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Con el respiro del tango: musica e poesia tra le vie di Buenos Aires

Questa città che credevo il passato / è il mio avvenire, il mio presente; / gli anni vissuti in Europa sono illusori, / io sono stato sempre (e starò) a Buenos Aires.

 Fervore de Buenos Aires, Jorge Louis Borges. 

 (Ha collaborato Francesca Robertiello)

IMG_0004Con el respiro del tango ha dato il via, sabato 11 ottobre, all’attesa rassegna Festival d’autunno del teatro Politeama di Catanzaro. Lo spettacolo, patrocinato dall’ambasciata argentina, nasce da un’idea di Carlos Branca e si avvale della voce recitante di Michele Placido e del piano di Luis Bacalov. L’attore italiano e il compositore argentino insieme per raccontare la storia del tango.

La poesia si unisce alla musica, Placido recita alcuni versi dei più famosi poeti argentini, uno su tutti Borges, mentre Bacalov lo accompagna con il suo piano scegliendo tanghi classici, da Piazzolla a Gardel, e brani da lui stesso composti; ritagliando, a fine spettacolo, un piccolo spazio per la colonna sonora de Il postino, che gli valse un premio Oscar, però qui accompagnata dalla poesia La notte dell’isola di Neruda.

Lo spettacolo si rivela un viaggio tra le strade di Buenos Aires, restituisce le atmosfere della capitale argentina di modo che la città riviva immaginariamente sotto l’occhio dello spettatore con i suoi sobborghi, i patios e i crepuscoli.

IMG_0023Il regista mette,  inoltre, a tema il controverso rapporto dell’uomo con la propria città d’origine. Non è un caso, dunque, che Placido interpreti alcune tra le poesie più famose scritte da Borges per la sua città. Del resto con Fervore di Buenos Aires, raccolta del 1923, Borges scelse il tema della ricongiunzione fisica con la propria città quale punto di partenza del suo personale percorso poetico. In “Con el respiro del tango” questo intenso sentimento di affezione trasforma la Buenos Aires di Borges, ma anche di altri poeti argentini come Raul Gonzaleze Juan Gelman, in città metafora di tutto il Sud del mondo. In momenti in cui la poesia si intreccia sapientemente alla musica come nel brano Vuelvo al Sud, interpretato da Federica Vincenti.

La dimensione poetica colloca così al centro di questa racconto musicale il Sud e il tango, con la sua storia e la sua evoluzione musicale nel corso dei secoli. Geograficamente nato nel Rio de la Plata il tango prima di essere un ballo è una filosofia di vita scaturita proprio dal viscerale rapporto con la terra di Sud, con la quale chi ci è nato vive spesso un rapporto conflittuale. Carlos Branca riscopre le umili origini di questa espressione popolare presentandola quindi legata all’abbandono forzato delle proprie radici e alla nostalgia che ne consegue.

IMG_0035Nel complesso l’arduo compito di unire musica e poesia riesce a Branca abbastanza bene; il piano del grande maestro Luis Bacalov e il bandoneón di Gianni Iorio scandiscono i momenti recitati da un attento Placido e dall’elegante tocco femminile di Federica Vincenti. Volutamente il regista si discosta dalla comune idea di seduzione legata al tango, perché esso è musica e filosofia prima che ballo. Una scelta ben precisa, dunque, ma condivisibile solo in parte, poiché l’assenza sulla scena del tango ballato e di un sensuale ‘abbraccio’ tra due ballerini lascia, a fine spettacolo, lievemente insoddisfatti.

Per i prossimi appuntamenti date uno sguardo al programma disponibile sul sito ufficiale del Festival: http://www.festivaldautunno.com/ oppure http://pauranka.it/cultura/a-catanzaro-torna-il-festival-dautunno/

http://www.youtube.com/watch?v=cL6maP3flsA

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