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Lo Sciagurato vuoto del tifoso italiano

Cala il sipario sulla serie A; siamo nei giorni in cui il tifoso di tutta Italia è smarrito. Ci sono ancora due verdetti da assegnare in Europa, la Coppa Italia da giocare tra Milan e Juve e l’avventura della nazionale che sta per partire, ma non provate a chiedere ad un tifoso di una squadra italiana come si sente in questo momento

tifosoI giorni successivi all’ultima giornata di campionato sono incredibilmente lunghi. Non passano mai. L’orario di lavoro diventa più pesante del solito, per gli studenti universitari si avvicina l’inizio della sessione e quel senso di vuoto attanaglia da nord a sud, il tifoso italiano. “E mo’ che famo?” Più o meno il pensiero in tutta Italia è questo. C’è chi ha provato a spingersi sul tennis in quest’ultima settimana o chi ha nuovamente trovato qualcosa di credibile nel ciclismo buttandosi sul Giro d’Italia, ma la verità è che il tifoso italiano medio non sa che fare. Non sanno cosa fare neanche i tifosi di Milan e Juventus, soprattutto i primi che hanno paura dell’ennesima imbarcata della stagione, e i secondi sono talmente sazi e abituati a vincere che la serenità di essere i più forti li accompagna senza scalfirli.

È finito il nostro amato campionato. Sicuramente non il più equilibrato, ma pur sempre il nostro campionato. Toccherà aspettare agosto per rituffarsi nel clima giusto. Neanche il Fantacalcio ormai prolunga quella spasmodica ricerca dell’adrenalina da Serie A che ti porta non solo a tifare la tua squadra, ma anche quella del tuo bomber. La 38esima giornata si è portata via anche lui. Saranno felici le fidanzate, le mogli dei tifosi che finalmente potranno godersi scampagnate, gite fuori porta e shopping senza il patema d’animo dell’alibi perfetto che scagiona ogni tifoso che si rispetti: “Ma dai amore, c’è la partita, andiamo un’altra volta!”. Certo si dovranno accontentare di facce sommesse, tristi, più che altro vuote….avete presente quando finisce un film o quando arrivate all’ultima pagina di un libro o della vostra serie Tv preferita? Non importa quanto vi abbia preso, se vi sia piaciuto o meno, ma concentratevi sull’espressione di vuoto improvviso che si impossessa del vostro sguardo quando appare la parola FINE.

E ora che faccio? E così magari andate a rileggervi qualche frase che vi ha colpito, magari qualche appunto che avete fatto voi a matita per analizzare quella frase alla luce di tutto lo svolgimento della storia. Fate un bilancio della vostra lettura, ne capite cosa vi ha lasciato e magari andate a vedere su internet se c’è un sequel della storia, se lo scrittore ha voluto lasciar intendere dei finali diversi, che aprono nuovi capitoli. Chissà. Ecco, anche noi tifosi, a maggio ci ritroviamo con uno sguardo vuoto. Cerchiamo di colmarlo con tutto andando ad analizzare ciò che ci ha lasciato il campionato e ciò che magari ci riserverà il prossimo. Per noi è più consolante: sappiamo già che ad agosto si riparte, non dobbiamo aspettare che qualche autore partorisca una nuova idea. Ma riavvolgendo il nastro capiamo che magari ciò che ci appariva scontato adesso che ci manca non lo è più. Ci mancherà il record di gol di Higuain, ci mancherà il record di imbattibilità di Buffon, ci mancherà l’attacco della Roma, il migliore del campionato, ci mancheranno le crisi delle milanesi, sempre date con troppa facilità come protagoniste mentre si rivelano semplici comparse.

Analizziamo più a fondo e scopriamo che ci mancheranno dei pezzi da 90 che ad agosto non calcheranno più le scene: Toni, Klose e Di Natale, un potenziale da più di 400 gol ed un portierone come Cristian Abbiati, hanno deciso che del campo non ne vogliono più sapere. Ci mancheranno quei giocatori che sono stati decisivi nel nostro campionato e che saranno ceduti per esigenze di bilancio, con la speranza di trovare sostituti all’altezza. Ci mancheranno i cambi di panchina, le sfuriate dei presidenti; un po’ meno le polemiche sugli episodi arbitrali, che non ci mancheranno perché è il nostro sport preferito dell’estate, le ricerche sulle castronerie che sparano i giornalisti per intercettare i colpi di mercato. Ne siamo già pieni, perché a maggio non si sa come riempire le pagine dei giornali. Abbiamo ancora una Champions ed una Europa League da assegnare ma da tifosi italiani possiamo solo sperare di vedere un bel calcio (a proposito se l’Atletico vince la Champions, Madrid diventa dopo Milano la seconda città che vince il trofeo con tutte e due le squadre).

Certo il calcio non ci lascia mai soli. Giusto il tempo di perdersi un po’ nel vuoto dello shopping con le ragazze che subito si ricomincia: gli europei sono dietro l’angolo, le case degli amici si aprono, i grill si accendono, le birre si ghiacciano e siamo pronti a ridiventare tutti allenatori della nazionale. Quest’anno poi con il centenario della coppa America andremo a letto alle 5 del mattino. Si ma adesso c’è il vuoto e poi è vero che la nazionale unisce, basti pensare che nella mia città il giorno di Italia-Uruguay degli scorsi mondiali, non c’era nessun paziente in fila al pronto soccorso. La nazionale a quanto pare fa miracoli e con la squadra mediocre che abbiamo, speriamo che ne faccia altrettanti. Ma non è come un derby, non è come la tua squadra, non è come la gioia di un gol di un tuo beniamino sotto la curva. È emozionante, certo, ma vuoi mettere un Inter-Milan, un Roma-Lazio e un Fiorentina-Juve?

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