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Musica, sogni e passione: intervista a Maryka

Nella primavera scorsa è uscito il suo primo singolo, ad ottobre la selection One More Lab Compilation Vol.1 (ne abbiamo parlato qui), al cui interno è possibile ascoltare il remix di Comin’Closer. È una delle voci emergenti e delle personalità più interessanti del panorama musicale internazionale, ha grinta da vendere e ancora tanti sogni da realizzare. Stiamo parlando di Maryka, già nota ai lettori di Pauranka, un’artista di talento e con molte cose da dire; e si dà il caso che abbia deciso di raccontarsi un po’…

Foto di P. Pagano

Foto di P. Pagano

Il tuo nome e la tua voce compaiono all’interno della compilation internazionale targata One More Lab e Fame Magazine UK, un progetto ambizioso reso possibile dalla collaborazione di ogni singolo artista. Cosa ci ha messo dentro di suo Maryka? Quale credi che sia il tuo contributo speciale? E, soprattutto, cosa lascia a te questo lavoro musicale?

Senza dubbio il progetto della One More Compilation, voluto fortemente dalla mia etichetta One More Lab, in collaborazione con FM, mi ha dato la possibilità di essere presente in questa selection a fianco di artisti importanti e di qualità provenienti da tutto il mondo. Quando mi è stato detto che ne avrei fatto parte, sono stata molto felice.  Tutti gli artisti presenti, indistintamente, dal più pop al più elettronico, rappresentano quello che è la new music internazionale di oggi, del movimento underground. I The Blisters Boyz,con il loro Remix,  hanno rispettato il mio mondo e  hanno dato un valore aggiunto al sapore del mio primo single Comin’Closer uscito nella scorsa primavera.

Il brano selezionato per la compilation nasce da questa collaborazione con il duo di producer-dj francesi. Un remix a tutto tondo, un incontro culturale oltre che musicale. Come si è creato questo connubio artistico?

Il connubio nasce dalla volontà della mia etichetta, One More Lab, di dare al mio singolo Comin’ Closer un’impronta ancora più internazionale. Il mio progetto nasce infatti a Londra, anche se le mie origini sono Italiane. In lizza c’erano anche altri dj-producers, ma la scelta è caduta sui The Blisters Boyz perché si avvicinavano più di altri alle mie sonorità, avendo fatto già dei remix per interpreti dal sapore Soul, come quella di  Zara Desbonnes degli  As Animals. Così il brano  è diventato  più internazionale e mi ha aperto le porte anche al mercato discografico francese e non solo. Di Comin’Closer esiste anche un’altra versione più dance, pubblicata  solo negli U.S.A. Per un’artista che, come me ha voglia di provare a posizionarsi nel mondo della discografia, è molto   importante allargare i propri orizzonti.

Quali insegnamenti si colgono lavorando insieme ad artisti famosi del calibro dei The Blisters Boyz? Quanto è importante per un giovane cantante avere la possibilità di confrontarsi con grandi personalità fin dagli esordi?

Credo sia fondamentale per un’artista (emergente e non!) avere la possibilità di esprimersi e di poter diffondere la propria musica all’estero. Aver avuto la possibilità di farlo, e averla avuta proprio con loro, è stato un plus che ha dato quel valore aggiunto al tutto. Il gioco non è solo fare bella musica ma colpire nell’anima, avendo intuito per le contaminazioni. Il gioco di squadra insieme alla mia etichetta ha fatto il resto.

Londra, una sera come tante e la tua esibizione in un locale. Qui vieni notata da quella che poi diverrà la tua casa discografica. Insomma: galeotta fu la gavetta! In un’era in cui tutti sembrano rincorrere il successo mediatico, credi quindi che il miglior modo per affermarsi artisticamente sia ancora la classica gavetta, madre di tanta sudata esperienza?

