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Intervista alla giovane scrittrice di “Under” Giulia Gubellini

Giulia Gubellini, è una scrittrice di Bologna. Ha 25 anni appena compiuti. Ha esordito lo scorso 25 giugno con il suo primo romanzo Under, edito da Rizzoli. Scrive su un blog (http://girasoliallamattina.com/) e in precedenza si era fatta notare con un racconto autopubblicato: LOrco Meccanico.

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Chi è Giulia Gubellini?

Una ragazza bolognese di 25 anni, che adora i libri, scrivere, andare al cinema e viaggiare.

Quando e come è nata la tua passione per la scrittura?

Ho sempre amato leggere, fin da bambina. Ma non ho sempre scritto, e di certo non era il mio sogno da piccolina. Volevo fare l’archeologa, lavoro che consideravo molto avventuroso. Ho iniziato a scrivere con una certa costanza durante le scuole medie, e solo alla fine del liceo ho capito che non avrei mai messo. Allora ho cercato un mio metodo e di migliorare, di trasformare la scrittura in mestiere, indipendentemente dal tempo che ci sarebbe voluto. Non pensavo di arrivare alla pubblicazione così presto, dopo sei anni dall’inizio di questa ricerca infinita.

Quali sono state le letture più significative della tua vita?

Che domanda difficile! Ogni anno trovo sempre cinque o sei libri preferiti, per cui la mia lista è diventata lunghissima. Di certo Cuori in Atlantide, di S. King, mi ha permesso di superare una crisi del lettore da un cui non pensavo di salvarmi. Crichton e Asimov sono invece gli autori che mi hanno introdotto al mondo della fantascienza. Il Neuromante, di W. Gibson, è alla base de LOrco Meccanico, il racconto con cui sono stata scoperta da Rizzoli.

Raccontaci di Under.

Under nasce da una serie di suggestioni, idee e storie raccolte negli anni. Nel 2025, in un’Italia che non è sopravvissuta alla crisi economica ed è governata da una spietata dittatura militare, un gruppo di ragazzi dovrà superare terribili prove per aver salva la vita e ottenere la libertà. Quando infatti Alice si risveglia nel bunker, per sopravvivere alla fame e alla violenza sarà costretta a crescere in fretta, e a trovare la propria forza. Ma Under non è solo la storia di Alice, è anche quella dei dodici ragazzi che si trovano nella sua stessa situazione, di cui il lettore scoprirà il passato, il motivo della cattura, le speranze e gli inganni; è quella di T e F, gli spietati carcerieri; di Sara e Simone, che ci guidano nel contesto italiano per ritrovare Alice.

Quale personaggio del libro hai amato di più? E quale, se c’è, ti ha fatto soffrire?

Mi sono divertita molto a scrivere le storie di Ernesto e Italo, ho sempre provato grande simpatia per Beatrice, T e F. Su tutti ho preferito Sara e Massimo.

Te la immagini davvero come lhai descritta lItalia tra qualche anno?

No, assolutamente no. Under è un gioco, pura fantasia.

Da Hunger Games a Twilight; da King a Orwell fino a Bradbury. Quanto di Under è stato ispirato da questi modelli?

Ogni parola, ogni pagina, ogni romanzo, ma anche ogni storia raccontata dagli amici, o articolo di giornale, o fatto di vita vissuta, influenza quello che scrivi. I libri d’ispirazione di Under sono stati tanti, solo per citarne qualcuno Battle Royale di Takami, Il signore delle mosche di Golding, Cavie di C. Palahniuk, Il signore degli orfani di Johnson, It di King, Il condominio di Ballard… Orwell e Bradbury, ma anche la cronaca italiana e estera per le storie di alcuni personaggi.

Twilight invece non c’entra niente. Per quanto riguarda Hunger Games: molti lo chiamano in causa prima di aver letto il libro, ma alla fine gli stessi lettori mi hanno riconosciuto la piena autonomia di trama di Under. Non posso spiegarvi come e perché, altrimenti vi rovinerei tutte le sorprese del romanzo, ma Under non è Hunger Games all’italiana, è invece un romanzo distopico ambientato in Italia. Leggetelo e ditemi se non ho ragione.

Il tuo libro ha riscosso un grande successo, com’è cambiata la tua vita dallo scorso 25 giugno?

Per ora in nessun modo, ma la soddisfazione di trovare Under in libreria è moltissima. E poi leggere i commenti e le recensioni positive, e magari fare due chiacchiere con i lettori tramite il mio profilo Facebook o GoodReads, è un’esperienza unica e formativa.

Parlando sempre di popolarità, passiamo allomonima serie liberamente ispirata al tuo romanzo, la quale ha ricevuto molti consensi e ha riscontrato un notevole seguito di pubblico. Raccontaci com’è andata.

Under The Series è stata una sorpresa. La sceneggiatura, la regia, la scelta degli attori è stata interamente gestita da Ivan Silvestrini. Io ho visto le puntate una volta online, esattamente come tutti. La serie è un’idea nuova per proporre un’opera su più piani creativi, e attirare l’attenzione.

La storia dalle serie, poi, è diversa da quella del romanzo, come sono diversi i mezzi con cui viene proposta. La web serie, infatti, essendo di dieci episodi di 5-6 minuti l’uno, non poteva raccontare l’inquietante passato dei tredici ragazzi finiti nel bunker, e nemmeno lo spietato gioco di strategie, complotti e tradimenti, che rendono il romanzo un crescendo di tensione e domande: di chi potrà fidarsi Alice? Quali personaggi stanno dicendo la verità?

Come ti immagini fra 10 anni?

Felice. Qualsiasi lavoro farò, ovunque sarò, spero di essere felice.

Quale consiglio senti di dare ai giovani scrittori?

Sono troppo giovane per dare consigli. Riporto due libri autobiografici che mi hanno aiutato nel trovare un metodo di lavoro: On writing di Kinge Lo zen e larte della scrittura di Bradbury. E infine la più grande frase di incoraggiamento, di Kerouac: “you are a genius all the time.”

(Recensione di “Under”: http://pauranka.it/cultura/letteratura/under-il-romanzo-desordio-di-giulia-gubellini-recensione/)

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