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Coll(‘)asso Roma. Prove di divorzio tra Totti e Spalletti

A Bergamo nuova puntata della telenovelas più famosa del calcio italiano. I due protagonisti, che avrebbero meritato il David di Donatello, si ritrovano con il tapiro, continuano a mal sopportarsi. Intanto la Roma perde due punti e dice probabilmente addio al secondo posto

Roma

Non è passato neanche un mese dalla bomba mediatica che ha sconvolto l’etere romano, che subito i due protagonisti ci riprovano. Sembra infatti che ci sia stata una lite furiosa al termine della partita di Bergamo in cui la Roma in vantaggio 2-0 si è fatta recuperare e sorpassare dall’Atalanta, salvo poi riacciuffare alla fine il pareggio proprio grazie ad un gol del capitano. Nessuna festa però negli spogliatoi. L’allenatore toscano, espulso per il troppo nervosismo poco prima del fischio finale e rientrato anzitempo negli spogliatoi, ha iniziato a rimproverare la squadra per la scarsa concentrazione dimostrata in campo e per l’occasione mancata visto che con una vittoria i giallorossi si sarebbero portati a 3 punti dal Napoli con lo scontro diretto da giocare in casa. Spalletti si sarebbe rivolto ad alta voce proprio al capitano che ha mal digerito una non troppo velata allusione del tecnico ai “dieci anni che non vincete nulla”. E lì, apriti cielo, l’allenatore toscano avrebbe imputato proprio a Totti la sua scarsa abnegazione nei ritiri, visto che “giochi a carte Gino alle due di notte”.

Secondo i racconti da parte di fonti interne alla Roma e all’Atalanta si sarebbe sfiorata una colluttazione anche se in serata in un comunicato apparso sul sito della Roma, il mister ha specificato che non c’è stata alcuna lite e che lui non ha mai messo le mani addosso ai calciatori. Si paventa anche un aut aut del tecnico toscano alla società: “O va via lui o vado via io” e gli sfoghi in conferenza stampa dopo la partita fanno capire che comunque qualcosa ci sia stato. Il plauso va fatto comunque ai due protagonisti perché non ci hanno degnato di scene raccapriccianti come i litigi in campo tra giocatori, gli insulti tra allenatori o i pugni tra allenatori e giocatori sostituiti come quello che costò la panchina della Fiorentina a Delio Rossi reo di aver sferrato un montante al serbo Ljiaic dopo che quest’ultimo era stato sostituito non proprio volentieri.

Ieri sembra comunque andata in scena la distensione dei tempi di Krusciov e Kennedy: parole al miele (anche se non sappiamo quanto sincere) da parte di entrambi alle telecamere di Striscia che subito hanno dato il giusto riconoscimento agli attori di questa soap opera. Addirittura sembra che ieri sera i due siano andati a cena insieme; si sono fatti riprendere dalle telecamere di Roma TV all’inizio dell’allenamento l’uno di fianco all’altro provando a smorzare la tensione con qualche sorrisetto. Una soluzione che sembra essere solo apparente come lo fu per i russi e gli americani. Entrambi sanno che mal si sopportano, entrambi sono orgogliosi ma il buonsenso per ora li ha portati a remare verso l’obiettivo comune: la Roma. Non ci hanno messo un attimo i tifosi, infatti, a dividersi. Le radio si sono scatenate con sondaggi che hanno avuto come risultato un plebiscito in favore del capitano ma che gettano solo benzina su un fuoco che, ahinoi, non smette di ardere. Potrebbe essere l’ultimo mese di Totti in giallorosso entrambi dovrebbero deporre le armi in favore della Roma. Con i fatti, però, non con i sorrisini. Intanto un gol e un assist in due spezzoni di partita potrebbero far considerare l’utilizzo di Totti da titolare al posto di un Dzeko lontano dai suoi normali standard. Dal canto suo il capitano, potrebbe essere più capitano e magari, se è vero quello che ci è giunto, rispettare le buone regole del ritiro e mandare giù qualche boccone amaro anche in caso di mancato impiego. Ci sarebbero ancora 5 partite da giocare, e l’Inter è a 3 punti. Non fate gli sciagurati! Basto io!

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