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“Icaro” – Eman

“Icaro” – Eman

Maledetto questo male ed io non prendo pace

Ho distillato le mie voglie con le lune piene,

ma la misura fa il veleno e a volte non conviene

giocare al buio con te stesso se non sei capace

Se dovessi non riuscirci di’ che lo sapevo,

che sapevo raccontarmi bene le menzogne

e che non ci sarebbe una scintilla o una notte insonne

se all’uomo fosse concesso il dono del Vero

non è paranoia che mi vuol per sé ma quell’insofferenza data dal mio limite

di accettare che la terra ora spinge e freme

dove ho sotterrato un dubbio che invece era un seme

La paura diventa seta

Mi avvolge e mi abbraccia

E la bocca che mi dà il nome

Mi grida “Salta!”Bisogna sentirsi vivi

Per volere quest’occhio di fuoco

Che brucia e che è sopra di me

Quest’occhio di fuoco sopra di me (x7)

La terra sotto di me

E la luce piano si avvicina

Ti ricordi i sogni sono come cera

Il risveglio in fondo è come la caduta

Da lontano una voce che mi urla e mi chiede

Se conosco anche l’abisso e che l’abisso è un mostro

Io che sto volando no, non ho risposte

Ed il mostro sa il mio nome e me lo ripete

L’ambizione spesso ti consuma per affrontare il mare non basta la sete

Devi avere una visione devi avere fede

È l’uomo che dà forma a tutto ciò che crede

mentre la luce mi scalda

sento che l’ala si spezza

E in questa sfida contro di me

il maledetto si sveglia

“Dovevamo restare vivi”

“Ma voglio quest’occhio di fuoco che brucia e che è sopra di me”

Quest’occhio di fuoco sopra di me (x6)

Quest’occhio di fuoco

Per il mio vivere cado giù

ma non c’è errore dentro di me:

ché l’assetato beve e chi ha coraggio crede

Ma bisogna restare vivi

per avere quest’occhio di fuoco che brucia e che è dentro di me

Quest’occhio di fuoco dentro di me (x7)

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