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Travolti da un insolito acustico nell’azzurro mare della musica

Quale valore assume un album acustico? Quanti gli artisti che si sono lasciati affascinare dall’unplugged? Partendo dal nuovo album di Cornell, un viaggio musicale alla ricerca di un sound seducente

Il dolce suono delle corde di una chitarra, la giusta melodia, una calda voce e un testo significativo. L’unplugged prende forma e ad un tratto veniamo travolti da un insolito acustico nell’azzurro mare della musica (parafrasando il celebre film di Lina Wertmuller).

acusticoAll’indomani dell’uscita di Higher Truth, nuovo album di Chris Cornell, frontman dei mitici Soundgarden e una delle voci rock più interessanti degli ultimi vent’anni, è subito tornato alla mente e all’orecchio un sound che ha spesso attratto il pubblico e affascinato il mondo della musica. Il non elettrico che non ti aspetti e che ci immerge in una dimensione nuova e intrigante, struggente e armoniosa.  Attraverso canzoni del calibro di Nearly Forgot My Broken Heart, Before We Disappear e Josephine si entra in casa Cornell e si degusta un’opera intensa che riemerge dalle ceneri di un grunge passato e ricorda che anche altri artisti americani e non si sono dedicati a lavori acustici o semiacustici.

Ma quale valore assume un album acustico? Certamente rielabora tutto un modo di pensare alla musica oggi e trasferisce l’intero pontenziale degli artisti in una realtà passata laddove suono e tecnologia non erano ancora amici. Si ritorna alle origini e si mettono in gioco generi spesso depositati nel cassetto e poi riproposti per essere ammirati.

Il buon vecchio Chris non è stato l’unico a proporsi per una sessione semiacustica, che ad oggi risulta azzeccata e approvata, ma anche colleghi come J Mascis, Eddie Vedder e mostri sacri come Bob Dylan, Bruce Springsteen, Neal Young e Tom Petty, solo per citarne alcuni. C’è poi da esplorare il lato nascosto di alcune storie della musica e scoprire Alexi Murdoch, Sufjan Stevens ed Ani Di Franco, certamente conosciuti ma poco ascoltati da una certa fetta di pubblico.

Alla fine scopriamo che l’acustico è anche quello di alcune band metal, anche pesanti, che d’un tratto si lasciano sedurre dalla tenerezza dei suoni e ci regalano perle eccezionali che vorremmo spesso riascoltare. Del resto, la chitarra acustica affascina ogni musicista e gli ricorda che un’anima candida, quella unplugged per l’appunto, è sempre dentro di lui.

Alcuni album acustici e semiacustici da ascoltare:

Alexi Murdoch: Time without consequence

Chris Cornell: Higher truth

J Mascis: Several shades of why

Foo Fighters: Skin and bones

Ani Di Franco: Red letter year

Nirvana: Unplugged in New York

Eddie Vedder: Into the wild

Days of the new: Orange (1997)

Ben Howard: Every Kingdom

Ulver: Kveldssanger

Rem: Automatic for the people.

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