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Sciagurati eventi estivi: colloquio con Dino Zoff

A Sabaudia, nel parco nazionale del Circeo, in occasione della presentazione del Finger Lime, prodotto di punta dell’azienda Agricirce, ci siamo imbattuti in una leggenda dello sport italiano come Dino Zoff. Ovviamente lo Sciagurato e la sua “troupe”, non hanno potuto esimersi dal rivolgerli qualche domanda distogliendolo per qualche secondo dal suo Margarita

Zoff– Pronto Gui’?!

– Dimmi Ricca’…

– Volevo ricordarti di indossare un paio di pantaloni e magari una camicia stasera che l’evento è serio e per me molto importante.

– Nessun problema.

Si chiude così la telefonata col mio grande amico Riccardo, socio della DDM s.r.l. e agente di commercio di prodotti alimentari. Ogni tanto ci invita a qualche degustazione per provare i prodotti che, per lavoro, deve vendere in tutta la provincia. Mi conosce bene. Sa che potrei andare anche in infradito e costume da qualsiasi parte, ma trattandosi di un evento di lavoro, nonostante il caldo, faccio un sacrificio e lo accontento. Un po’ inquietato per la denominazione del prodotto, il caviale bianco (a me, sciaguratamente, il caviale non piace), ma rinfrancato dalla location suggestiva, dall’eventuale possibilità di “degustare” qualcosa di buono e di rivedere, oltre a Riccardo, anche mio cugino, parto alla volta di Sabaudia.

Arrivati a destinazione mi accorgo subito che Riccardo non esagerava mica. Lista all’ingresso, tavoli pronti per la degustazione e banco con cocktail preparati al momento. Soprattutto, mentre sorseggiamo i nostri drink e gustiamo le portate dell’aperitivo a base di Finger Lime, tra una risata e l’altra ci accorgiamo che al tavolo dietro al nostro c’è proprio Dino Zoff con la moglie e Giacomo Crosa, presentatore dell’evento, e anche lui commentatore sportivo oltre che straordinario atleta. A tutti e tre sale l’improvvisa fame da reporter e ci fondiamo letteralmente accanto a lui. Da una foto richiesta, che con proverbiale gentilezza la leggenda del calcio italiano ci concede, nasce una spontanea intervista sul calcio attuale. Tre temi che coinvolgono la sua immensa e straordinaria carriera: Juventus, Lazio e Nazionale. In ordine sparso, affrontati in maniera serena, in un’oasi di pace come solo Sabaudia e il parco possono offrire. Tre ragazzi, non giornalisti ma decisamente appassionati di calcio e la leggenda che ci offre la sua saggezza ed esperienza su un mondo che ci appassiona da matti. Una mini-troupe al gusto di Finger Lime.

Queste le domande che siamo riusciti a porgli.

Pogba al Manchester United per 110 milioni di euro. Ma secondo lei li vale tutti?

«Ma sai non è questione di valere. Quando ci sono pochi giocatori di questo calibro il prezzo inevitabilmente sale».

Quindi secondo lei è uno dei migliori in assoluto?

«Direi di sì. Ti faccio un esempio. Se hai un prodotto eccellente solo in Italia, è chiaro che gli altri lo paghino tanto pur di averlo. Questo per dire che nel calcio ci sono pochi giocatori di alto livello. E quei pochi, nel mondo finanziario delle grandi squadre che hanno soldi da investire, vengono pagati tanto».

Lei è stato un grande protagonista della Lazio. La squadra quest’anno che prospettive ha, visto che il mercato stenta a decollare nonostante abbia una rosa buona?

«La rosa è buona, ha già preso un paio di elementi, se si completano un po’ sia squadra che mercato, ma l’importante, credo, è che si ricrei un po’ di entusiasmo».

Undici abbonati, un dato incredibile…

«Ebbene sì, le cose stanno andando proprio in questo modo…Se non cambia qualcosa sarà una prova difficile per la Lazio! D’altronde se non c’è entusiasmo nell’ambiente diventa tutto più complicato».

La forza della Juventus è stata anche quella di sottrarre i giocatori più forti come Higuain e Pjanic alle squadre inseguitrici in Italia. Cosa ne pensa?

«Sì, però aveva vinto anche senza Pjanic e Higuain. Il fatto è che la Juventus ha giocato bene e ha giocato per vincere. Anche se non giocava bene esteticamente secondo i canoni della critica, ha dimostrato che evidentemente per giocare e vincere ci vuole qualcosina di diverso».

Non possiamo non chiederle un parere sul nuovo corso che la nazionale sta per intraprendere con il nuovo C.T. Giampiero Ventura…

«È un uomo di esperienza, allenatore da molti anni e quindi penso che possa fare bene. La rosa è un po’ ristretta, lo sappiamo, però insomma anche in questi ultimi europei abbiamo fatto la nostra figura, ecco. Questo per dire che possiamo ancora dare e fare tanto, a maggior ragione dopo un europeo così equilibrato dove non ci sono state squadre nettamente superiori alle altre».

Un ricordo della sua esperienza come C.T. della nazionale; un fermo-immagine che si porta dentro di quella che è stata una cavalcata straordinaria a prescindere dal risultato finale.

«Ho due ricordi legati a Euro 2000. Ambivamo alla “ciliegina finale” e siamo stati fortunati in semi-finale con l’Olanda grazie soprattutto ad un bravissimo Toldo. In finale, Italia-Francia, invece il destino ha voluto che su un rinvio di Barthez abbiamo preso il gol che ha spento il sogno della vittoria».

Però la partita con l’Olanda rimarrà nella storia…

«Beh no, più le altre partite che quella con l’Olanda, che è stata molto combattuta ed ha avuto come protagonista assoluto Toldo. Però, in generale, devo dire che è stato un bell’europeo».

Il prossimo portiere titolare della nazionale dopo Buffon; Perin?

«Ha buone qualità. Ma vedremo…».

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