uomo! Va vestito come un barbone. Ha anche un alito che appesta chiunque gli stia a mezzo metro. E gli occhi? Ha notato come sono sfuggenti e inquietanti?  Miope? Ma che dice signora? Io sono miope, eppure mica guardo la gente a quel modo! E poi quel respiro affannoso, quel risucchio, sembra un mantice. La signora Casali dice che è per il fatto che fuma tanto. Ma bene, dico io! Così un giorno o l’altro manda a fuoco tutto il palazzo! Ma le sembra giusto che uno viva in una cantina?  E per i suoi bisogni? Come farà?  Scommetto che quel liquido giallognolo che esce ogni tanto dai rododendri dell’ingresso non è fertilizzante, ma ben altro! Eh no, no, signora mia! L’ha sentita la puzza? E poi? All’ultima riunione di condominio hanno proposto di fargli pagare l’affitto. Assolutamente ridicolo dico io! Cacciarlo via si dovrebbe, altro che! Quello non pagherà mai niente ed è già tanto che non ci muore là sotto. – Ci  pensa lei – ho detto alla Casali – se un giorno di questi ne ritroviamo il corpo in decomposizione, putrefatto, mangiato dai vermi, perché morto da chissà quanto e nessuno se n’è accorto? – Ma Signora Taddei – mi fa lei  – che va a pensare? – Eh signora mia, non c’è mica tanto da scandalizzarsi sa? – Le ho risposto – Ma l’ho proprio sorpresa quando le ho detto che quel tipaccio ci fa venire pure le donnacce in quel suo tugurio! Sì, proprio così! Oltre tutto è pure vecchio! Ma certo, glielo dico io che l’ho viste più di una volta! E poi basta guardarlo in faccia per capire che dev’essere il classico vecchio porco. Eh signora mia, non è così, glielo assicuro! Martedì scorso per esempio è venuta a trovarmi mia figlia Susanna, se la ricorda no? Quella che ha partorito da poco più di un mese. Bene! Saliva le scale del portone con Filippo in braccio e l’ha incontrato. Vedesse che faccia aveva quando è arrivata da me. No, no, non mi ha detto niente ma sicuramente non voleva spaventarmi. L’avrà senz’altro spogliata con gli occhi, glielo dico io.  Capirà:  la maternità le ha fatto bene e ora che allatta ha proprio un gran bel seno. E poi la mia Susanna è piena di vita, giovane, fine, mica una di quelle bagascione che lui si porta giù in cantina! E adesso perché sorride signora? Non crede a quello che dico? Ah beh…andiamo bene! Cosa?  Eh, no, no signora mia, mica è un gioco questo sa? Le dico che quel tipo è pericoloso! Comunque, (giusto per finire così poi la lascio andar via) mentre stavo ancora parlando con la signora Casali, sa che è successo? E’ arrivato! Sì, proprio così! E’ venuto su per le scale e si è avvicinato a noi due. Portava qualcosa in mano e lì per lì non ho capito cosa fosse. Beh, non lo immaginerebbe mai signora mia: era un cagnolino di peluche! Già, proprio così! Mi è arrivato davanti mi ha sorriso e, con voce calda, educatamente mi ha detto: – Buongiorno signora Taddei, questo è per il suo nipotino. Faccia i migliori auguri a sua figlia da parte mia e tanti auguri anche a lei! Dev’essere bello diventare nonna!-

Capito? Al che io ho risposto: – beh… grazie, grazie signor Esposito, presenterò – e lui se n’è andato tutto contento. Non sembrava neanche affannato quel giorno.

Ecco, le ho raccontato tutto. Ah no, c’è un’altra cosa. Quando ho salutato la signora Casali e ho fatto per andarmene lei mi ha guardato in modo strano, con riprovazione mi è sembrato. Io mi sono risentita naturalmente. Ma cosa c’è? – le ho chiesto – perché mi guarda così ora? Ma lei niente, stava lì e scuoteva il capo  indignata. Allora le ho detto: – ma perché fa così? Non ho forse appena finito di dire che il nostro Esposito è una gran brava persona? Beh, avevo ragione no?”

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