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Italia: si salva solo la telecronaca del Trap

italiaL’Italia di Conte umiliata a Monaco da una Germania ancora troppo distante dal nostro livello

Che fossimo ormai diventati una nazionale di seconda fascia lo davamo quasi per scontato. Forse nessuno aveva il coraggio di ammetterlo, ma nei bar, con gli amici, nelle pagine nostalgiche di Facebook che ormai imperversano ovunque, un’idea del declino della nostra nazionale già ce l’eravamo fatta. Si fa la conta ormai dei meno peggio e salvo l’ormai quasi remoto exploit dell’europeo 2012 quando arrivammo in finale contro ogni pronostico e gli spagnoli, per bocca del capitano Casillas, ebbero la pietà di fermarsi dopo il 4-0 perché “non volevano vedere gente come Buffon umiliata”, dal mondiale tedesco che ci ha visto vincitori nel 2006 ad oggi abbiamo raccolto solo risultati infimi per essere la seconda nazionale più vincente dopo il Brasile (in coabitazione con la Germania). Due ultimi posti ai gironi dei mondiali del 2010 e del 2014 più eliminazioni varie in tornei come la Confederation cup, rischiano di far decadere il nostro movimento calcistico già falcidiato dai risultati disastrosi dei club italiani in campo internazionale.

Bisogna rinnovare l’Italia e farlo in fretta. Lontana è la generazione fantastica dei Totti, Pirlo, Nesta, Cannavaro e Maldini. Solo Buffon per questione di ruolo è rimasto saldo in porta. All’orizzonte ci sono delle nuove leve che difettano ancora di personalità. La carriera buttata di Mario Balotelli, la spregiudicatezza acerba di Insigne e di Bernardeschi non danno garanzie per il futuro. Il massacro di ieri all’Allianz arena ha sancito ufficialmente che l’Italia è una squadra da seconda fascia. Mancano giocatori forti, mancano dei campioni, e ieri sera, forse, è mancata anche un pizzico d’umiltà. Ci siamo presentati in terra teutonica con il vantaggio degli scontri diretti. La Germania ha sempre faticato quando ci ha incontrato. Era dal 1995 che i tedeschi non ci battevano e nei nostri occhi brillavano ancora le prodezze di Grosso e Del Piero della semifinale di Dortmund. La realtà però è ben diversa. Il 4-1 non lascia spazio ad attenuanti: siamo inferiori e dobbiamo mettercelo in testa. Non è salvabile quasi nulla della partita di ieri sera. Né il modulo, né il centrocampo “moviola” Montolivo-Thiago Motta, né le scelte di Conte durante la gara. Una gara che riporta gli azzurri con i piedi per terra, dopo le euforie del pareggio con la Spagna che poteva far pensare di reggere l’onda d’urto di sfide con squadre forti. Così non è stato.

Le statistiche più divertenti della serata le ha offerte il Trap: si contano più le volte in cui lui si è espresso a suon di onomatopeici “BRAVO – ATTENTO – GIRA LI” che tiri in porta dell’Italia. Il Trap, commentatore tecnico per la Rai della Nazionale, è già in forma per l’europeo e, se le premesse sono queste, non ci resta che goderci lui con qualche risata piuttosto che un’Italia spenta e da zona salvezza, in evidente declino. Confidiamo comunque nelle capacità di mister Conte che con la sua grinta proverà a tirar fuori degli stimoli a dei giocatori che tecnicamente, non ce ne vogliano, sembrano inadeguati a vincere l’europeo. E non è neanche colpa loro, sia chiaro, ma di un movimento che non li fa crescere, non li valorizza nelle grandi squadre, sempre più composte da stranieri, e da una critica che li fa sentire fenomeni dopo una partita giocata bene. Ci auguriamo di gustare un europeo in cui la voglia di riscatto, la grinta e l’intelligenza tattica possano superare il gal tecnico che la nostra nazionale soffre nei confronti delle big del calcio europeo.

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