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Tony Gallo: «L’arte ha colmato i miei vuoti»

Dalla musica all’arte, il celebre street artist patavino si racconta al pubblico di Pauranka WebZine. Animo sensibile, dipinge un mondo in cui «l’uomo cerca in tutti i modi di essere notato e accettato dagli animali o dalla natura e non viceversa»

Tony Gallo

Numerosi muri di Padova accolgono le opere sognanti di Tony Gallo, i cui protagonisti sono uomini che indossano pellicce e becchi di animali. Una commistione utopica che regala uno squarcio di universo colorato e ideale. Il 24 febbraio presso lo spazio Tindaci sarà inaugurata la mostra “Welcome to my forest”, dove il pubblico potrà  immergersi nel suo mondo fantastico.

Ciao Alberto, prima di parlare di te in qualità di Tony Gallo, ci racconti chi eri prima di diventare uno street artist?

«Ero semplicemente Alberto: un musicista. Ho suonato per poco più di dieci anni con una band (Statobardo) calcando i palcoscenici italiani indipendenti. Dopo lo scioglimento del gruppo ho deciso di dedicare tutto il tempo alla mia prima passione: l’arte».

Perché hai scelto proprio “Tony Gallo” come pseudonimo? Che cosa significa? 

«”Tony” è il diminutivo del mio cognome (Tonello ndr) e invece “Gallo” deriva dall’attore Vincent Gallo. Insomma, mi piaceva: faceva molto rocker».

C’è stato un momento epifanico in cui hai capito che avresti dovuto dedicare parte della tua vita all’arte?

«In seguito allo scioglimento della band sentivo che era venuto a mancare il lato creativo e artistico della mia vita e allora, per colmarne il vuoto, al posto di scrivere canzoni ho iniziato a dipingere. Da quel momento mi sono dedicato al massimo all’arte, entrando in questo mondo a capofitto senza mai fermarmi».

Oggi sei uno street artist al 100% o c’è  spazio nella tua vita per altre forme d’arte?

«In questo momento non ho il tempo nemmeno per comprarmi un nuovo paio di scarpe». 

Il mondo della street art è affascinante, curioso e per certi versi molto campanilista. Che rapporto hanno gli street artist con la loro città (Padova nel tuo caso), ma ancora di più: che rapporto c’è tra loro (in ambito patavino mi viene in mente Kenny Random) esoprattutto, che rapporti ci sono – se esistono – con quelli di altre città?

«Ho legato con altri artisti italiani e collaboro con loro. Penso che, come nella musica, in Italia ci sia una forma di invidia o competitività solo finché non ti conosci; poi si diventa amici e magari si lavora assieme. Con Kenny Random ho un bellissimo rapporto e anche con altri artisti della mia città, anche se Padova non è una città che offre degli spazi facilmente».

Qual è la tua maggiore fonte di ispirazione?

«Gli animali! Vesto sempre di più i miei personaggi con pellicce o becchi, anche se fantasiosi. Tutto questo è accaduto dopo aver adottato i miei piccoli: due gattini».

I tuoi personaggi, metà esseri umani metà animali, sono caratterizzati sempre da colori brillanti e da un tratto quasi naïf che li imprime in modo indelebile nella memoria dei fruitori. Poi la natura, indefinita e sognante… Raccontaci dei tuoi lavori. 

«Voglio che l’uomo cerchi in tutti i modi di essere notato e accettato dagli animali o dalla natura e non viceversa».

A quale tua opera sei più legato? E perché?

«Sono poche quelle a cui non mi lego».

La tua arte affascina adulti e piccini. Ci racconti qual è il complimento che ti ha più imbarazzato o la critica che ti ha più colpito

«Un’artista di Berlino ad un certo punto del mio percorso mi ha detto: “Adesso non occorre più che ti firmi. Sei riconoscibile!”».

Ci sveli il tuo personalissimo podio di pittori preferiti?

«Modigliani, Borondo, Fintan Magee».

Si riesce oggi a vivere di sola arte?

«Si riesce se non ci si ferma neanche un secondo e se, oltre a fare bene il pittore, si è pieni di idee per la testa. Ancora, se si investe tutta la propria energia e se si crede tanto in quello che si fa».

“Welcome to my forest” aprirà i battenti, presso lo Spazio Tindaci di Padova, il prossimo 24 febbraio e sarà fruibile fino al 30 aprile. Ci racconti in anteprima come nasce questa mostra?

«Questa mostra è il mio benvenuto: è la possibilità che voglio offrire al pubblico di poter vivere un’esperienza nel mio mondo fantastico cercando di smuovere le emozioni di chi osserva le mie opere fino a farli sentire parte di loro». 

Qual è il tuo più grande sogno non ancora realizzato? 

«Ma non si dice che i sogni svelati poi non si realizzano?».

Domanda di rito, come ti immagini tra dieci anni?

«Tutto tatuato, con la barba lunga e le mani sempre sporche di colore!».

(Sito ufficiale di Tony Gallo)

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