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Calendar girls: spogliarsi dei principì per vestirsi di guadagni?

Calendar girls: riflessioni sulla vita, sul successo, sugli ideali e sul guadagno si fondono in una commedia che mette al centro la figura della donna, rappresentata da un cast d’eccezione

È andata in scena al Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno la commedia Calendar girls, primo adattamento teatrale italiano dello spettacolo tratto dall’omonimo film scritto da Juliette Towhide e Tim Firth, tradotto e adattato da Stefania Bertola, con la regia di Cristina Pezzoli e interpretato da Angela Finocchiaro, Laura Curino, Ariella Reggio, Carlina Torta, Matilde Facheris, Corinna Lo Castro, Titino Carrara, Elsa Bossi, Marco Brinzi, Noemi Parroni.

Calendar girls 01

Le ragazze da calendario del titolo non sono altro che le rispettabili signore appartenenti ad un’associazione femminile inglese che, con l’intento di guadagnare denaro per una giusta causa, decidono di spogliarsi e creare un calendario di “nudi artistici”. L’idea viene a una di loro dopo che il marito di una sua cara amica, anche lei membro dell’associazione, si ammala gravemente di leucemia e viene a mancare in poco tempo. Per donare un divano nuovo e più comodo all’ospedale da intitolare al defunto marito dell’amica, la donna riflette sul tipo di raccolta fondi da creare e, con l’idea che “la carne vende”, propone di svecchiare i tradizionali soggetti dei calendari realizzati dall’associazione, di solito nebbiosi e poco ameni paesaggi autunnali della campagna circostante, con le foto dei loro corpi senza veli. L’idea, stravagante e provocatoria, non viene subito accettata dalle altre socie dell’associazione e alcune, fino all’ultimo, sono indecise. Dopo aver realizzato le foto, in gran segreto nella sala parrocchiale sede dell’associazione, la vendita del calendario ha però un enorme successo, anche se le donne sono richiamate ufficialmente dal comitato nazionale dell’associazione a fornire spiegazioni sulla loro scelta e sul “calendario alternativo”. Il successo del calendario e l’insperata notorietà creano tra le modelle alcune incomprensioni e momenti di tensione dovuti alla possibilità di facili guadagni, a costo però di svendere una parte di sé e dei propri princìpi. Alla fine i malintesi verranno chiariti e le signore ritorneranno alle loro normali attività.

Il palcoscenico è diviso da una parete centrale che, se abbassata, determina l’ambiente della sala parrocchiale e, se alzata, mostra in secondo piano lo spazio verde nella zona circostante la cittadina. Le due ore e un quarto (con intervallo) in cui si svolge lo spettacolo hanno un ritmo non omogeneo: mentre il primo atto è più incalzante e vivace, soprattutto nella parte in cui le attrici, seppur nascondono amabilmente e scherzosamente le parti più intime con ceste di frutta, gomitoli e altri oggetti, effettivamente si spogliano in scena, nel secondo, invece, le battute divertenti e incisive sono poche e si ha l’impressione che alcune scene rallentino ulteriormente il ritmo dello spettacolo. Le attrici interpretano al meglio le sfaccettature delle sei protagoniste che, vestite ciascuna di un colore diverso, hanno caratteri differenti e ben delineati: l’una ironica e intraprendente, l’altra più moderata e prudente, una più spigliata e sensuale, l’altra più timida e impacciata, una ribelle e anticonformista, l’altra sarcastica e irriverente.

 

Le date di alcune delle prossime tappe:

Mestre, Teatro Toniolo dal 22 al 24 gennaio 2016

Genova, Politeama Genovese dal 3 al 5 febbraio 2016

Pavia, Teatro Fraschini dal 26 al 28 febbraio 2016

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