Articolo

“Tradimenti” di Pinter: silenzi e parole affilate

Al Ventidio Basso di Ascoli, la pièce di Harold Pinter: Tradimenti. Una dura sfida, vinta in modo eccellente da Michele Placido, Ambra Angiolini, Francesco Scianna e Francesco Biscione

tradimenti

Il 5 e il 6 gennaio al Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno è andato in scena Tradimenti di Harold Pinter, spettacolo diretto da Michele Placido e interpretato da Ambra Angiolini, Francesco Scianna e Francesco Biscione.

La scenografia è costituita da una struttura centrale che taglia trasversalmente il palco e, a seconda degli oggetti di scena e della loro disposizione, rappresenta un tempo o uno spazio diversi. Le didascalie indicanti date e luoghi sono proiettate sulla struttura stessa.

La scena si apre in un pub dove Emma e Jerry si incontrano e scambiano alcune chiacchiere. Lei gestisce una galleria d’arte e lui, editore spesso in viaggio per lavoro, è stato suo amante per 7 anni, fino a qualche anno prima, ed è un caro amico del marito. I due parlano delle loro famiglie, ricordano alcuni episodi con i propri figli e lei confessa di aver rivelato la loro vecchia relazione al marito. Jerry chiede a Robert, il marito di Emma, di vedersi per parlarne, ma l’uomo era a conoscenza del tradimento da vari anni. Robert ormai è quasi indifferente all’accaduto, ora sospetta che la moglie abbia una relazione con un altro loro amico, uno scrittore. Gli anni, dalla fine dei ’70 ai ’60, si succedono via via a ritroso, ripercorrendo i momenti più importanti delle loro relazioni: sia quella tra i due amanti che, travolti dalla passione e persi l’uno nell’altra, avevano affittato un appartamento in una zona della città poco frequentata dai loro conoscenti, sia quella dei due coniugi che si erano allontanati e distaccati.

Harold Pinter, drammaturgo inglese premio Nobel per la letteratura nel 2005, è un perspicace indagatore dell’animo umano e del linguaggio. I dialoghi a volte sembrano non concludere un ragionamento e lasciare sospesa la riflessione in un continuo rincorrersi di tentativi di comunicazione. Le diverse scene tessono una trama in cui emergono le situazioni in cui i personaggi si sono trovati, o che loro stessi hanno creato, e le emozioni che le hanno accompagnate: l’amore, la passione e l’indifferenza, la solitudine e la noia, l’amicizia, la falsità e la meschinità, la brutale ingenuità e la presunta furbizia, il senso di colpa e il desiderio di ricominciare. Sono portate sulla scena le relazioni d’amicizia e d’amore, le loro variegate sfaccettature, l’intrecciarsi e l’accartocciarsi di quei pensieri e dialoghi che sono in continua trasformazione, ma talvolta sembrano immutati. Frammenti di comunicazione tra silenzi, pause, parole affilate come lame che condannano o assolvono.

Scegliere di mettere in scena un’opera di Pinter è intrigante e rischioso per il regista e gli attori, il prodotto finale è fruibile considerando la costruzione testuale, un’ora e un quarto con meno di un minuto di buio e musica tra una scena e l’altra. Gli attori danno forma ai caratteri dei personaggi, più incisivi Scianna e Biscione che danno una presenza maggiore ai loro ruoli. La regia riesce a restituire le atmosfere e l’organizzazione didascalica del testo, mantenendo però un ritmo sostenuto tra una scena e l’altra.

blog comments powered by Disqus