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Il Trono di Spade: Winter is coming!

Ritorna più avvincente che mai la nuova stagione de Il Trono di Spade, serie tv tratta dal ciclo di romanzi di George R. R. Martin, Cronache del ghiaccio e del fuoco

Finalmente l’attesa è finita! Dopo la quarta stagione andata in onda in Italia dal 18 aprile al 20 giugno 2014, nella mattinata del 13 aprile 2015 (alle ore 03:00 con esattezza) è stata trasmessa, sul canale Sky Atlantic in contemporanea con la prima tv USA, la 1ª puntata della 5ª stagione de Il Trono di Spade – serie televisiva tratta dal ciclo di romanzi di George R. R. Martin, Cronache del ghiaccio e del fuoco – realizzata dalla casa di produzione HBO.

Il Trono di Spade

«Al gioco del trono o si vince o si muore» – Cersei Lannister

E così, dopo che il “Trono di Spade mania” ha contagiato tutti, dalla regina Elisabetta in visita al Paint Hall Studio di Belfast, ai giocatori della Juventus seduti sul trono saldamente posizionato sul regno di Westeros, le avventure dei personaggi si ripropongono allo spettatore e riprendono le fila proprio da dove si erano interrotte.

Per quanti ancora non hanno visto la puntata sottotitolata, onde evitare di fare spoiler in attesa di giorno 20 aprile, data in cui sarà resa pubblica la versione doppiata in italiano, basti dire che:

Cersei Lannister cerca di mantenere saldo il regno dopo la morte del padre, così come sulle modalità di reggenza inizierà a riflettere Daenerys Targaryen (la madre dei draghi);

Petyr Baelish è affaccendato come sempre nei suoi giochi di potere; Brienne di Tarth vuole oltremodo mantenere fede alla parola data; Jon Snow (l’affascinante “bastardo di Stark”) dovrà affrontare nuove e grandi responsabilità e, infine, Tyrion Lannister (il Foletto) riuscirà a tener testa a Varys, ex Maestro dei Sussurri nonché ex Membro del Concilio Ristretto?

Sebbene sia già in qualche modo possibile immaginare e pronosticare cosa accadrà nelle prossime 9 puntate, ecco che vengono introdotti nuovi personaggi (per dare anche modo agli autori di giungere alle prossime 6ª e 7ª stagione, di cui si ha già l’accordo fra i produttori esecutivi Benioff, Weiss, Doelger e Couldfield con la HBO, per un totale di 80 ore complessive) come il cugino di Cersei, Lancel, fedelissimo e devoto a “la luce dei Sette” e che ci appare esattamente come l’opposto della lussuosa cugina – perlomeno nell’abbigliamento – e quindi sarà curioso vedere come l’estrema povertà venga posta di fianco al lusso e alla ricchezza.

Ma al di là dei nuovi personaggi, è interessante notare come fra i protagonisti che già conosciamo vengano introdotte sfaccettature nuove: come, ad esempio, un accenno al desiderio di potere, ben mascherato dalla pietà, nobiltà e bontà d’animo proprie di Jon Snow (l’unico che in qualche modo incarna quello spirito, quella coerenza e quella giustezza che devono essere proprie di un Cavaliere) ed ancora, i logorii e le tribolazioni morali di Tyrion Lannister, che ci appare come il solo a struggersi e a rimuginare sulle azioni compiute, stravolgono lo stereotipo del «nano malefico e vendicatore», che si mostra invece nudo nella sua fragilità, in grado di passare dall’eccesso delle perversioni al quasi annientamento di sé, apparendo quindi il più umano e vero fra tutti i personaggi narrati sino a questo momento.

Questa prima puntata, dal titolo The Wars to Come, sebbene sia un punto di giuntura fra le stagioni precedenti e quest’ultima, sembra molto più curata sia nella messa in scena che nello svolgersi della narrazione (nelle stagioni precedenti ad esempio, erano presenti dei buchi narrativi che eclissavano taluni personaggi sino a farci dimenticare totalmente di loro e una volta ricomparsi era difficile fare non solo mente locale su di loro, ma anche sull’evoluzione temporale delle vicende rappresentate), per non parlare delle location: alla Croazia e l’Irlanda si aggiunge la regione dell’Andalucia in Spagna e l’Alcázar di Siviglia è stato utilizzato per ricreare la corte dei Martell.

Insomma, location lontane e complesse dove sono state realizzate – in contemporanea, usufruendo di due troupe – scene singole altrettanto complesse, realizzate addirittura in tre settimane. Ma la forza di una realizzazione come Il trono di Spade viene data anche e soprattutto dalle persone che stanno dietro le telecamere e che, prova su prova, rendono possibile e quasi semplice questa gigantesca impresa (interessante è, a tal proposito, A Day in the Life , video-intervista che mostra il tipo di organizzazione minuziosa che c’è alle spalle dell’intero progetto).

E se in qualche modo questa 5ª stagione saprà anche un po’ d’Italia grazie alle origini degli attori Enzo Cileni e Rosabell Laurenti Sellers, rispettivamente nei panni di Yezzan (mercante di schiavi senza scrupoli) e Tyene Sand (figlia del principe Oberyn Martell e del suo ultimo amore Ellaria Sand), questo nuovo capitolo saprà essere più attuale che mai e ci lascerà anche il tempo di riflettere sul tempo storico che stiamo vivendo. A testimoniare ciò, ecco un breve e lucido dialogo fra Varys che sogna un mondo migliore e Tyrion che in questa sua transizione distruttiva è concreto e razionale:

 

T.: Cos’è che vuoi di preciso?

V.: Pace, prosperità, una terra dove i potenti non sfruttano i deboli.

T.: I potenti hanno sempre sfruttato i deboli. È così che sono diventati potenti.

V.: Può darsi… O forse ci siamo così talmente abituati all’orrore che diamo per scontato che non esista un’alternativa.

 

In attesa delle prossime puntate, fate attenzione poiché… «L’inverno sta arrivando!» (motto di casa Stark).

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