Assolutamente sì, la gavetta è fondamentale. Devo fare ancora tanta esperienza live, ma sicuramente il palco è la mia casa e quando canto, tutte le mie insicurezze e i miei dubbi, scompaiono. Forse è questo che ha colpito One More Lab e i miei fans. Sicuramente ci vuole anche tanta fortuna e molta intraprendenza. L’importante è circondarsi di persone competenti e che sono realmente interessate al progetto, che ti permettano di poter lavorare serenamente e di pensare solo alla tua musica. Lavorando in modo costante, nel tempo si possono avere i frutti di quella che sembra ad oggi una strada lunga e tortuosa, soprattutto per il genere che faccio e che vorrei proporre.

La tua musica è perfetta per un mercato internazionale. Il tuo sound pop-soul-black può inserirsi, secondo te, nel panorama della musica italiana? Progetti di cantare anche in italiano o la tua linea stilistica si esprime al meglio in inglese?

Hanno definito il mio  genere Northern Soul.  Nasce proprio nel nord dell’Inghilterra nei tardi anni sessanta ed è l’unico genere musicale che prende nome dal posto dove veniva ballato e ascoltato e non dal luogo dove lo stesso nasceva. La mania del Northern Soul si manifesta in Italia solo 20 anni dopo e non ha avuto grande seguito. Amo l’Inghilterra ed in particolare Londra e sto studiando per migliorare il mio inglese sempre di più.

Sei di Benevento, hai vissuto per un periodo a Londra e ora ti trovi a Roma. Come ha contribuito ognuna di queste città a forgiare la donna – e l’artista – che sei ora?

A Benevento c’è il mio cuore, perché sono nata lì ed il primo approccio con la musica l’ho avuto lì. Lì ho formato la mia prima band ancora giovanissima, lì ho fatto le mie prime esperienze live, lì ho avuto i primi fan. Londra è stata invece la realizzazione di un sogno che avevo da sempre. Mi sono impegnata per arrivare dove volevo e dopo aver fatto alcuni live sono stata notata da One More Lab, cose che oggi tutti sognano ma raramente accadono. La lavorazione del singolo è avvenuta sempre a stretto contatto con professionisti di Londra (anche il videoclip è stato girato lì) ma qui a Roma ho trovato una seconda casa.

Ogni canzone ha un suo perché, un suo percorso, una sua storia. Qual è quella di Comin’ Closer?

Comin’ Closer concettualmente rappresenta la capacità e la volontà di stare vicino a qualcuno, anche senza parlare, senza bisogno di dire troppo, infatti si può sostenere una persona anche solo con piccoli gesti e attenzioni. “Vieni qui”, “Stammi vicino”, è questa la traduzione che si potrebbe fare del titolo. Abbiamo lavorato in un ambiente molto rilassato  per comporre il brano e i miei produttori mi hanno lasciato libera di utilizzare la mia voce sulle parole, dandomi delle indicazioni che sono state per me fondamentali per raggiungere il risultato finale. Sono molto soddisfatta del brano, mi rappresenta.

E la tua?

Come dicevo sopra, sono fortemente ancorata ai miei sogni e alle mie ambizioni. Sono una vera sognatrice e molte volte sono nel mio mondo. Sto lavorando e sto crescendo tanto anche grazie alla mia etichetta, che mi segue non solo professionalmente, ma che mi sostiene e mi consiglia anche nella mia vita personale. Viaggerò ancora .

Quali sono i tuoi progetti futuri? Puoi anticiparci qualcosa?

Ci sono tanti nuovi progetti nel calderone, ma non posso ancora rivelare nulla. Il ponte con l’Estero, l’Inghilterra e la produzione di un EP sono i punti fermi del mio futuro professionale. Sarete i primi ad essere aggiornati su nuovi sviluppi! Inoltre andrò prestissimo per un intero mese a Manchester per contatti professionali.

Concludiamo con un’ultima domanda – semplice e difficile allo stesso tempo − : cos’è per te la musica?

La musica per me è un modo completamente naturale per esprimersi che mi rappresenta al 100%, io sono una cantante, un’interprete e ora come ora credo di non riuscire a fare altro, se non cantare e ancora cantare. La musica è il mio punto fermo, ovunque io mi trovi.

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