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Inizia l’avventura azzurra, ed è subito polemica

Il 31 Agosto 2015 il CT Conte dichiarava alla stampa: “Chi non gioca nel club ha poche chance di essere convocato”. Il 31 Maggio 2016 ha cambiato alcuni criteri di convocazione. Squadra con poca fantasia e molta duttilità

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Che non fossimo i favoriti per la vittoria finale lo sapevamo già; che non avessimo giocatori di qualità anche, ma che qualcuno rimpiangesse addirittura le convocazioni di Prandelli all’ultimo mondiale non ce lo saremmo mai aspettato. Ieri il CT ha diramato i convocati per Euro 2016. Una presentazione in grande stile quella degli azzurri, in prima serata su Rai uno. Speriamo che non proprio questo evento, nato tra l’altro per celebrare il decennale della conquista della coppa del mondo a Berlino, l’atto più bello e più indimenticabile di questo europeo. Cinquantasei milioni di allenatori gli italiani, anche questo si sapeva. Certo che se poi il CT ci mette del suo, il popolo non può esimersi dal diritto di critica, spesso feroce. Risultano inspiegabili, infatti, alcune scelte. Non ce ne voglia mister Conte, che avrà sicuramente ponderato e riflettuto con il suo staff la convocazione e la conseguente esclusione di qualcuno, ma, sinceramente, Lo Sciagurato Guido resta perplesso di fronte ad alcune esclusioni eccellenti.

Intanto, tocca constatare che le gufate di mezza Italia contro il povero Montolivo, hanno funzionato visto che il capitano del Milan ha dovuto rinunciare anche quest’anno a partecipare ad una competizione con la nazionale per un infortunio alla coscia sinistra. Ma se più o meno questa esclusione, tralasciando il caso dell’infortunio, era più o meno condivisa, quelle di Jorginho e Bonaventura hanno proprio lasciato sgomenti. Sturaro ha giocato pochissimo quest’anno alla Juventus, aveva davanti a sé titolari che non gli hanno lasciato lo spazio che meritava e Bernardeschi nelle poche presenze in azzurro ha dimostrato sì di essere duttile, ma ancora inesperto in campo internazionale. Jorginho è un titolarissimo del Napoli arrivato secondo in campionato. Con l’assenza di Marchisio e Pirlo era l’unico autentico regista a disposizione del CT perché Thiago Motta e De Rossi, con tutto il rispetto, non spiccano per qualità di possesso e giro palla veloce, sono sacrificati in un ruolo nevralgico, essendo il primo più una mezz’ala e il secondo un grandissimo interditore. Jorginho tra l’altro è un recordman. Uno dei pochi primati raccolti dal calcio italiano in Europa riguarda proprio l’italo-brasiliano. Con 3596 passaggi, nell’Europa del Tiki Taka, è quello che ha effettuato più passaggi. Nessuno come lui ha fatto girare la squadra e smistato palloni. Evidentemente non è il gioco che Conte vuole fare.

Privarsi poi di un jolly come Jack Bonaventura in una squadra dove spesso nessuno riesce a saltare l’uomo, sembra molto azzardato. Bonaventura insieme a Bacca è stato il miglior giocatore del Milan e in quanto a duttilità non è secondo a nessuno: lo abbiamo visto a centrocampo, come seconda punta e come trequartista, sempre con ottimi risultati. Per non parlare dell’attacco dove il nostro CT ha optato per coppie più rodate invece di guardare a cosa ha offerto il campionato. Il torneo ha evidenziato un “pavoloso” Pavoletti del Genoa in forma smagliante e un Nicola Sansone del Sassuolo che andava preso in considerazione (così come tanti altri dei nero-verdi). Invece Immobile (5 mesi di panchina a Siviglia e 3 da infortunato a Torino) ed Eder (1 solo gol con l’Inter nel girone di ritorno e tante ma tante panchine) sono stati preferiti.

C’è da discutere e ce ne sarà ancora per un mese. Tutti pronti con la “forca” come al solito, tranne nei novanta minuti della partita. Lì si tifa, bloccheremo i nostri istinti da commissari tecnici e spingeremo questi ragazzi verso un risultato buono, anche perché è difficile fare peggio di quanto è stato fatto al mondiale. Per cui forza sciagurati azzurri, mettetecela tutta! Il tentativo di Conte è chiaro. Squadra di corridori, piuttosto giovane e granitica dietro. Un po’ come l’Atletico Madrid, pronti a dare battaglia fino al 120esimo della finale di Champions League. Ecco, forse possiamo aggrapparci alle storie già scritte da altri. Non abbiamo sicuramente un 10 che avevamo in passato (il passaggio dal trio Baggio-Del Piero-Totti a Thiago Motta è sinceramente imbarazzante), ma nell’anno in cui il Leicester vince il campionato e l’Atletico perde ai rigori una Champions, tutto può succedere. Pronti a spingere gli azzurri?

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