Articolo

ANTWERPEN REBETIKO CITY (da una storia vera. Più o meno)

di Danni Novaga

«Solo restano i tuoi baci

Sulle labbra d’altri come braci

Solo restano i tuoi baci

Sulle labbra d’altri come braci»

promesseFaceva freddo sul lungo Schelde. Avrebbe nevicato da lì a qualche giorno. Tenera sarebbe diventata la città. Dalla Grote Markt giù giù fino a Merksem o Borgerhout. Faceva freddo. Si strinse nel cappotto. L’abbracciai, senza pensarci. Poteva scostarsi, con un gesto femminile. Poteva allontanarsi, si avvicinò.

Abbiamo attraversato così il sint-Annatunnel. Così dall’altra parte del fiume. Le presi la mano. Affogai le mie dita tra le sue. Le luci del porto, il fiume, il MAS e la Boerentoren. Finimmo in un cafè, poi a casa sua. La mia mano destra, la sua mano sinistra ormai gelida. Niente guanti, niente pugni nelle tasche. Sempre uniti.

Un saluto veloce. Solo sfiorare il viso con le labbra.

Dopo una settimana la neve. Aveva affittato una stanza in centro. Un’ampia vetrata, sotto Antwerpen che scorre. La cena, la musica ellenica, il suo accento greco. Sul letto abbiamo deciso di parlare ognuno nella nostra lingua. Fare l’amore ascoltando parole mai sentite prima.

Sapevamo che sarebbe finita, e che sarebbe finita presto. L’ultimo saluto sotto gli archi di pietra della stazione centrale. I “ci vediamo presto”, “compro stasera un biglietto per Atene”, “fammi sapere dove posso trovare un hotel economico a Roma”, “puoi stare a casa mia senza problemi”. L’intuire che sarebbe stata l’ultima volta insieme.

Niente lacrime, niente corsa seguendo i finestrini di un treno in partenza. Generiche promesse che non sarebbero state mantenute. E i ricordi, ogni tanto, e l’immaginare cosa sarebbe successo se.

… Ma quell’accento greco, quella pelle, quel sapore. Sotto, Antwerpen che scorreva.

Fonte immagine: http://www.flickr.com/photos/shosdez/8389447387/

 

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