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Grimmless

Cinque personaggi, ognuno con la propria valigia colorata, ognuno con una storia da raccontare. Il mondo delle fiabe e dell’infanzia assume toni tragici, ironici e dissacranti, inquietanti e disillusi. Lo stordimento comatoso e il ritmo frenetico e ossessivo: la realtà contemporanea viene mostrata sulla scena in tutto il suo orrido splendore. È Grimmless, spettacolo andato in scena al Teatro India a fine marzo, scritto dagli ormai affermati ricci/forte, diretto dallo stesso Ricci e interpretato da Anna Gualdo, Valentina Beotti, Andrea Pizzalis, Giuseppe Sartori, Anna Terio. Uno stato di sopore alternato a movimenti convulsi e spasmodici del corpo, istanti di gioia patinata si intrecciano con la disperazione e la solitudine più viscerale. L’ingenuità dei bambini, la disperata ricerca di affetto e stima degli altri, la difficile accettazione di sé stessi, dei propri difetti e imperfezioni. Immagini che evocano la statuaria classica, elementi di cultura pop urlati e ripetuti, ossessivi e alienanti, immagini che feriscono e commuovono. I film Disney in cui i sogni son desideri, la coscienza che il principe azzurro non esiste e che nessuno vive per sempre felice e contento. La pièce fa emergere aspetti angoscianti e deliranti della società odierna che molti cercano di nascondere sotto maschere edulcorate di falsità, balli, orge e musiche assordanti. La violenza fisica, auditiva e visiva a cui siamo sottoposti brutalmente ogni giorno. E alla fine buio. Qualcuno ha staccato la spina.


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