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Dentro – il mondo surreale

Sullo sfondo due manichini, al centro un trapezio bianco su cui vengono proiettati parti di corpi femminili e numeri. Tre teste di donne emergono dalla parte più alta della struttura e parlano tra loro. Attraverso dialoghi ambigui, alienanti e apparentemente senza una logica, lo spettatore è condotto in una possibile realtà futura in cui la vita è molto lunga e noiosa. Unico momento di vera azione è il suicidio, proibito certo, ma attuato di frequente e poi annullato per volontà propria o dei familiari che, pagando, restituiscono un nuovo corpo alle defunte. Le storie e le anime delle donne si intrecciano e si confrontano nel momentaneo limbo tra la morte innaturale e la rinascita artificiale. Grazie al testo di Edoardo Rossi Di Fratta, all’incisività della messa in scena di Francesco Bonomo, all’espressività e bravura di Caterina Bertone, Antonella Britti e Federica Marchettini, e alle musiche di Massimiliano Bonomo che rendono l’atmosfera rarefatta e sospesa, Dentro, andato in scena ad aprile al Teatro SalaUno, evoca un mondo surreale, riflesso della superficialità dei desideri estetici estremi, ma anche del disperato grido di angoscia che essi nascondono. L’universo femminile esplorato nelle viscere più profonde e tragiche, tra il non sense e la ripetizione ossessiva, tra Beckett e Pinter, dalla spietata lacerazione della morale al labirinto mentale, da Bukowski a Lynch. Una pièce che diverte amaramente e riflette sulla paura e desolazione dell’aberrante realtà quotidiana.


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