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S.v.e.: Servizio Volontario Europeo

Assicurazione sanitaria completa, corso di lingua, contributo mensile – pocket money – attorno ai cento euro. E ancora, spese per vitto, alloggio e viaggio andata e ritorno pagato al 90% dalla Commissione Europea attraverso il programma “Youth in Action”. Il tutto in cambio di trentacinque ore settimanali di lavoro volontario presso una associazione del Vecchio Continente. Associazione che può avere interessi nell’ambito culturale, sportivo, artistico, sociale, educativo, ambientale. E, da non sottovalutare, nelle trentacinque ore settimanali devono essere comprese anche le ore da passare al corso di formazione linguistica.

Questi i diritti e i doveri di un aspirante volontario europeo. I requisiti per partecipare al Servizio Volontario Europeo sono invece tre: avere tra i 18 e i 30 anni, possedere una basilare conoscenza della lingua inglese ed essere cittadino europeo. Dove per Europa non si intende solo l’Unione Europea. Via libera dunque ai ragazzi provenienti dai Paesi dell’E.f.t.a., associazione europea di libero scambio, ovvero Islanda, Lichtenstein, Svizzera e Norvegia. Dagli Stati candidati a entrare nell’Unione Europea, Turchia e Croazia, e dai Paesi dell’Europa non ancora Ue dell’est e del Caucaso.

E ovviamente si può partecipare a progetti anche al di fuori dell’Unione Europea. Quindi le candidature possono essere inviate anche ad associazioni turche o islandesi, azere o svizzere. E in alcuni casi è possibile anche partire per un altro continente. Con progetti finanziati sempre dal programma “Youth in Action” ma che si svolgono in Africa e Sudamerica.

Il Servizio Volontario Europeo può durare da un minimo di 2 mesi ad un massimo di 12 mesi. E si può fare una sola volta nella vita. Non è un tirocinio, un lungo corso di lingua o lo sfruttamento di manodopera a costo zero ma un mezzo per sviluppare la coesione sociale ed il senso di appartenenza all’Europa. Oltre che ovviamente una occasione di crescita sia personale che per l’associazione e la comunità di arrivo.

Per inviare la propria domanda occorre seguire alcune tappe. Prima di tutto trovare una associazione di invio. Ovvero una associazione italiana che ti aiuti nelle pratiche e nella burocrazia. Secondo trovare un progetto sfruttando il database all’indirizzo http://ec.europa.eu/youth/evs/aod/hei_en.cfm. Terzo inviare il proprio curriculum e una lettera di motivazione. Tutto in inglese. Quarto aspettare. E continuare a inviare domande in attesa di risposta.

Un modo per partire questo meno pubblicizzato rispetto ad altri programmi dell’Unione come ad esempio il progetto Erasmus o il Leonardo. Lo S.v.e. è più una formazione personale e umana che non formativa e lavorativa, ma ha il vantaggio di essere praticamente a costo zero per il volontario. E soprattutto permette di vivere quotidianamente in una comunità anche al di fuori dell’università, di uffici e aziende.

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