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Intervista a Gianluca Paolisso

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Biografia: Gianluca Paolisso nasce a Formia il 4 maggio del 1992. Si diploma in Recitazione presso l‘AIAD (Accademia Internazionale D’Arte Drammatica del Teatro Quirino-Vittorio Gassman), nella quale ha avuto il privilegio di lavorare con i grandi maestri della scena teatrale italiana ed internazionale: Marylin Fried (active coach di Robert De Niro, Tom Cruise, Anjelica Huston), Carlo Boso, Kristof Gedrojic, Olli Hauenstein, Paolo e Vittorio Taviani, Lello Arena, Ugo Pagliai, Rosa Masciopinto, Francis Phardeilhan, Francesco Pannofino, e molti altri. Attore della Compagnia Teatrale Costellazione, diretta dalla regista, attrice e teatro terapeuta Roberta Costantini. Con GENTE DI PLASTICA, dell’omonima compagnia, ha vinto in giovanissima età due prestigiosi Festival Internazionali (Festival International du Thèatre Professionel de Fès – Maroc 2012, Festival International “Faces Without Masks – Skopjie, Macedonia 2012) piazzandosi inoltre come finalista al Festival International THEATRA – Francia 2013. Con CHOCOLAT, una commedia peccaminosamente deliziosa, ha conquistato il titolo di MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA del Premio Genio 2013 – Napoli e ha rappresentato per ben due volte l’Italia: al Festival International du Thèatre de Marrakesh – Maroc 2013 e al Festival International du Thèatre de Namur – Belgique 2013.  Nell’ultimo spettacolo della Compagnia, La Cattedrale, liberamente ispirato a Notre Dame De Paris di Victor Hugo e a L’Opera da Tre Soldi di Bertolt Brecht, interpreta il ruolo di Quasimodo e vince il titolo di MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA del Premio “Tra Mito e Teatro” – Pozzuoli 2014. A diciassette anni scrive Saffo, romanzo storico dedicato alla Poetessa di Lesbo pubblicato nel 2011 da Albatros Editore e ora disponibile solo in formato elettronico, edito da Edizioni di Karta nel gennaio 2014 (per la recensione si veda: http://pauranka.it/cultura/letteratura/limportanza-dellamore-saffo-gianluca-paolisso/, n.d.r.) Due suoi racconti, Ecco l’attore! e Vindiciae sono stati selezionati tra le opere vincitrici del Concorso Nazionale di Poesia e Narrativa “Anna Malfaiera” – Città di Fabriano 2010 – 2011.

Dopo essere rimasti piacevolmente colpiti da Saffo, abbiamo deciso di parlare un po’ con questo talentuoso e poliedrico artista: mettetevi comodi e godetevi l’intervista!

In una società che sembra diventare giorno dopo giorno sempre più superficiale, cosa spinge un giovane ragazzo ad esordire con un romanzo in cui si intersecano storia antica, letteratura classica e atmosfere mitiche?

Innanzitutto desidero ringraziare la Redazione di Pauranka Webzine, che in questi mesi ha rivolto una grande e sincera attenzione alla mia prima fatica letteraria, e ovviamente il ringraziamento si estende a tutti i suoi appassionati lettori: senza di loro nulla di ciò che facciamo avrebbe senso.

Credo che in una società sopraffatta dalla tecnologia sia indispensabile riproporre ad un pubblico più o meno vasto delle storie narranti le nostre nobili origini, storie che ci riconducano ad un orizzonte dimenticato ma mai sazio di bellezza. La storia antica, la letteratura classica, le atmosfere mitiche riportano alla luce l’essenza della natura umana, forniscono alti insegnamenti e valori che forse dovremmo ricominciare a seguire. E poi c’è la luce… una luce che quasi acceca, che illumina e infonde colore al nostro essere foglie al vento, una luce che rende giustizia alle nostre caducità e imperfezioni. Ecco il perché di un romanzo come Saffo: oltre alla naturale propensione alla bellezza, mi affascina un mondo antico dai tratti così moderni, nel quale non esistono vacue promesse di eternità, ma solo una forte, e oserei dire allegra, consapevolezza della temporaneità.

La più grande poetessa di tutti i tempi riprende vita nelle intense pagine di Saffo: come nasce l’idea di un libro incentrato su un personaggio femminile e sulla sua vita ricca di pathos, istinto, dolore e emotività?

Saffo è un personaggio dal grande fascino, i cui lineamenti si confondono nelle nebbie del tempo. Le poche e incerte fonti, i tanti frammenti di papiro che la Storia ci ha riconsegnato rappresentano solo un vago ricordo della sua poetica. Tutto questo ha contribuito alla nascita di una figura mitica, leggendaria, sospesa tra il reale e il fantastico… l’ideale per una storia non eccessivamente romanzata! Una cosa è certa: Saffo è un personaggio che in molti stavano aspettando. Quando ho scritto le prime pagine del libro ho pensato, forse con superbia, che sarebbe stato bello raccontare ciò che il tempo non ci ha regalato, rendere momenti forse vissuti, tratteggiare personaggi dei quali conoscevamo solo il nome. In fondo è questa una delle tante prerogative di uno scrittore: creare mondi possibili e conoscibili.

