Articolo

“Scarabia” – Rottamazione d’artista: tinte, racconti, suoni e danze in stock

Ne Il Piacere, Gabriele D’Annunzio scriveva:

«Bisogna fare della propria vita come si fa un’opera d’arte. Bisogna che la vita d’un uomo d’intelletto sia opera di lui. La superiorità vera è tutta qui.»

Nella coniugazione tra arte e vita, creazione imprescindibile di ogni artista, si irradia tutta la semplicità, la verità, della bellezza: è lo sguardo con cui ci si approccia al mondo a fare la differenza, l’impegno che si investe nel superare le barriere, gli ostacoli e i pregiudizi, la forza di chi riesce ad andare al di là, perché al di là c’è sempre e ancora qualcosa di buono.

Questo ce lo insegna Carlo Mariano Sartoris, architetto, pittore e novelliere, che condenserà in “Scarabia” trent’anni di tentativi artistici, un racconto fatto di suoni, immagini e parole. Venerdì 28 marzo, presso l’Enoteca Rabezzana di Torino  avrà luogo “Scarabia”. Rottamazione d’artista: tinte, racconti, suoni e danze in stock. Una danzatrice, tre attori e due musicisti daranno vita ad uno spettacolo unico e imperdibile che travalica i generi e vive di commistioni: non parliamo di un concerto né di uno spettacolo teatrale o di un reading, ma di tutte queste cose insieme e molto di più. Un happening (accadimento, evento), manifestazione artistica nata con Allan Kaprow nel 1958, anche se la prassi era già comparsa, seppur in maniera meno sistematica, nell’ambito surreal-dada e in sorprendenti anticipazioni del gruppo giapponese Gutai, nella musica di John Cage e nel balletto moderno di Merce Cunningham.

Come si legge nel blog (http://opinionidiunmondoarotelle.blogspot.it/) del protagonista dell’happening:

“SCARABIA!”Era un richiamo, un vocabolo di quartiere, inventato chissà quando e da chissà chi, che risuonava solo in barriera di Milano. Voleva semplicemente annunciare che uno di noi aveva terminato una raccolta di figurine oppure aveva giocattoli dei quali non si serviva più. A quel grido accorrevano tutti; piccoli monelli in allegria. Il benefattore gettava agli amici i modesti giochi di grande importanza, scatenando giocosa zuffa per il possesso.
Era un gran bel modo per condividere, non avevamo bisogno né di leggi né di politici per capire quel che era giusto fare per la nostra minuta società. Oggi ho deciso, getterò agli amici una parte di me stesso! Di sicuro non la peggiore…

In eventi del genere un peso rilevante è rivestito dalla partecipazione attiva e emozionale del pubblico; nessuno sconto, nessun freno, ma azzardo, improvvisazione e suggestione (ovviamente la struttura dell’happening è comunque progettata in anticipo), come a voler rispecchiare in toto il carattere imprevedibile e fluttuante dell’esistenza umana. E questo Carlo Mariano Sartoris lo sa bene. Nato 60 anni fa a Torino, con una laurea in Architettura e alle spalle molti progetti di sculture abitative per le miglior aziende d’arredamento, non ha permesso ad un“antipatico imprevisto”, come lui stesso lo definisce, di fermare la sua creatività, la sua voglia di progettare, la sua verve espressionista.

Nell’86 un incidente stradale lo renderà tetraplegico, ma quella che poteva sembrare la fine di una vita tutta basata sull’invenzione artistica si tramuterà in una rinascita: nonostante le grandi difficoltà, Carlo ha accumulato infatti successi nel mondo del design, nel teatro, nella scrittura, nella lavorazione materica delle plastiche e nella pittura. Munito di una protesi tornerà a dipingere e disegnare due anni dopo l’incidente. Un suo divano, Ramirez, è esposto al Museo d’arte moderna di Parigi. Tre racconti autobiografici, scritti dal ’96 al 2000, gli valgono per tre anni consecutivi il premio letterario “Ettore Ottaviano”, e a questi seguiranno romanzi e commedie. Inoltre, dal 2008 ha  iniziato a modellare le materie plastiche complesse fondando un nuovo genere di riciclo delle idee artistiche: il movimento della Plastik Art.

Se vi trovate a Torino non lasciatevi sfuggire l’occasione di assistere ad un evento che lascerà sicuramente il segno, la messa in atto di una vita simile a uno scrigno e che al suo interno racchiude tanti altri frammenti di vita.

SCARABIA – Rottamazione d’artista
Coreografia e danza: Laura Scaringella
Voce solista: Letizia Sartoris
Attori: Nicoletta Petrosemolo, Enrico Bosca, Mattia Sebastiano Pauluzzo
Tastiere: Françisco Fernandez
Chitarre: Marco Griffa
Immagini: Alessandra Sartoris

Venerdì 28 marzo ore 21, spazio Rabezzana, via San Francesco d’Assisi 23/c, Torino. Ingresso libero.

Info: Tel: 011.543070 – E-mail: info@enotecarabezzana.it

Di seguito alcune opere dell’artista

blog comments powered by Disqus