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#SelfieCoatto – Alessandro Serra, “un giullare che fa divertire”

Alessandro Serra e il suo #SelfieCoatto sono la nuova scommessa targata One More Lab per la sezione Ironic. Dopo Enzo Salvi e Rodolfo Laganà, la casa discografica punta sul noto attore di Zelig e Colorado. Tutto il ricavato dalla vendita del singolo, che mette alla berlina l’ossessione per smartphone e selfie, verrà devoluto in beneficenza

Chi più, chi meno, nessuno sembra essere totalmente indifferente ai selfie; forse anche chi ha capito che la soglia di tolleranza è stata superata già da un pezzo. Molti studi tentano di spiegare le motivazioni psicologiche sottese: un po’ per vanità, un po’ per divertimento, un po’ per moda, quella per l’autoscatto è diventata una vera ossessione e c’è chi mette in guardia, come Umberto Galimberti, definendola «quasi una forma di autismo».

A farci riflettere sul tema, però smorzando i toni e scherzandoci su, è Alessandro Serra, attore comico e cabarettista, dal 2011 protagonista di numerose trasmissioni televisive: Zelig Off, Made in Sud, SCQR, fino alla consacrazione a Zelig Arcimboldi 2012 con Claudio Bisio e Paola Cortellesi e all’entrata nel cast di Colorado l’anno seguente. Il suo primo singolo, prodotto da One More Lab per la sezione Ironic (operazione già messa in atto prima con Enzo Salvi e poi con Rodolfo Laganà) è infatti #SELFICOATTO, una divertente e irriverente presa in giro musicale rivolta ai malati di selfie. Il brano è disponibile su iTunes e su tutti i digital stores dal 10 giugno 2015 (è importante sottolineare che tutto il ricavato verrà devoluto in beneficenza a Onlus 18° Municipio vittima e feriti di Via Battistini) e il videoclip, in pochissimo tempo, già sfiora le 25.000 visualizzazioni.

#SelfieCoatto

Nato a Roma il 17 Novembre di una quarantina di anni fa, Serra frequenta la scuola teatrale “Metamorfosis” e i laboratori teatrali “Treno a vapore” e “La stazione di San Pietro”di C. Boccaccini. Vincitore di vari premi di Cabaret (tra tutti: il Premio Principe Antonio De Curtis nel 2000 su Rai 2, il Premio Sarchiapone Walter Chiari per Comico dell’Anno nel 2011 e il riconoscimento, in Campidoglio, come Personaggio Tv 2013, premio Roma Nel Cuore), nei suoi spettacoli tratta argomenti quotidiani, entrando polemicamente sul sociale. I più recenti successi teatrali sono: Non è per far Polemica… Teatro Golden (2014), Il buono, Il Brutto e il Passivo – Teatro dei Satiri (2013), Ride bene chi ride..de Core.. – Teatro Golden (2013), Una Polemica e 1000 voci – Roma Teatro Anfitrione (2011). Ed ancora prima: Manicomico – Teatro Olimpico (2006), Ultracomici – Teatro Parioli (2005), Quattro salti in padella – Roma Salone Margherita (2004), Effetto Serra – Roma, Teatro dei Satiri (2001), Le voci della luna – Roma, Teatro della cometa (2000).

Incuriositi da quello che si annuncia come il tormentone dell’estate, abbiamo intervistato il comico romano; prima, però, godetevi il suo movimentatissimo singolo:

Come nasce, in un attore comico, l’idea di incidere un brano musicale?

In un attore comico non so, io sono un giullare che si diverte a far divertire! Comunque, a parte gli scherzi, l’idea è  nata per gioco e per una casualità. Di solito canto sotto la doccia, e il musicista e compositore Mario Liti “Red & Vegas” mi ha detto che ho una bella voce. Forse mi son lavato tanto e mi sono allenato (ride). C’era un brano simpatico chiamato Autoritratto… l’ho modificato un bel po’, compresi ovviamente il titolo e il coro, ed è venuto fuori Selfie Coatto.

Selfie coatto è il singolo che hai realizzato e che è stato inserito come brano di punta della stagione estiva 2015 nella sezione Ironic − un nome che è un indirizzo di stile − dell’etichetta One More Lab. Quanto è importante, e non solo per il mestiere di cabarettista, fare propria una giusta dose di ironia?

Beh, sarebbe difficile fare il comico senza essere ironico… vorrebbe dire limitarsi ad essere solo un bravo interprete di testi comici. Personalmente baso tutto sulla mia spontaneità e simpatia e, soprattutto, sulla mia autoironia.

Sotto la scorza coatta di un brano energico e divertente si alza però un grido di protesta rivolto alla vacuità della nostra società. “E basta co ‘sti selfie!” sintetizza, senza troppi giri di parole, quanto sia ormai radicata l’ossessione dell’apparire, del mostrarsi più che dell’esserci. Non è anche questa, forse, una manifestazione di chi si prende troppo sul serio?