Quanto è stato difficile calarsi in un orizzonte altro e lontano per poi restituirlo allo sguardo dei lettori in uno stile elegante e perfettamente riconoscibile senza cadere però nella trappola di una scrittura che risulti impostata e dal tono un po’ didattico?

Non è mai facile scrivere. Non è mai facile vivere in un tempo altro e assaporare determinate sensazioni ed emozioni, ma come ho già detto: fa parte del gioco. Per rendere al meglio le molteplici sfumature dell’anima di Saffo e il complesso contesto storico che le ruotava intorno sapevo che uno stile altamente visivo e cinematografico sarebbe stato appagante per i lettori. Sembra che l’esperimento abbia dato i suoi frutti: in molti commenti ritrovo la sensazione di aver contemplato e quasi assaporato un paesaggio, di aver sentito un profumo come fosse uscito miracolosamente dalla pagina. Come si può immaginare, simili giudizi ripagano da ogni fatica. Per quanto riguarda il possibile tono impostato e didattico, devo essere sincero: non mi sono mai preoccupato più di tanto, per il semplice fatto che queste trappole non appartengono alla mia scrittura, né tantomeno al mio essere; scrivo e vivo con la massima spontaneità possibile, lasciando che le cose facciano dal sole il proprio corso.

Per scrivere la tua storia ti sarai sicuramente trovato a dover guardare la vita con occhi nuovi, filtrandone la visione con il punto di vista di una donna; hai scoperto qualcosa che non conoscevi? Credi che uomini e donne abbiano sensibilità diverse e differenti approcci alle cose del mondo?

Per descrivere la bellezza e la differenza di approccio delle donne, basti pensare che nelle antiche  società matriarcali non esisteva il concetto di guerra: poi, come afferma con saggezza il mio carissimo amico e celebre autore Adriano Petta, arrivò “l’incidente di percorso”: l’uomo. Da lì  nacquero gran parte dei mali che ancora oggi ci troviamo a vivere. Le poche donne oggi al potere sembrano essere state forgiate a immagine e somiglianza del “sesso forte”, e d’altronde come potrebbe essere altrimenti? Analisi storiche a parte, sono fermamente convinto che ogni ispirazione tragga in qualche modo origine dagli occhi di una donna; se poi si vuole essere folli si prova a scrivere del loro animo, e di quale tempesta si agita ad ogni loro gesto o pensiero! Non so se la mia povera penna sia stata all’altezza di questo compito, ma Saffo nasce come un vero e proprio inno al genere femminile.

Quando è nata in te la passione per la scrittura? Come hai capito che il tuo percorso sarebbe stato costellato di parole?

Fin da bambino sapevo che qualsiasi forma d’arte, che fosse la scrittura, il disegno, la recitazione, avrebbe in qualche modo appagato la mia sete di infinito, e così è stato. Simili doni accadono, non si può far altro che accoglierli e crescerli come figli non troppo immaginari!

Quali sono i tuoi progetti per il futuro? Ha già qualche idea per un nuovo libro?

Ho appena terminato la prima stesura del mio nuovo romanzo, di cui posso anticiparvi il titolo: Nel Legno il tuo Nome. Una storia d’amore ai tempi della Seconda Guerra Mondiale ricca di poesia e colpi di scena … di più non posso rivelare, spero che possiate leggerlo quanto prima! Per il resto sono in tournée con gli spettacoli della Compagnia Teatrale Costellazione, e spero che in un prossimo futuro Saffo possa essere drammatizzato per il palcoscenico. In fondo sognare non è mai peccato!

In realtà, prima ancora di essere uno scrittore – come tu stesso hai appena accennato – ti occupi anche di teatro e recitazione trovando uno spazio perfino per la musica: in che modo convivono in te queste varie sfumature artistiche?

La scrittura, la musica, il teatro, costituiscono a mio parere un mondo dai confini labili, nel quale le forme variano e si rimodellano ad ogni occasione.  Molte volte ho avuto il privilegio di scrivere parte degli spettacoli in cui recito, o di comporre delle canzoni più o meno decenti … insomma, libero spazio alla creatività, senza remore o giudizi di sorta!

 

Credi che l’arte in generale abbia la capacità di comunicare cose che altrimenti rimarrebbero celate? Ovvero, è un modo di mettere in scena la vita o per te è la vita stessa?

L’Arte è vita nel momento in cui si arriva alla consapevolezza del suo artigianato: non esiste Arte che sia scevra da sacrificio, sudore, impegno, passione. Assodato questo si può arrivare ad un concetto più alto del termine stesso: l’Arte non solo è rappresentazione e descrizione della vita, ma anche una medicina contro la vacuità dell’esistenza. Inoltre non esiste a mio parere un’arte che sia priva di funzione civile, che non sia abile nell’informare e nello scuotere le coscienze.  La bellezza e la Poesia della parola e del gesto servono sì a raggiungere le vette della “Catarsi”, ma anche a lasciare il Re in mutande, ove necessario.

Caro Gianluca, grazie mille e in bocca al lupo per tutto!

Un carissimo saluto a tutti gli amici di Pauranka, nella speranza di risentirci presto con nuove ed entusiasmanti novità…grazie a voi e crepi il lupo!!!

 

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