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ADORABILE MIRIAM

Miriam mia, inevitabile compagna di vita.

Sono qui, nella mia temporanea dimora, con l’animo in preda ad uno sconvolgimento completo, a spiegarti, a raccontarti e a cercare di capire insieme a te. Quando l’altro giorno ti ho mollato all’improvviso davanti al supermercato per inseguire qualcosa di cui ancora non mi rendo ben conto, non intendevo ferirti né mancarti di rispetto. Il fatto è che la donna che mi ha irresistibilmente attratto, Margherita, l’avevo già conosciuta in passato, come ben ricorderai dai miei racconti giovanili e l’essermela ritrovata di fronte all’improvviso dopo tanti anni, l’aver scambiato con lei un breve dialogo, mi ha riportato indietro nel tempo e nello spazio, e, senza rendermene conto, ho sentito che dovevo andare. Dovevo assolutamente passare con lei qualche minuto, anche solo qualche istante, per verificare se quegli occhi da cerbiatta, quel portamento fiero e aristocratico, quel modo di vestire, sobrio ma provocante, quella gestualità e la sensualità che lei sprigionava, fossero ancora per me importanti al punto di cambiare vita, pur non volendo lasciarti.

Ho cercato poi per telefono di spiegarti ma tu mi hai risposto di sparire, di andarmi a farmi fottere, di farmi sentire solo per e-mail, cosa che sto appunto facendo. Spero che, almeno così, mi darai modo di parlare e che mi starai a sentire. In fondo dopo ventidue anni di convivenza credo di meritarmelo.

Alessandro, maledetto ipocrita.

Devo riconoscere che ci vuole un bel coraggio da parte tua a concepire certe argomentazioni. Evidentemente tu non sei, come ho sempre cercato di convincermi in tutti questi anni di convivenza e non è stato facile, un uomo diverso dagli altri. Infatti è bastato che incontrassi la tua ex compagna di sollazzi sessuali, da far rivivere in te il classico maschio, il solito porco che tanto faticosamente devi aver nascosto con cura perché non me ne accorgessi. Mi parli di lei con una sfrontatezza inaudita e senza ritegno ti soffermi sulle sue “qualità”. Occhi di cerbiatta mi dici, quando sono comunissimi occhi a mandorla come tante hanno e dal colore marrone, un marrone banale. Il modo di vestire poi è semplicemente un modo per attirare lo sguardo dei maschi tuoi pari, dal momento che è sufficiente indossare una leggera maglietta senza reggiseno, per farti girare la testa e farti perdere la trebisonda. Bastano infatti due innocui e banalissimi seni, piccoli e cadenti per altro, con due stupidi capezzoli che ovviamente sporgono offensivi e arroganti dalla maglietta, per resuscitare in te impulsi sessuali che non puoi più permetterti, data la tua età, e far uscire fuori il tuo odioso orgoglio di maschio represso e inappagabile. Quanto poi al portamento fiero e aristocratico ti prego, stendiamo un velo pietoso sull’argomento. Ai miei occhi e a quelli di chiunque non sia ottenebrato come te da bassissimi istinti sessuali degni di un bordello di bassa categoria, sembra più che altro un portamento troiesco, di quelli che facilmente si vedono, per capirci, sulla via Salaria all’imbrunire di un sabato sera. Mi dici che vuoi spiegarmi, che devi capire, ma non c’è niente da spiegare. Scrivi pure se vuoi, ma non farti vedere, almeno fin tanto che non avrai fatto ammenda, con te stesso prima e con me poi, dei tuoi animaleschi impulsi. Non vuoi lasciarmi dici? E cos’è che vuoi fare allora? Sono proprio curiosa di saperlo questo. Nel frattempo viviti la tua Margherita come meglio credi e…buon pro ti faccia!

Incomparabilmente sempre mia.

