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L’ultima preghiera di Medea debutta al “Brecht” di Formia

L’ombra di Medea non trova pace. I misfatti commessi in vita continuano a tormentarla, nessun regno al di là del mondo sembra volerla accogliere. Eppure qualcuno ha deciso che quell’anima torni a parlare: racconterà un’ultima volta la sua storia di donna, madre e assassina, tra mito e contemporaneità. Il debutto al teatro Bertolt Brecht di Formia il 18 e il 19 giugno

Medea

“Noi guardiamo alle età passate con condiscendenza, come si trattasse di una mera preparazione per ciò che siamo … e se invece fossimo solo un ultimo bagliore di esse?”.

 J.F. Farrell, L’assedio di Krishnapur

Un estremo atto di denuncia, l’ultima preghiera prima del silenzio. In una scenografia minimale, composta da manichini destrutturati, corone di spine macchiate di sangue e pezzi di stoffa bruciata, il mito euripideo viene ripercorso con rispetto ma arricchito da nuove immagini e ricordi, quali l’infanzia di Medea, il primo incontro d’amore con Giasone o le memorie del parto. Questi i dati essenziali di uno spettacolo che debutterà in Prima Nazionale il 18 giugno (ore 21) e il 19 giugno (ore 18 e 21) al Teatro Bertolt Brecht di Formia.

L’intero arco narrativo è esplicato con la consapevolezza del già accaduto: l’anima della protagonista sa che oramai è impossibile tornare indietro, eppure non conosce sentimento di perdono nei confronti dei suoi aguzzini. Il suo unico pentimento è non poter ritrovare i figli nel buio, o dovunque si troverà ad essere per l’eternità. L’intero spettacolo può essere simbolicamente visto al pari di una lunga, straziante preghiera.

In Requiem for Medea le vicende personali si intrecciano ad una più profonda analisi della società, delle sue sozzure e ipocrisie. Gli stessi personaggi del mito si trasformano in figure a noi molto vicine. Non ci sono più eroi, ma solo uomini e donne in un mondo che decade pian piano, nel quale i valori unici sembrano essere la prevaricazione e l’arrivismo, anche a dispetto della propria coscienza, anche a dispetto degli altri.

Sono molteplici i temi sottesi alla narrazione primaria: la considerazione della donna come oggetto, la sete di potere o la ricerca ossessiva di ricchezze, ma soprattutto il mercato di esseri umani, chiaramente espressa nel monologo finale contro Giasone, non più eroe del Vello d’Oro ma brutale scafista di immigrati. Requiem for Medea rappresenta l’Anno zero della C.T. Genesi Poetiche*, il primo passo di uno studio sulla Tragedia Greca che nei prossimi anni porterà alla realizzazione di nuovi progetti e spettacoli, alla costante ricerca del Mito e della sua contemporaneità.

Medea

*C.T. Genesi Poetiche viene fondata il Primo Gennaio 2016 da Gianluca Paolisso e Daria Contento. L’obiettivo ultimo di questa nuova realtà è tutto espresso nel suo nome: una ricerca costante volta alla sperimentazione teatrale, un percorso di conoscenza che permetta al pubblico di avvicinarsi a nuove possibilità di messa in scena, un racconto onesto e critico della società e delle sue più acerbe contraddizioni. C.T. Genesi Poetiche pone le sue radici nel corpo dell’Attore, primo motore di narrazione emotiva, e nel suo dispiegarsi a contatto con la musica, con gli oggetti di scena, con la scenografia…

PRENOTAZIONE CONSIGLIATA

Info e prenotazioni: 3396122417 – 3355853284

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