Articolo

Il “Sud” Di Pino Aprile

Un rapporto intimo, diretto e sincero con il Sud. Persino quel Sud estremo e duro che non lascerebbe spazio alla fantasia o all’inventiva, ma che comunque merita di essere accettato così com’è.

Pino Aprile ha nel suo DNA un meridione fatto di sfumature e di toni intensi che sono degni di essere raccontati, proprio perché secondo l’autore di Terroni e Giù al Sud, da qui si potrà concepire un’Italia migliore partendo dalla comprensione di una terra e dei suoi abitanti che sono i protagonisti di un mondo e di una storia.

Attraverso Aprile, scrittore e giornalista pugliese, è nata da poche settimane la pagina Facebook “Terroni” che già annovera migliaia di seguaci e al cui interno, come copertina, appare un’immagine che non si può fare a meno di notare: ad una mezza penisola capovolta si accompagna l’importante quesito «Perché ogni volta che si parla dell’Italia duale si ignora il meglio del Sud e il peggio del Nord?»

10942269_1043407809009447_1007201006_n

Abbiamo rivolto alcune domande a Pino Aprile, il quale ci ha dato delle spiegazioni e delle risposte che ci condurranno verso una profonda riflessione.

10933077_1043407882342773_1905910954_n

Una personale pagina sui “Terroni”. Era un’idea che avevi in mente da tempo?

Con web e computer ho problemi di analfabetismo. Ma ho la fortuna di avere figlie e un nipote nativi digitali, che mi esortano a fare qualche sforzo. Forse anche grazie a loro, capii che non potevo fondare un quotidiano, come se fossimo ancora nella civiltà industriale. E fermai l’impresa a un passo dal notaio. Con l’erompere di Terroni, ebbi molte sollecitazioni a creare pagine, blog, sul web. Non avevo tempo, declinai gli inviti. Poi, con l’apertura della pagina personale su Facebook e quella di decine di altre pagine a opera di amici e lettori, cominciai a capire meglio. E, alla fine, ho deciso di concentrare su una sola pagina le decine di contatti sparsi più o meno alla rinfusa e cercare di dar loro una direzione, un peso, un’idea comune; forse un progetto.


Quando pensi al Sud qual è il tuo primo pensiero?

La profondità, l’accoglienza, la bellezza, lo sdegno per l’iniquità di cui è vittima, il rifiuto di accettarla. Tutto questo, fuso in un sentimento che non so descrivere, che chiamerei: dolcezza attiva, perché ti intenerisce e ti spinge a fare.

Quando pensi al resto dell’Italia qual è il tuo ultimo pensiero?

La certezza che è molto, molto migliore di come appare e persino di come agisce. E che sia penalizzata dall’attivismo e dall’ignoranza dei peggiori e dall’ignoranza e dal silenzio degli onesti. Ignoranza coltivata: dai grandi giornali, dalla scuola, dagli storici.

Credi sempre che dal Sud potrà nascere un’Italia migliore?

Ne sono convintissimo, perché non ha scelta, per salvarsi. Pensa da dove sono arrivate le idee più nobili, giuste e rivoluzionarie degli scorsi decenni: dal Mahatma Gandhi, leader morale di un immenso Paese colonizzato e poi del mondo intero; da Martin Luther King, leader di un popolo già schiavo, e comunque discriminato; da Nelson Mandela, leader di un popolo inferiore per legge fondamentale dello Stato razzista. Solo gli ultimi sanno vedere lontano. I primi sono troppo grassi, il diabete rovina la vista.

Hai mai creduto che il cittadino del Sud sia in realtà cittadino del mondo?

Sempre. La terra dei meridionali è stata percorsa e scelta da tutte le genti possibili: dall’Africa, dall’Asia, dal resto d’Europa. Hanno mischiato le loro parole, la loro gastronomia, il loro sangue. I meridionali sono cosmopoliti per storia e geografia; persino se non si muovono mai dal loro paesello.


Estremismo, populismo, razzismo… la società, anche e soprattutto oggi, sembra non voler mutare. Dove arriveremo?

Quando il peggio grida, è perché ha paura. Stanno perdendo, anche se sembra il contrario. Ma proprio le fasi di passaggio sono le più pericolose.

Se dovessimo parlare ancora oggi di una “questione meridionale”, daresti la colpa alla politica, alla mentalità o ad altri fattori?

All’economia, che usa la politica, che crea la mentalità. E alla pigrizia.

Cosa vuoi dire ad un giovane che dal Sud vorrebbe andare al Nord o che dal Nord vorrebbe ritornare al Sud?

Le circostanze possono fare la differenza; e gli uomini di valore possono cambiare le circostanze.

10949907_1043407862342775_1036712117_n

blog comments powered by Disqus