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E ADESSO…IO?

“Ma sì, sì, va bene, ora metto in moto. Però prima lasciami almeno tentare di farti capire…”
“…”
“ Lo so che è tardi e che devi andare a lavorare, anch’io sai? Ma dovevo aspettare per non interromperti, no? Ora permettimi di dire la mia. Vedi, non te la prendere se te lo dico, ma sei un’egocentrica: parti da te e ritorni a te, senza passare per me.”
“…”
gli_amanti“Aspetta un momento. Ti ricordi di quando dicevi che le nostre diversità erano talmente tante, talmente importanti che noi due non avremmo dovuto stare insieme? Dicevi che due come noi non si sarebbero mai dovuti innamorare l’uno dell’altra.”
“…”
“Certo che è inutile rivangare il passato, ma lasciami dire…”
“…
“Si certo, ora andiamo, tranquilla, ci vogliono pochi minuti per arrivare.”
“…”
“Beh, questo non lo puoi proprio dire sai? Non ti permetto di dirmi che cosa sento per te. Lo so io e non puoi mettere in dubbio quello che dico di provare dentro di me.”
“.”
“Mi dispiace di aver fatto quelle cose, di aver commesso degli errori tanto grossolani, ma, vedi, questo non deve essere motivo di rottura tra di noi…In fondo anche tu hai sbagliato.”
“…”
“E dai! Sai bene che se ho fatto sbagli li ho fatti in buona fede, perché avevo paura di perderti e…”
“…”
“Si certo, ora metto in moto, ora andiamo, solo un momento. Ok?”
“…”
“No, non è possibile questo! Non lo accetto!  Non puoi dirmi che non ti fidi più di me e addirittura che non mi stimi! Non puoi dirmi che mi ami e poi che non credi più in me. E’ che non ci siamo dati quello che volevamo ricevere. Ci siamo offerti l’un l’altro senza darci veramente. Ecco perché c’è sfiducia e incomprensione. Ma ora…”
“…”
“Anch’io non ce la faccio più, ma tengo duro”
“…”
“No, non perché me lo ha ordinato il dottore ma perché ti amo!”
“…”
“Basta! Che palle! Ora andiamo! Ti prometto che farai tardi solo pochi minuti. Ma Cristo! Non puoi ritardare neanche dieci minuti prima di lasciarmi?”
“…”
“Sì va be’… no, non è così! E’ che il tuo lavoro è sempre stato più importante del mio, più importante di me.
“…”
“ Certo, certo che mi hai sempre esposto chiaramente le tue priorità, lo so bene: prima il tuo lavoro, poi la tua famiglia, i tuoi figli, tuo marito quando c’è…insomma io quando vengo? Al terzo o quarto posto? Ma come mi dovrei sentire secondo te, è? Lo capisci che non ce la faccio più a continuare così?
“…”
“No, no maledizione! Voglio dire che non ce la faccio così, ma cambiando le cose…”
“…”
“ Sì, sì, ecco! Ho messo in moto va bene? Andiamo! Tanto ormai hai deciso no? Sempre così, decidi tutto tu, anche per me. Anche quando hai deciso che ti interessavo e volevi stare a tutti i costi con me”
“…”
“E  no, non è così, sei stata tu a sedurmi ricordi? – Tu faresti l’amore con me? – te la ricordi ‘sta frase? Me lo hai chiesto al nostro terzo incontro, in birreria, te lo ricordi o no?”
“…”
“Col cavolo che volevo, sei stata tu ad invitarmi. Poi, due mesi dopo, ti sei innamorata di me, dicevi, quando io ancora non ci capivo niente. Già, mi hai messo i fiocchetti, mi hai trasformato in quello che volevi e ti sei convinta che fossi l’uomo della tua vita; tutto da sola, appunto, per poi, due anni dopo, quando io mi ero innamorato di te, dopo che avevo lasciato la mia famiglia, la casa, tutto per stare con te, mi hai detto che ti eri sbagliata, che non ti volevi separare, ma che se davvero ti fossi separata saresti andata a vivere da sola perché volevi essere una persona libera e indipendente pur amandomi, che tuo marito era un angelo che non ti chiedeva niente, che non eri la donna adatta a me, che meglio avrei fatto a trovarmene un’altra. Ti amo, dicevi, ma non posso darti quello di cui hai bisogno.”
“…”
“Oh, ti sei stufata di starmi a sentire? Te ne vuoi andare? Siamo arrivati ormai. Scendi e vattene se davvero vuoi.”
“…”
“No! Sei tu che lasci me, non il contrario. Io credo ancora nel nostro rapporto. Non mi sento di andarmene a cercare un’altra, non mi sento un puttaniere e non mi interessa farmi una scopata ogni tanto.
“…”
“Sì, sì, va bene, non era questo, sì ho capito.”
“…”
“Io invece ti auguro di stare male, certo, malissimo, come starò io. Non voglio affatto che rimaniamo amici. Il tuo compagno voglio essere, non un amico tuo. E quindi voglio che tu soffra un casino perché ti manco, come tu mancherai a me…”
“…”
“Certo che urlo, vorrei vedere, faccio quello che mi viene in questo momento. Non mi hai sempre detto che devo essere me stesso? Che non devo reprimermi? Beh ora sto da vomitare e urlo e ti maledico,e  ti…porca puttana!”
“…”
“Maledetta la tua dialettica! Il tuo modo ti rigirare la frittata! Di farmi sentire un coglione! Vattene insomma, sparisci, ma non illuderti: io non sparirò. Finché starò come sto non ti mollerò. Ti inseguirò fino alla fine dei miei giorni se necessario. Ti perseguiterò. Ne farò una missione della mia vita! Ti starò attaccato come una mosca su una merda!”

“…”
“Sì hai capito bene: una merda!”
“…”
“Ma sì vai vai, vaffanculo te e quello che sei!…”
“…”
“Ma figurati che spavento! Ma sì, sì. E non sbattere la portiera!”

“E adesso… io?”

Fonte immagine: http://urladalsilenzio.files.wordpress.com/2010/03/gli_amanti.jpg

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