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Notti di Champions: all’Olimpico arriva il Real Madrid

Archiviata la 25° giornata di serie A, con la Juventus che battendo il Napoli agguanta la testa della classifica e l’Inter che scivola al quinto posto dopo aver perso lo scontro diretto contro la Fiorentina, tornano le notti europee e il fascino della Champions League

Champions

Domani la Roma andrà in scena all’Olimpico contro una delle corazzate più forti d’Europa. Quel Real Madrid che agli occhi di tutti gli amanti del calcio ha rappresentato uno stile di vita più che una filosofia di calcio. Nati con l’obiettivo di essere gli Harlem Globe-trotter del calcio, le merengues hanno l’obbligo di vincere in ogni campo e in ogni competizione ormai non più per il mero sollazzo della corte spagnola (il nome Real evoca proprio la vicinanza della squadra alla casa reale), ma per stile e modo di essere. Non è più la squadra più titolata al mondo, come ama ricordare molto spesso il presidente del Milan Silvio Berlusconi, ma è sicuramente quella che ha più fascino e più tifosi. Il palmares del Real Madrid conta 10 coppe dei campioni, l’ultima conquistata sotto la guida di un allenatore italiano ed ex bandiera giallorossa. E proprio come ha ricordato un simbolo vivente del madridismo, Emilio Butragueno, in un’intervista lasciata a Roma TV «il Real Madrid è famoso per quel trofeo e l’obiettivo di ogni calciatore che indossa questa maglia è provare a vincerlo». Ma poi aggiunge e ci chiarisce il significato di cosa voglia dire appartenere al Real Madrid: «È un club vincente che mira al successo, ma che utilizza una serie di valori indispensabili. Non si vince in ogni modo, lo si fa cercando di giocare bene, in attacco, rispettando le regole. E con nobiltà, dando sempre il massimo. Abbiamo sempre cercato di tenere presente questi valori, il Real è un modo di affrontare la vita con sforzo e capacità». Insomma, parole da far leggere e rileggere all’ex presidente della Juventus Boniperti che ha coniato un più machiavellico «Vincere è l’unica cosa che conta». Sì, ma in che modo?

Insomma, Roma-Real Madrid sembrerebbe essere una partita dall’esito scontato, ma a parte le dichiarazioni dei giocatori della Roma, che sono pronti a dare tutto per sovvertire il pronostico e che non si sentono per nulla sfavoriti, ci pensano i numeri a rincuorare i tifosi giallorossi. Intanto le sfide tra Roma e Real Madrid vivono un sostanziale equilibrio: su otto incontri, quattro vittorie degli spagnoli, tre dei giallorossi e un pareggio. E proprio nell’ultima occasione nella quale le due squadre si sono affrontate (ancora un ottavo di finale, ancora con la prima gara giocata all’Olimpico) con un doppio 2-1, i giallorossi hanno ottenuto la qualificazione ai quarti eliminando la squadra più titolata della Champions. Sulla panchina della Roma sedeva proprio Luciano Spalletti, il vate di Certaldo, colui che dal momento del suo insediamento ha trasformato la squadra portandola a quattro vittorie consecutive e a un punto dal terzo posto. Ma le merengues non sono da meno. Anche loro, dopo il cambio in panchina e il subentro di Zidane a Benitez, hanno cambiato marcia e delle ultime cinque partite ne hanno vinte quattro e pareggiata una. Le medie realizzative dei fenomeni della Casablanca fanno paura, i record di Ronaldo, la puntualità con l’attimo del gol di Benzema, la fantasia di James Rodriguez e Modric non fanno dormire sonni tranquilli ai difensori della Roma. Ma ancora una volta i numeri vengono in aiuto come gocce di Lexotan a Manolas e compagni: il Real Madrid negli ultimi 29 anni, quando ha affrontato le squadre italiane in gare a doppio turno, ha sempre perso: quattro volte con la Juventus, due con il Milan e una con Roma e Torino.

In attesa della prossima settimana, quando scenderanno in campo i bianconeri, il menù della Champions prevede la super sfida di questa sera tra Paris Saint Germain-Chelsea accompagnata dalla partita dall’appeal minore Benfica-Zenit. Sicuramente la sfida del parco dei Principi di Parigi desta il maggior interesse. I francesi, nonostante siano in pratica già vincitori del proprio campionato, proveranno a dimenticare sul campo la brutta vicenda che ha visto coinvolto il giocatore Aurier, reo di aver postato su Periscope un video dove, visibilmente alticcio nelle percentuali di gradazione alcolica, prendeva in giro, per usare un eufemismo, molti compagni di squadra e il proprio allenatore. Immagino e sorrido pensando alla reazione calma e pacata del re del taekwondo Zlatan Ibrahimovic. I parigini vogliono sicuramente arrivare in fondo alla competizione, così come il Chelsea che prova a risollevarsi dalle macerie di un campionato che non lo vede protagonista come da consuetudine. Peccato che squadre così importanti debbano affrontarsi solamente negli ottavi di finale, e che spesso l’urna malevola di Nyon faccia incrociare sempre le stesse. Partite come Benfica-Zenit e Gent-Wolfsburg non possono considerarsi come ottavi di finale di Champions. Speriamo che il meccanismo dei sorteggi cambi in fretta magari inserendo le teste di serie come nei tornei di tennis. Ne va del prestigio della competizione nell’interesse dello spettacolo e del pubblico.

Fonte immagine: tuttoasroma.it

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