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“Dai su fammi un sorriso”: a Milano e a Prato i neon per esorcizzare i traumi da coronavirus

Il distanziamento sociale, la paura dell’altro: alcuni dei retaggi che il coronavirus ha lasciato tra le persone. Per questo motivo Vittorio Corsini, artista livornese e docente di scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, ha deciso di creare delle scritte al neon familiari e amichevoli per esorcizzarli. Il progetto di arte pubblica si chiama “Dai su fammi un sorriso” e sarà fruibile fino al 30 settembre presso la Galleria d’Arte Frediano Farsetti di Milano (Portichetto di via Manzoni, angolo via della Spiga) e contemporaneamente a Palazzo dell’Imperatore (Castello dell’Imperatore) di Prato. Le sculture al neon, inoltre, sono un richiamo esplicito alla gentilezza e al buon umore che invita a rifondare la speranza nella vita di oggi, dopo l’emergenza sanitaria, attraverso un sorriso.

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Milano, Galleria d’Arte Frediano Farsetti

 

La scritta “Dai su fammi un sorriso” esposta a Milano riproduce la calligrafia di una donna di 92 anni, con una grafia corsiva molto curata che lascia intuire una formazione scolastica di altri tempi. Una striscia di parole che si accende a intermittenza e dalla vetrina di passaggio “chiama” le persone all’esterno, segno di una voce che ciascuno può ricondurre ai propri parenti più anziani, in questi ultimi mesi fortemente minacciati dal dilagare del Covid. Sono proprio quelle voci, che oggi appartengono a chi di fatto è sopravvissuto, che nell’intenzione di Corsini chiedono di abbattere il muro dell’indifferenza e dimenticare per un attimo le angosce, lasciandosi andare a un sorriso accogliente.

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Prato, Palazzo dell’Imperatore

 

Chi invece si troverà a passeggiare nel cortile o intorno alle mura dal Castello costruito per volontà di Federico II di Svevia a Prato, potrà incontrare le parole al neon della medesima frase, rappresentata da 5 diverse grafie, che invitano a fare un sorriso. L’opera deriva da un progetto del 2019 realizzato a Cortina, che segna un momento fondamentale nella collaborazione tra Vittorio Corsini e Farsetti. L’artista aveva invitato 5 personalità di primo piano per la comunità ampezzana (Luigi Alverà, Nadia Dimai, Flavio Lancedelli, Kristian Ghedina e Roberta Alverà) a trascrivere la frase “dai su fammi un sorriso”. I neon ricavati da queste scritture ne sono la traduzione scultorea, ma soprattutto la presentazione fisica di un invito che si riversa direttamente sul lettore/spettatore.

 

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