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Nazionale, arriva Di Biagio e si riparte… con le solite polemiche

E’ partito il nuovo corso della nazionale italiana dopo la mancata qualificazione ai mondiali di Russia 2018. La squadra si è radunata ieri a Coverciano dove, sotto gli ordini di mister Di Biagio, sta preparando le sfide amichevoli contro Argentina e Inghilterra. Intanto già fioccano le prime polemiche

nazionale«Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi»; la celebre citazione tratta dal “Gattopardo” di Tomasi di Lampedusa ha sempre descritto emblematicamente l’immobilismo italiano in tutti i settori della vita del nostro Paese, calcio compreso.

 

Iniziamo col dire che il commissariamento della Federcalcio, dopo due mesi, ancora non ha portato i frutti sperati a livello tecnico. Non è stato scelto il nuovo commissario tecnico, avallando una soluzione “interna” con la promozione del tecnico dell’under 21 Gigi Di Biagio che, alle sue prime convocazioni, chiama un solo volto nuovo: Patrick Cutrone del Milan, lasciando a casa Mario Balotelli così come aveva fatto il suo predecessore Ventura.

 

Tale scelta ha scatenato l’ira del procuratore di Balotelli, Mino Raiola che non ha tardato a inveire contro la FIGC – a suo dire «piena di gente scarsa» – e ad etichettare il commissario tecnico come una persona «senza carattere». Chi ben ricomincia è a metà dell’opera… con le polemiche, verrebbe da dire.

 

Troppo fresca d’altronde è la delusione per l’esclusione dal mondiale; è necessario il giusto tempo e la giusta motivazione dei giocatori per invertire la rotta anche se il capitale umano rimane ben lontano dai fasti del passato. A rincarare la dose di polemiche ci ha pensato anche un grande ex del passato della nazionale, quel Claudio Gentile campione del mondo nel 1982 e commissario tecnico dell’ultima Under 21 vincente. L’ex tecnico è in polemica aperta con la Federazione da quando, a suo dire, è stato deliberatamente fatto fuori dal giro per aver mantenuto fede al suo metodo di lavoro, basato sulla meritocrazia senza piegarsi a certe logiche di sistema a noi poco chiare. Nella giornata di ieri ha contestato la nomina di Gigi Di Biagio, reo di non essere meritevole della panchina azzurra per gli scarsi risultati ottenuti con l’Under.

 

Insomma, la storia è sempre la stessa. Polemiche, polemiche, polemiche. Il vento di sfiducia che rende inquinata l’aria attorno a Coverciano non sembra essere passato. Il nostro sport preferito, anche quando si parla di nazionale, rimane il chiacchiericcio. Di certo siamo tutti consapevoli dei limiti tecnici della nostra nazionale, ma anche la polemica speriamo cresca di livello. Dove sono finiti i dibattiti per le staffette Rivera – Mazzola, Baggio – Del Piero? Dobbiamo aspettare davvero che il Dio del calcio ci riconsegni dei talenti così grandi per rimettere al centro il campo? Speriamo proprio di no…

 

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