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Verdena live @ Obihall – Firenze, 3 marzo 2015

I Verdena a Firenze, presso il teatro Obihall, hanno confermato il loro talento fortemente ancorato al passato, ma sapientemente proiettato nel futuro

Verdena EndkadenzÈ un inizio di settimana carico di adrenalina: oggi tornano a suonare live i Verdena. Il trio di Bergamo sembra, e forse lo è, una delle poche realtà nel panorama nostrano musicale a continuare a testa alta un percorso musicale quasi ventennale. E lo fa con un nuovo album: Endkadenz vol.1 (http://www.ondarock.it/recensioni/2015_verdena_endkadenz1.htm). “Vol.1”, perché ci sarà anche un seguito, tra qualche mese, data la mole di musica e testi prodotta in due anni di lavoro.
Dalle atmosfere oniriche, di velato pop sperimentale, con solite venature rock del penultimo lavoro (“Wow” del 2011, anch’esso composto da doppio album) ora i Verdena sembrano tornare alle origini, al grunge incalzante, ad un suono potente, ma pulito, non dimenticando l’immaginario psichedelico che li caratterizza. C’è, dunque, molta curiosità, molta attesa.

Ad aprire il concerto ci pensano i Jennifer Gentle. Padovani, fedeli accompagnatori del verso folk e psichedelico, tirano le fila dell’attenzione. Si fanno notare: convincenti riff si alternano a vocalizzi estremi, talvolta isterici. Gli applausi comunque sono meritati.
Il palco è scarno, niente effetti speciali. Solo strumentazioni, luci, un telo sullo sfondo. Ambientazione ortodossa, tipica dei puristi del rock, che sembra quasi ricordare che si è qui per la musica che uscirà dalle casse, non per altro. E così è: entrano i fratelli Alberto (alla chitarra, piano e voce) e Luca Ferrari (batterista), Roberta Samarelli (al basso), e si sgancia subito un muro di suono che invade le prime file e via fino ai temerari seduti in platea. Si capta attenzione, rispetto, fiducia. Non si sgomita, non si spintona per colmare la distanza con gli artisti. Ce n’è per tutti.

Bisogna aspettare “Un po’ esageri”, primo singolo scelto per l’uscita dell’album, per vedere saltare l’onda di fan, liberi ora da inibizioni. Ottime le esecuzioni dei pezzi più spigliati del nuovo lavoro (che vedono una proiezione video alle spalle dei musicisti): la forza di “Derek”, i riverberi ammalianti in “Sci desertico”, la coerenza di “Ho una fissa”, il trasporto di “Puzzle”. Senza sbavature, anzi con maniacale precisione, tanto da ripartire con l’incipit di una canzone in un paio di occasioni, per non (far) perdere nulla nella riuscita dell’opera, nel suo arrangiamento.

C’è spazio anche per pezzi passati. Dalle più recenti “Razzi Arpia Inferno e Fiamme” (resa con un affascinante armonia di luci accordata alla chitarra folk), “Lui gareggia”, “Loniterp”, alle più datate, ma che sempre scaldano la platea, “In Requiem”, “Muori Delay” (una prevedibile apoteosi), “Luna”. Ballate in finale, con “Funeralus” a chiudere un cerchio perfetto.
Poco da dire, tanto da applaudire, per questi ragazzi cresciuti genuini e puri con il rock di Seattle (Nirvana su tutti) e diventati grandi con un’identità rispettabile, propria, che già da tempo sta stretta nei confini nazionali. Che poi il mercato musicale italiano (possiamo dirlo, talvolta fortemente provinciale) se ne accorga o meno quasi non sembra un problema immanente: i Verdena continueranno solidamente nel loro percorso, solcato con professionismo di qualità.

Così i tre riescono nell’intento, per niente facile e banale, di rimanere fedeli alle proprie radici artistiche, con la maturità di manovrare stili e linguaggi musicali evoluti negli anni.
Non ci resta che attendere il Vol.2.

Foto del concerto 

Di seguito la scaletta del concerto:

Ho una fissa / Un po’ esageri / Sci desertico / Loniterp / Diluvio / Puzzle / Le scarpe volanti / Derek / Starless / Attonito / Lui gareggia / Caños / Nevischio / Trovami un modo semplice per uscirne / Razzi arpia inferno e fiamme / Valvonauta / Alieni fra noi / Vivere di conseguenza / Contro la ragione / Scegli me / Luna / Muori delay / Rilievo / Nuova luce / Ovunque / Don Calisto / Funeralus.

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