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Qualche “Sciagurata” domanda a Francesca Barra

Francesca BarraOggi la nostra rubrica si addentra nei temi del campionato con l’autorevole opinione della giornalista e scrittrice Francesca Barra, che abbiamo imparato ad apprezzare anche in veste di opinionista sportiva. Oltre agli impegni televisivi e letterari, infatti, è una grande appassionata di calcio che non ha mai nascosto la sua fede juventina. Siamo riusciti a rivolgerle qualche domanda spaziando su vari temi: le origini del suo tifo per la “vecchia Signora”, la tecnologia, le scaramanzie e tanto altro…

 

Lei che è orgogliosamente lucana, tradizionalmente ed amorevolmente attaccata alle sue origini, può spiegarci come è nata la sua passione per la Juventus?

«La Juventus è una squadra molto amata in provincia. Una squadra che fa sognare, che racconta miracoli. Mio fratello era Juventino, io di riflesso, amandolo molto, ho iniziato a tifare per la sua squadra».

  

Essendo una super tifosa, ha qualche rito scaramantico quando vede le partite della sua squadra tipo lo stesso posto sul divano, le solite persone accanto a sé, la divisa ufficiale, oppure la Juve è talmente forte, che non c’è scaramanzia che tenga, tanto vince lo stesso?

«Ho un marito interista, un figlio interista, una figlia che indossa da quando è nata la maglietta nero azzurra. Devo dire che più sono ostili nei miei confronti e più vinciamo. Quindi sono loro il mio rito scaramantico. Guardare la partita in mezzo ai gufi».

Sembrava che la stagione all’inizio stesse prendendo una brutta piega, e invece a poche giornate dalla fine la Juve è saldamente al comando della classifica con un ruolino di marcia impressionante: 21 vittorie su 22 partite e record di imbattibilità in serie A infranto da uno strepitoso Gigi Buffon. Se l’aspettava una reazione così veemente e roboante dei bianconeri dopo le ceneri di Berlino e le cessioni eccellenti del mercato estivo? Cosa pensava quando la Juve andava male ad inizio stagione?

«Grazie ad Allegri, che ha chiesto ai tifosi di non perdere la speranza quando perdevamo e la prudenza durante le vittorie, ogni passo in avanti è sembrata non solo una conquista, ma una sovrumana dimostrazione del potere di un gioco perfetto: mentalità, gambe, personalità. L’unico rimpianto è a livello internazionale. Ma meglio di così, il campionato italiano non poteva sembrarci. Per qualche anno ancora immagino la Juventus sul podio. È davvero un esempio da studiare».

Purtroppo anche questo campionato non è stato esente da polemiche: Sarri – Mancini, il diverso metro di giudizio sulle proteste di Bonucci e Higuain, i presunti “aiutini” alla Juventus nel derby contro il Toro. Pensa che la moviola in campo possa aiutare a placare le polemiche? La sua opinione sulla squalifica di Higuain? 

«Le polemiche nascono con i giochi e non terminerebbero con la moviola in campo. Parlare ancora di aiutini nel 2016, di complotti, non fa nemmeno più sorridere».

Anche contro il Milan, si è vista una Juve matura, cinica, che ha fatto sfogare l’avversario troppo preso dall’emotività del momento per poi colpire nei momenti opportuni. Chi è stato secondo lei il migliore in campo e in cosa la Juve è stata superiore al Milan?

«La Juventus ha testa e corpo, malgrado gli infortuni. Non perde il fiato durante il secondo tempo, quando tutti mollano la squadra morde. Il Milan ha fatto una buona partita, ma ha mollato. E poi le tre parate di Buffon valgono tre goal di Higuain. È lui,  ma non solo lui, il leader di una squadra imbattibile. Pur essendo imperfetto è uno dei migliori portieri al mondo. Con lui il Napoli avrebbe vinto lo scudetto».

Gli avversari della Juventus in campionato che all’inizio sembravano poter togliere lo scettro di regina alla vecchia signora, ciclicamente hanno avuto problemi anche se diversi. Cosa manca a Napoli, Roma, Fiorentina e Inter per far sudare un po’ di più lo scudetto ai bianconeri?

