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Napoli e Roma: prove di Pace

Mentre sul campo le squadre si sono date battaglia, nonostante l’amara assenza dei tifosi giallorossi per motivi di ordine pubblico, c’è da segnalare l’iniziativa partita dal web di un tifoso del Napoli presente allo stadio. Domenico Cicalese, da mesi sta provando a piantare il seme della Pace tra le due tifoserie. Siamo riusciti a rivolgergli qualche domanda

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La ripresa del campionato dopo la sosta delle nazionali ha regalato come sempre delle sorprese. Ha sancito l’ormai ampiamente pronosticata superiorità della Juventus e ha invertito invece l’opinione su chi detiene la gerarchia a Milano. L’Inter è alle prese con troppi problemi in campo e fuori. I rossoneri di Montella, invece, respirano aria di alta classifica come ormai non succedeva da un tempo. La più bella sorpresa, però, proviene dal San Paolo: non ci riferiamo alla vittoria della Roma contro il Napoli, ma lo spettacolo vero è andato in scena sugli spalti. Nonostante le difficoltà che tale iniziativa ha comportato e comporterà, c’è un ragazzo che da mesi sta battendo per la Pace tra le tifoserie di Napoli e Roma sondando e diffondendo su Facebook degli Hashtag quali #Dajeguagliù per coinvolgere e far tornare quello che una volta era il Derby del Sud e che i fatti di cronaca uniti al comportamento di tifosi troppo esaltati hanno cancellato provocando odio, violenza e perfino morte. Si chiama Domenico Cicalese, ha 28 anni e studia Scienze Politiche. E’ follemente innamorato della sua città e del Napoli, ma come ci racconterà ha una passione indescrivibile anche per Roma e la romanità. Ha avuto una risposta sul web davvero positiva ed impressionante: significa che è tempo di voltare pagina, e sulla scia degli appelli di papa Francesco e degli abbracci di Totti e Maradona alla partita della Pace, siamo riusciti a rivolgergli qualche domanda. Speriamo che gli ultras e le frange del tifo più caldo delle due squadre, visto che leggono libri e scrivono recensioni, come avvenuto nel caso dell’autobiografia di Icardi con i tifosi dell’Inter, leggano anche questa intervista ma in questo caso, facciano loro e ci aiutino a diffondere un messaggio di Pace.

D. Dunque sei autore di una delle più belle iniziative sul web degli ultimi anni. Come ti è nata l’idea del gemellaggio dopo tutto quello che, purtroppo, le cronache continuano a raccontarci delle due tifoserie?

R L’idea del gemellaggio nasce dalla profonda ammirazione, direi viscerale e atavica, che io – tifoso azzurro – coltivo da sempre nei confronti della Roma, della Romanità e di tutto ciò che ne deriva. La Romanità, per me. si riversa nei colori giallorossi. Adoro l’universo romano/esco, i miei miti sono (oltre a Pino Daniele e Massimo Troisi), Venditti e Verdone. E amo tanto la tifoseria giallorossa, che trovo molto simile a quella napoletana. Ho tanti amici romanisti e ho riscontrato numerosi punti di contatto.

D.La risposta su Facebook è stata fenomenale. Nonostante i numeri, hai incontrato qualche difficoltà con i tanti “haters” che si aggirano sul web? E nella vita di tutti i giorni, dal bar sotto casa al San Paolo in occasione della partita, che risultati hai potuto riscontrare?

R. Ho dato vita all’iniziativa tra mille dubbi e altrettante paure. Poi mi sono lasciato andare e ho deciso di portare avanti ad oltranza questa cosa. Gli haters ci sono, ma io amo definirli “leoni da tastiera”: spesso sono lì che insultano senza saper neanche argomentare le loro ragioni. Io sono per il dialogo, ma se gli interventi assumono toni troppo caldi, preferisco ignorare chi irrompe sulla pagina solo per piantare grane.

In giro, nel mondo vero, così come l’altro giorno al San Paolo, ho riscontrato tanta partecipazione.

D. Abbiamo notato che finalmente i media nazionali si sono spesi per promuovere l’iniziativa. Hai provato a far veicolare il tuo messaggio di pace anche alle due società o a tifosi illustri o ex calciatori che hanno vissuto quel gemellaggio? Se si, quale è stata la loro risposta?

R. In giro, nel mondo vero, così come l’altro giorno al San Paolo, ho riscontrato tanta partecipazione. I media nazionali hanno preso a cuore la nostra faccenda, ma le Società hanno elegantemente girato la testa dall’altra parte. I calciatori non possono partecipare o esporsi, anche solo con dichiarazioni, quando si tratta di iniziative del genere, pur pacifiche che siano. Di tifosi illustri, appartenenti al mondo dello spettacolo, ne ho incontrati molti, per fortuna. E ci hanno dato una grande mano nella promozione delle nostre idee.

D. Sei innamorato di Napoli e del Napoli e appassionato di Roma e dei colori giallorossi. Da conoscitore profondo delle due realtà, quanto pensi che ottimisticamente ci vorrà per portare finalmente una pace condivisa e piena tra le due tifoserie?

R. Penso che ci vorranno anni prima di tornare alla situazione idilliaca del gemellaggio, ma già che l’Italia ne stia parlando lo ritengo un risultato brillante.

D. L’evento “gemellaggio Napoli-Roma” era programmato per la partita di andata. Spero che non ti fermerai qua! Hai già qualche altra iniziativa in programma? Vi siete già organizzati per la partita di ritorno?

R. Ovviamente, non mi fermerò mai: chi si ferma è perduto. Continueremo incessantemente fino alla prossima tappa – la gara del ritorno in programma il 5 marzo – e continueremo ad oltranza fino a quando il nostro sogno non sarà totalmente realizzato. Ho in mente di organizzare incontri misti nelle due città, magari nelle piazze più rappresentative.

Grazie a Domenico Cicalese per essere intervenuto nella nostra rubrica. È importantissimo lodare e supportare delle iniziative in favore della Pace. Questa rubrica seguirà passo passo le iniziative del “Gemellaggio Napoli – Roma”. E ci auguriamo profondamente che non resti solo un tentativo, ma si concretizzi nel più breve tempo possibile.

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