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“Parole incatenate”: uno spettacolo sull’orlo della follia

parole-incatenate2È andato in scena il 23 e il 24 novembre al Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno il thriller di Jordi Galceran Parole incatenate, nella versione italiana di Pino Terno diretta da Luciano Melchionna e interpretata da Francesco Montanari e Claudia Pandolfi.

Un solo atto di quasi due ore in cui i personaggi si sfidano sull’orlo della follia. Un piccolo cinema abbandonato, con porte e finestre sprangate, in cui non ci sono vie di fuga. Cosa è realtà e cosa finzione in ciò che dicono i protagonisti? Simulazione e dissimulazione, lucida follia o sadica razionalità portata alle estreme conseguenze? Un gioco al massacro senza esclusioni di colpi: un uomo rapisce la sua ex moglie coinvolgendola in uno spaventoso viaggio attraverso le sue ossessioni e manie. Le parole incatenate del titolo sono il passatempo a cui la donna è costretta a partecipare dall’ex marito, legando i vocaboli attraverso l’ultima sillaba in una serie di accostamenti rivelatori delle loro emozioni. Memoria e ricordo dei fatti accaduti si confondono con le proiezioni distorte della mente. Le parole dei due protagonisti sono minacciose, accattivanti, angoscianti e supplichevoli, indissolubilmente legate tra finzione e realtà, inganno e verità.

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Se i colpi di scena durante l’opera servono a interessare e ad avvincere lo spettatore, quello finale lascia forse piuttosto perplessi. Francesco Montanari, il Libanese di Romanzo criminale – La serie, è molto convincente nei panni di Roberto, sostenendo i diversi colpi di scena, i ribaltamenti di situazione e la continua ambiguità tra maniacale pazzia e disperata solitudine, tra l’apparente e serena freddezza e il reale e violento trasporto. Claudia Pandolfi è Laura, donna impaurita, ma aggressiva, vittima non inerme che cerca in ogni modo di sottrarsi al gioco macabro del suo carnefice. La tensione tra i due, i silenzi angoscianti, i dialoghi a tratti urlati e sopra le righe rendono l’atmosfera claustrofobica e di cupa apprensione. Il ritmo della pièce all’inizio è piuttosto lento, ma diventa via via più incalzante e coinvolgente.

Alcune delle prossime tappe dello spettacolo saranno il Teatro Quirino di Roma, dal 26 dicembre 2013 all’8 gennaio 2014, il Teatro Rossini di Pesaro, dal 10 al 12 gennaio, quello delle Muse di Ancona, dal 15 al 19 gennaio.

 

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