«Quando ricapiterà di avere un simile vantaggio sulla Juventus, come ad inizio Campionato? Non hanno saputo sfruttare l’occasione, il momento. Questo dovrebbe fare riflettere: la prima cosa che manca è la testa. Oltre ad un mercato sbagliato per molte di loro».

Tra poco meno di due mesi inizieranno gli europei in Francia. Secondo lei dove può arrivare la nazionale di Conte? Come giudica il prematuro annuncio al Chelsea per la prossima stagione: potrà avere ripercussioni sul cammino degli azzurri nella competizione?

«Antonio Conte ha troppo orgoglio, troppa fame, per mollare. Per farsi distrarre da altri impegni. Lui è uno che vince».

Segue i campionati stranieri oltre la serie A? Qual è il campionato che l’appassiona di più e c’è una squadra straniera che le fa battere il cuore quasi quanto la Juventus?

«Li seguo con mio marito, ma non mi appassiono come per la mia squadra».

L’uscita prematura ed immeritata della Juventus dalla Champions League contro il Bayern ha certificato ancora una volta la differenza di rendimento tra campionato e coppa della squadra di mister Allegri. La Juve è infatti la squadra che ha perso più finali di Champions, ma quella che ha vinto più scudetti tra le italiane. Come si spiega questa differenza di successi storicamente e continuamente affermata? E cosa manca alla Juve di oggi per sollevare di nuovo quel trofeo, un giocatore forte o la mentalità?

«Mancano dei giocatori diversi, pronti per quella sfida. Ne abbiamo avuti troppi da “crescere” quest’anno.

Il calcio italiano è in netta sofferenza, zero squadre quest’anno nei quarti di finale di Champions e di Europa League. La Spagna con ben 6 squadre, ha più rappresentanti e secondo uno studio, anche senza Real Madrid e Barcellona sarebbe prima nel ranking UEFA. Quali possono essere secondo lei le cause di questa crisi? E quanto tempo ci metteremo a tornare il campionato più ambito è spettacolare del mondo, dove i campioni non erano solo in transito, ma calcavano i nostri campi nel fiore delle loro carriere?

«Non rimpiangiamo sempre il passato. Non abbiamo avuto uno dei migliori campionati italiani degli ultimi anni? Non credo sia sempre colpa dei giocatori. Così come non credo nella fortuna o nella sfortuna. Credo che quest’anno, e come nei fallimenti in generale, debbano riflettere dirigenti e allenatori sulla scelta e diversa formazione di punte forti anche in altri campi».

Ha scatenato molte polemiche l’incontro tenutosi in Senato tra ultras e politici. Lei che opinione si è fatta sull’accaduto? Le misure applicate per il contrasto alla violenza negli stadi, mortificano il tifoso o raggiungono l’obiettivo secondo lei? Si potrebbe fare altro?

«Non si tratta mai. Trattare è un fallimento dello Stato, non scordiamolo.

La giornata di ieri ha sancito due esoneri: l’ennesimo scossone in casa Palermo con il rientro di Ballardini al posto di Novellino e l’esonero di Sinisa Mihajlovic da parte di Berlusconi a 6 giornate dalla fine con una finale di coppa Italia da giocare. A chi tra i due darebbe il premio ipotetico di “confusionario dell’anno”? Condivide con me la voglia di vedere loro in panchina allenare le proprie squadre, risparmiando così stipendi e figuracce agli occhi di tifosi e giocatori?

«Non amo gli esoneri degli allenatori a questo punto del campionato. Lo reputo dannoso anche per lo spirito della squadra. Esonerate qualche giocatore o dirigente, forse».

Grazie a Francesca Barra per la sua gentilezza e disponibilità. È stato veramente un grandissimo piacere poter parlare di calcio e rivolgere qualche domanda ad una professionista del suo calibro, che coniuga il lavoro di giornalista e scrittrice spaziando dalla politica alla lotta alla mafia, occupandosi di reportage che danno voce agli ultimi, ad una passione vera, autentica per il calcio, lo sport più bello del mondo, la “cosa più seria tra le cose meno serie” come dice mister Sacchi. Grazie per aver impreziosito con la sua competenza la rubrica “Lo Sciagurato Guido” di Pauranka WebZine.

Fonte immagine: www.francescabarra.it (Foto di Augusta Parodi)

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