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Avrà una favola da raccontare anche la Serie A?

Mentre in Inghilterra si celebra ancora e giustamente il trionfo del Leicester, nella stagione calcistica più pazza di sempre, potremmo avere anche in Serie A una sorpresa. Abbiamo sfiorato l’impresa dell’Alessandria in coppa Italia, vedremo se il Milan, sempre più in confusione societaria, verrà ricordato in questa stagione come l’ammazza-sogni

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A Claudio Ranieri quest’anno è andato tutto alla grande. Vittoria nel campionato più prestigioso del mondo, conseguenti elogi da parte di tutto il mondo sportivo, compresi coloro che non aspettavano altro se non un suo passo falso per criticarlo, palma d’oro assegnata dal Coni (Marcello Lippi finora è stato l’unico allenatore di calcio a riceverla). Insomma, un anno pieno di successi con il vento in poppa. Chissà se gli riesce anche di fare il mago o l’indovino, ma visto come sta andando l’annata possiamo sperare a ragion veduta di vederlo bene anche in quei panni. Infatti, alla precisa domanda di un giornalista che gli chiedeva “Secondo te potrebbe mai esserci un Leicester in Italia?” Lui ha testualmente risposto: “Perchè no?! Guardate quello che sta facendo il Sassuolo.”

E infatti noi guardiamo bene quello che sta facendo il Sassuolo. Non può matematicamente vincere il campionato perché è già stato ampiamente dominato dalla Juventus, però nella terza stagione disputata nella massima serie può letteralmente compiere un passo nella storia. È infatti solo ad una partita dalla qualificazione in Europa League. Certo, per ora noi italiani dobbiamo accontentarci. Non saranno scritte favole all’altezza di essere minimamente paragonate a quanto accaduto in Inghilterra, però pensare che un borgo in provincia di Modena, che crede ancora nei calciatori italiani, tanto da schierarne almeno 8 su 11 ogni Domenica, possa andare in Europa League scavalcando il Milan che guarda troppo al passato per concentrarsi sul presente e sul futuro, beh, è un ottimo punto di partenza. Potrebbe essere la dimostrazione che anche da noi una solida programmazione, che parte ovviamente da ottime basi economiche (Squinzi, patron del Sassuolo, è stato presidente di Confindustria ed è il proprietario della Mapei), puntando soprattutto su un gruppo di giovani italiani e su un allenatore dalle idee chiare, possa portare in alto. Non sappiamo dove, e non sappiamo neanche se possa bastare arrivare sesti. Il Milan, infatti, pur concludendo il campionato in settima posizione, ha la chance della finale di coppa Italia per raggiungere l’Europa League. Vincendo contro la Juventus il 21 Maggio all’Olimpico, non ci sarebbe partita e l’epopea di bel gioco dei nero-verdi, sarebbe ancora tutta da iniziare. Stiamo fantasticando, per adesso. C’è ancora un’ultima partita da giocare e contro un avversario che in casa il Sassuolo ha fatto sempre fatica a digerire: l’Inter, che due anni fa si impose al Mapei Stadium con un sonoro 7-0. L’anno scorso, però, gli emiliani hanno riportato in parità le statistiche e adesso hanno un’autentica finale da giocare. Chi l’avrebbe mai detto che ai milanisti toccava tifare Inter.

Era l’estate del 2007 e trascorsi una settimana in un villaggio in Calabria. C’era un gruppo di ragazzi emiliani e come sempre capita si finisce per fare amicizia e giocare a pallone. Uno di loro giocava nelle giovanili del Sassuolo. Gli chiesi: “E che squadra è?!” Pensai tra me e me che fosse una squadra di un borgo che militava in eccellenza come ce ne sono tante nella mia città. Lui mi disse: “Siamo in C1, tra qualche anno ne sentirai parlare”. Aveva ragione lui. Ne abbiamo sentito parlare nel corso di questi anni perché molti giocatori e allenatori sono passati nel percorso di crescita del Sassuolo: da mister Allegri che li ha portati dalla C1 alla B, a Simone Zaza, centravanti della Juventus e della nazionale. Programmazione, lavoro, obiettivi e tanta italianità. Marchio di fabbrica di una realtà che vuole imporsi con questo metodo. Sperando che il Milan, già sveglia rumorosa del sogno dell’Alessandria in coppa Italia, non si ripeta contro il Sasòl. Gli basterà fare il Milan di oggi: confusionario, scadente nel gioco e nei risultati, senza gioco e all’avventura. Non me ne vogliano i tifosi rossoneri, ma tra il Sassuolo e il Milan, meriterebbero più i primi di giocare in Europa. Al Milan sta accadendo tutto ciò che non dovrebbe accadere in una grande squadra, sintomo forse che si è alla fine anche della parabola discendente soprattutto a livello societario. Serve chiarezza di ruoli e di risultati per tornare ad essere grandi. Il calcio italiano ha comunque bisogno di una sua favola. Seppur piccola o forse grande, dipende dai punti di vista, come la città in provincia di Modena che sta scalando le classifiche del calcio nostrano. Chissà che la prossima hit dell’estate sarà: “Oh Maria Salvador, in Europa League c’è il Sasòl”.

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