Capisco dalle tue parole che un carico di odio puro alberga nel tuo cuore, ma sappi che non è come dici. Certo capisco che il tuo orgoglio di femmina, ferito nella sostanza, non ti permetta di essere obiettiva, ma almeno rifletti insieme a me, o, se preferisci, da sola, sulla realtà della situazione. In ventidue anni il “porco” non ti ha mai tradito, come ben sai anche se fai finta di non saperlo, e solo il caso, il fato, con i suoi trabocchetti diabolici, mi ha portato vicino a farlo. Sono vecchio? Forse sì, o forse no, dato che per la prima volta, dopo tanto tempo, mi sento vivo e con tanta voglia di mettermi in discussione. Quei seni di cui parli in un modo tanto offensivo, appartengono ad una donna estremamente intelligente e affascinante, dotata di una carica vitale, un tal gioia di vivere, da far morire di invidia chiunque, come tu dimostri infatti. Sai bene, come me, che noia sono stati questi ultimi anni di convivenza, che routine devastante, che grado di annichilimento sessuale! Parli di atteggiamenti equivoci, di vestiario discutibile, ma Margherita non ha bisogno di questi mezzucci, poiché è il suo innato fascino, la carica emotiva che emana a travolgermi e non, come forse a te fa comodo credere, il semplice richiamo sessuale. Ciò non di meno, devo confessarti che l’idea di avere ancora oggi un rapporto sessuale con lei mi fa letteralmente impazzire di desiderio. Sì, desiderio, ricordi? Quel desiderio che c’era anche tra noi milioni di anni fa. Sì, sono un uomo, un maschio, un animale mal celato, ma con un’incredibile voglia di vivere ancora, o almeno di provarci. Ma forse tu non hai più questa consapevolezza.

Schifosissimo essere,

Finalmente esci allo scoperto, finalmente ti riveli per quello che sei. E cosa sei!

Ma, pur vergognandomi per te delle tue affermazioni e sorvolando sulle risposte che potrei facilmente darti, mi preme farti riflettere su una cosa: hai pensato al dolore che la tua sconsideratezza causerà negli altri? La tua pur piccola e offuscata mente di vecchio porco malato ha considerato che “quella donna” è sposata e ha due figli ancora adolescenti? E riesci anche a valutare il fatto che esiste il marito, persona degnissima per quel che ne so e che certo non merita tutto questo? Come può, mi chiedo, una donna tradire la fiducia di due figli e del marito fedele, per un’avventura con….uno come te? E come puoi tu non rendertene conto? Ma capisco che i tuoi pruriti senili vengono prima, certo, anche prima della dignità di essere umano.

Ineluttabilmente e crudelmente ancora mia,

certo che so che è sposata, certo che so che ha due figli e un marito straordinario. Stimo moltissimo quell’uomo e certo non voglio far soffrire nessuno. Al punto che, vedi, sto pensando di mollare tutto e di non farne niente. Non ti tradirò quindi, almeno non sessualmente, non starò con Margherita e lascerò che il ricordo del suo fascino resti solo nella mia memoria. In fondo, come dici tu, sono solo un uomo di mezza età, né bello né interessante, che ha velleità che non si può permettere, no? E che anela a vivere una vita diversa. Ma è solo un’illusione e ci sei tu a ricordarmelo. È giusto quindi che lasci perdere e che torni da te, mia degna compagna, col capo cosparso di cenere, chiedendo venia, indossando il cilicio e pronto a scontare la pena che gli verrà comminata giorno dopo giorno, anno dopo anno,  fino alla fine. Non è forse questo che vuoi? Non è questo il giusto per me e per te,  insomma, per noi?

Resto quindi in attesa della tua risposta, della condanna e del modo di scontarla.

Infimo uomo, povero maschio debole e vile,

la sdraio è comoda e in questo momento sto sorseggiando il mio Martini. Il sole è caldo ma non troppo, il cielo blu. Vedo il mio caro amico Ernesto che mi fa cenno da lontano di raggiungerlo e credo che lo farò quanto prima. Certo la vacanza è praticamente al termine ma non mi duole tornare a casa. Troverò le mie cose, la mia vita, me stessa ad attendermi. No, non sarà male, anzi: sarà…entusiasmante!

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