Articolo

“Buonanotte, anima mia. Adesso spengo la luce e così sia”. Ciao Davide!

L’improvvisa morte di Davide Astori ha sconvolto tutti. Appassionati di calcio e non. La scomparsa di una “persona perbene” per citare le parole di Gigi Buffon, fa riflettere su quanto sia imponderabile e impronosticabile lo sport della vita

Foto dal profilo Instagram di Francesca Fioretti, compagna di Davide Astori

Ne abbiamo viste tante, purtroppo. Dalla scomparsa di Renato Curi, passando per le più recenti di Marc Vivian Foe, di Antonio Puerta e di Piermario Morosini. Molti calciatori sono morti “in scena”, sul campo. Può capitare che anche il cuore di un atleta non regga l’eccessivo sforzo, magari per colpa di qualche problema congenito invisibile anche ai più moderni mezzi che la medicina mette a disposizione. Ma la morte di Davide Astori spiazza, perché non sembra appartenere al mondo dello sport. Agli occhi di qualsiasi essere umano potrebbe sembrare una dipartita troppo rara per essere vera. Un ragazzo di 31 anni sano, controllato di continuo – in quanto calciatore professionista – è stato tradito dalla sorte nella maniera più beffarda che si possa immaginare: nel sonno, in solitudine, lontano dagli affetti cari.

Lascia una compagna, una bimba piccola, ma soprattutto una bellissima eredità: l’esempio di come essere miti, perbene e sorridenti vale più di ogni altra cosa. Il seme d’amore che Astori ha piantato e coltivato nel suo tratto di vita ha iniziato a dare i propri frutti. La città di Firenze, divisa da sempre sulle questioni che riguardano la Fiorentina, ha ritrovato la sua unità, salda attorno alla figura del proprio capitano.

 

Gli avversari, sembrano non esserci più: tutti i tifosi delle squadre del campionato italiano, non hanno tardato ad omaggiare Davide Astori. Conferma di ciò che la critica già gli riconosceva: una persona sorridente, umile, un autentico uomo-spogliatoio nonché  un serio professionista. La missione di Astori, probabilmente, era quella di far accendere i riflettori sulla straordinarietà della serenità d’animo che solo chi vive con garbo e con il sorriso può sperimentare nella vita. Il riconoscimento generale della purezza d’animo di un ragazzo semplice e sorridente lo fa sfuggire persino dalla retorica dilagante che di solito irrompe in queste occasioni. Nel suo caso, però, non si percepisce retorica, ma è tutto stranamente reale. Nelle frasi di saluto che i suoi colleghi calciatori gli hanno dedicato attraverso i social network emerge il ritratto vincente di un uomo che ha affrontato la sua vita con lealtà, sorriso e tanta educazione.

 

Dopo il risultato dell’autopsia, che ne ha determinato il decesso naturale per ‘bradiaritmia’, bisogna dire il destino ce lo ha strappato nel modo più incline alla sua natura di persona che non disturba gli altri. Lo immagino così prima di spegnere l’abat-jour della sua vita nella camera di Udine: un uomo che pensa alla sua bambina, a sua moglie, all’amore che ha donato loro e alla semplicità che ha testimoniato al mondo. Che cali anche la notte, tanto nel buio la luce di chi è veramente sereno non si spegne mai. Ciao Davide.

 

Leggi tutti gli articoli dello ‘Sciagurato Guido’

blog comments powered by Disqus