Fotoreportage

Milano Beer Week

Dopo la settimana della moda, la settimana della moda della pancia.

Silenziosamente, dopo la chiassosa, esuberante e un po’ noiosa (n.d.a) Fashion Week, si inaugura la prima edizione della Milano Beer Weekun’intera settimana dedicata alle birre d’autore. La manifestazione si articola in diverse tipologie di eventi: degustazioni guidate, presentazioni di nuove birre, incontri con il birraio, cene con menù in abbinamento, tap takeover (in cui una birreria dedica tutte le sue spine ad un birrificio in particolare), presentazioni di guide e libri a tema, visite negli impianti dei birrifici storici milanesi e molto altro. L’importatore di questo evento nel nostro Belpaese è il giornalista enogastronomico Maurizio Maestrelli che ormai da anni si occupa a tutto tondo del mondo del luppolo. Lo scopo dell’evento è quello di diffondere la cultura della birra – questa grande sconosciuta –  nelle sue più piccole sfaccettature e di valorizzare le produzioni birrarie di qualità nell’era della diffusione di massa di questa magica bevanda ormai prodotta da tutti, ma bene da pochi. Troppe volte, infatti, nei locali venditori presuntuosi servono birre crude artigianali decantandone miracoli; alla fine, però, questi prodotti sono tutti accomunati da due caratteristiche: lo stesso sapore e la capacità di fermentare nella pancia e, conseguentemente, di far rotolare per tre giorni.

Ogni giornata della Milano Beer Week si compone di diversi eventi sparsi nei 18 locali partecipanti tra pub, birrerie e birrifici. Mio malgrado ho potuto partecipare solamente a due dei numerosi avvenimenti. Mi sarei organizzato se avessi saputo prima dell’esistenza di questa manifestazione che, a mio parere, non ha avuto un’adeguata attività pubblicitaria. Ne sono venuto a conoscenza grazie all’incontro con una mia cara amica, Alessandra Di Dioche da un po’ di tempo si è dedicata, con estreme passione e cultura, al variopinto mondo della birra artigianale. A causa di un problema tecnico le prime due foto, scattate nella Birreria Baladin, sono state fatte con il suo telefonino. Ed è proprio nella suddetta birreria che si è svolto l’incontro col birraio a cui ho partecipato martedì 23. Siamo stati guidati nella storia della Birra del Borgo dal suo creatore Leonardo Di Vincenzo, nato come ragazzo che si divertiva a fare le birre in casa e cresciuto nello studio e nella ricerca dei più disparati e antichi stili birrari, affermatosi nel 2005 con la creazione di Birra del Borgo e del suo birrificio in provincia di Rieti.

Presente alla serata anche Teo Musso, guru indiscusso della birra artigianale italiana, fondatore della Baladin. Durante l’incontro è stato possibile degustare gratuitamente tre birre del Borgouna India Pale Ale (IPA), una birra acida squisitamente lamponosa e L’Equilibrista, una Saison arricchita dalla fermentazione di mosto d’uva San Giovese. Non avendo le basi critiche per snocciolarvene le qualità, dirò semplicemente: BUONE! L’imperdibile giro del Birrificio di Lambrate, primo birrificio aperto a Milano nel 1996, la Mecca degli amanti della birra, l’ho ovviamente perso. Ho tentato di intrufolarmi a liste di prenotazione chiuse, ma non ho avuto successo.  Mi sono preso però la soddisfazione di presenziare il giorno dopo, domenica 28 settembre, al ritorno della Schiscià I Ball, una Stile Pacific IPA, nelle spine del locale di via AdelchiUn’atmosfera da grande famiglia, un odore di luppolo penetrante, una spina che non si ferma mai. La spillatura della birra richiede tempo e attenzione, e questi ragazzi sono professionisti! Ringrazio Max che mi ha fatto passare dietro al bancone per scattare qualche foto. Dopo aver bevuto un’ottima, salata e profumatissima Schiscià I Ballne ho comprata una in bottiglia da 33 cl, per come ricordo. Ora il ricordo è già una bottiglia vuota. Se avessi avuto BUUUURRRRRRP! …scusate, la birra… Se avessi avuto più tempo e organizzazione mi sarebbe piaciuto raccontarvi meglio questa interessante nuova manifestazione, ma lo farò sicuramente l’anno prossimo; spero così di vedere anche qualcuno dei vostri volti e che la Milano Beer Week cresca e possa dare la possibilità a chi vuole avvicinarsi alla degustazione della birra di farlo con una mano amica.

blog comments powered by Disqus