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L’Arte della Felicità: cartoon napoletano da Oscar

L’Arte della Felicità: l’elegante e sofisticata animazione napoletana che arriva dritta al cuore, un cartone che parla di sogni, dolori, rimpianti e seconde possibilità

Una Napoli piovosa, che cade a pezzi,  un taxista disilluso che cerca, attraverso l’ascolto delle storie che gli vengono consegnate dai passeggeri accompagnati in giro per la città, di ritrovare sé stesso e un senso delle cose che costantemente sfugge e riappare. Questo lo sfondo lungo il quale si muovono le vicende che costituiscono la trama de L’Arte della Felicità, cartoon diretto da Alessandro Rak e realizzato dalla casa di produzione partenopea “Mad Entertainment”, vincitore di numerosi premi  tra cui il Capri Hollywood e il riconoscimento agli European Film Awards come miglior film d’animazione. Un lavoro coinvolgente e carico di emozioni, che accarezza l’anima dello spettatore spingendolo a riflettere su temi che in un modo o nell’altro appartengono alla vita di ciascuno: l’elaborazione della perdita e del distacco dalle persone amate, i sogni e le passioni lasciati appassire troppo presto che bussano alle porte della maturità sotto forma di amaro rimpianto, la speranza che una seconda possibilità possa esserci per tutti e che l’anima possa trovare alla fine la sua casa, il suo posto, la sua dimora. Un’animazione elegante e sofisticata e una colonna sonora dal deciso impatto emotivo rendono questo lungometraggio uno spettacolo prezioso e delicato che parla a chi lo osserva con la forza poetica di un’opera d’arte.

L'Arte della Felicità

Abbiamo intervistato una delle protagoniste di questa piccola grande impresa, la disegnatrice Antonia Emanuela Angrisani, che ci ha svelato curiosità e retroscena legati alla realizzazione di questo successo tutto italiano.

Da dove nasce l’idea di creare un film d’animazione di questo tipo, lontano dagli schemi e dalle convenzioni a cui siamo abituati?

La genesi de ‘L’Arte della Felicità’ deve moltissimo al produttore Luciano Stella, uno degli ideatori della rassegna che reca il medesimo nome del lungometraggio, un significativo momento di dialogo culturale, nato con l’obiettivo di fornire spunti e suggerimenti per trovare equilibrio e serenità  in un momento storico in cui ciò appare davvero difficile. L’incontro con il regista napoletano Alessandro Rak è stato determinante e i due hanno deciso di rielaborare il materiale raccolto nella forma di un cartoon che, attraverso un’animazione efficace,  riuscisse ad affrontare temi filosofici,  quali quello della perdita, intesa sia come abbandono da parte di una persona cara, sia come mancanza di motivazioni, valori e punti di riferimento.

La musica è una vera e propria protagonista della narrazione. Quali gli artisti coinvolti e il loro contributo alla realizzazione dell’opera?

La musica è davvero un elemento fondamentale della trama, dal momento che rivela l’essenza dell’altra grande protagonista della storia: Napoli, molto più di una semplice ambientazione. Tra i principali artisti coinvolti: Joe Barbieri, Luca Di Maio, The Enthusiatics, Guappecartò, Ilaria Graziano, Francesco Forni, Gnut,  Tarall&Wine; sono poi da ricordare gli straordinari pezzi strumentali di Antonio Fresa e Luigi Scialdone e il prezioso contributo dei Foja. Dario Sansone , autore e voce di quest’ultimo gruppo, ha collaborato anche alla produzione, così da rendere ancora più intenso questo legame tra melodie, personaggi e luoghi che caratterizza il cartoon. 

Raccontaci qualche aneddoto, qualche particolarità legata alla produzione del lungometraggio.

Beh, nessuno di noi potrà mai dimenticare l’estate precedente la consegna del film. Erano stati realizzati solo 20 minuti degli 80 previsti, eravamo tutti in ansia, in particolare il regista, che però cercava anche di trasmetterci coraggio. All’improvviso, in modo  del tutto spontaneo, abbiamo cominciato ad ingranare,in maniera completamente inaspettata, fotogramma dopo fotogramma il cartone animato prendeva forma, come se si creasse da solo, ed abbiamo avuto l’impressione che fosse tutto scritto, che quel piccolo miracolo fosse destinato a compiersi.

 

Quali le difficoltà principali che incontra una factory  giovane come la vostra e quali invece i punti di forza ?

 Il fatto di essere una piccola casa di produzione comporta senza dubbio la difficoltà di partire da zero, di creare tutto dal nulla, le Major del settore possono avvalersi di uno staff composto da numerose persone mentre noi non siamo in molti, condividiamo lo stesso studio e possiamo beneficiare di quantità di denaro piuttosto modeste. Tuttavia,  proprio queste condizioni ci hanno resi molto uniti, ed è questa la nostra forza: siamo come una famiglia con pochi soldi ma tanta speranza, c’è un grande senso di umanità all’interno del gruppo, un vero e proprio organismo in cui ogni parte è dipendente dalle altre e segue la guida del nostro regista e amico, Alessandro Rak.

C’è qualche nuovo progetto a cui state lavorando?

Sì , siamo alle prese con Gatta Cenerentola, lavoro ispirato alla fiaba della tradizione napoletana contenuta nel volume Lu cunto de li cunti, ma completamente rivisitata in chiave moderna e noir, una storia gangster con la forza del musical. Una bella sfida che dopo il successo de L’Arte della Felicità siamo determinati a portare avanti con ancora più impegno e passione, per regalare al nostro pubblico un nuovo, sorprendente cartoon.  

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