11430274_10153445851392340_6779354404731326201_nSì, l’intenzione è proprio questa. Io non sono contrario ai selfie, per carità, ma sono contrario al loro uso incontrollato, all’abuso, soprattutto quando lo si fa per sentirsi fighi (maglietta lo dice) a tutti i costi e per avere i mi piace sui social.

Se continuiamo di questo passo, tra qualche anno leggeremo sul giornale: «Suicidato perché ha avuto pochi mi piace su Facebook». Anche se con ironia, lancio da sempre, nei miei spettacoli, dei messaggi… non vado sul palco a racconta’ per 2 ore storielline e battute così, senza poi provare a far pensare!

In questa canzone scanzonata non risparmi nessuno: metti alla berlina, con la tua personalissima verve, tutti i soggetti possibili. Ecco allora selfie in bagno, selfie alla guida, selfie da incidente, selfie in sala operatoria, addirittura selfie col morto. Mi sembra di capire che l’esagerazione, l’esasperazione, non sia di per sé comica…giusto?

Bisognerebbe domandarlo a tutti quelli che, in questi anni, si sono fatti i selfie su luoghi di stragi o incidenti mortali (Avetrana, Costa Concordia ecc.). Io ho solo ironicamente fatto cronaca, ma per riderne su… anche perché il mio morto non è poi così morto! Si vede, sì???

I soggetti femminili ci vengono mostrati nel video come avvenenti e provocanti; c’è anche qui una critica velata ad un mondo ancora troppo maschilista che, molto spesso, calca la mano dell’ostentazione e dell’apparenza?

Non è per passare da maschilista…ma, sai, le belle ragazze attirano l’attenzione. Però anche io mi mostro non vestito in vari frame! Tutti vogliamo apparire, ripeto: basta saper dosare e non esagerare.

Credi che la gente sappia ancora ridere di sé, nonostante le tante crisi di una contemporaneità capricciosa?  

Lo spero…! Anche se è diventato un mondo cinico e competitivo in tutto, io mi defilo: cerco di divertirmi e divertire.

A proposito di risate, alla fine del videoclip rendi omaggio ad una personalità senza eguali: Alberto Sordi. Come mai hai deciso di citare Un americano a Roma in Selfie coatto?

Arrivi al momento emozionante. Un omaggio ad Alberto Sordi, lo dovevo. Ovviamente reinterpretato con l’aggiunta della mamma – un saluto a Nonna Titina e, a proposito, «Bona la prima!», sia la scena che la amatriciana subito dopo (ride) – . Lo dovevo e perché ho le stesse sue Iniziali (A. S.) e poi perché, per me, è sempre stato un Mito. E non a caso è stato il primo Coatto della storia del cinema, proprio nel film  Un americano a RomaA prima vista sembra una scena messa lì così, incollata. Invece è la continuazione del video, ovvero il malato di selfie che fa il figo a destra e sinistra e poi a 40 anni vive ancora a casa con la mamma che gli cucina, in questo caso … MACCHERONI…

Sulla scia di questa sperimentazione artistica, hai in mente di proseguire la tua carriera anche in ambito musicale?

Mah.. Mai dire mai! Al momento mi sono divertito nel fare questo singolo; di spunti ce ne sarebbero anche troppi per canzoni ironiche…

Prima di salutarci, ci racconti una chicca curiosa riguardante la produzione del video? Qual è stato l’episodio più divertente?

Ce ne sono moltissime chicche! A parte il giro per Roma – sono state ore pure di divertimento – ti racconto la scena del tennis, che ha del miracoloso: avevamo un’oretta per girarla, altrimenti non l’avremmo potuta fare. Ma quel giorno pioveva a dirotto e appena ha smesso leggermente abbiamo fatto un tentativo; piovigginava, e sai che le telecamere e l’acqua non vanno molto d’accordo. Incredibilmente, una volta messo piede sul campo, per 20 minuti è uscito il sole. Davvero miracoloso! Poi, finite le riprese, è venuto giù di tutto… siamo scappati appena in tempo!

Per concludere ironicamente la nostra intervista, ci lasci con un tuo personale invito a sorridere sempre e, perché no, rivelandoci qual è il tuo selfie preferito?

L’invito, anche senza la vostra richiesta, l’avrei fatto comunque: io invito sempre tutti a sorridere. Col sorriso si abbattono barriere e si superano problemi, delle volte. Il mio selfie preferito è quello con la mia Nonnina (non quella del video, che non è la mia). Un consiglio: fatevi i selfie senza manco pubblicarli: pubblicateveli sul cuore… che magari un giorno, quando vi mancheranno, rimpiangerete quelli ai Selfie dentro er Ferrari o con 20 Bonazze sconosciute…

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