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“The Sick Bag Song”, il viaggio di Nick Cave tra musica e sperimentazione letteraria

Il viaggio come momento creativo. E ventidue sacchetti vili custodi di preziose sperimentazioni, musicali e letterarie. The Sick Bag Song di Nick Cave è un po’ anche questo…

Cave

Metti una rock star di fama internazionale (Nick Cave), la sua band (i Bad Seeds) e le numerose tappe di un tour (22 in Nordamerica).

Il viaggio come momento creativo. Così Cave ha trasformato i suoi 22 voli in un componimento intimo, affidato non ai pregiati fogli di una Moleskine, ma a quelli mediocri dei sacchetti contro la nausea. Nasce così “The Sick Bag Song”, la canzone del sacchetto (del vomito, sì).

Ma non aspettatevi una canzone. Avrete il piacere di immergervi in centosettantasei pagine di una raccolta che, come riporta il New York Times, è una nuova forma letteraria: “una combinazione di prosa, poesia, canzoni e autobiografia”.

Ogni sezione è scandita dalla foto originale del sacchetto (fronte-retro), seguita dalla traduzione testuale a cura di Chiara Spaziani (la grafica del libro è davvero accattivante):

“Devi fare il primo passo da solo.

Cammino a tentoni verso le labbra del mondo.

Il Nord America si spiega davanti a me come un lacero sacchetto per la nausea.

Le nove figlie-muse addolciscono il loro respiro.

E i nove angeli dalle ali spiegate si preparano a portarmi via”.

Una ispirazione continua, quella proveniente dal sacchetto. Un’attrazione fatale. E le muse intrecciano le trame di pensieri scossi dal bisogno impellente di essere impressi, espulsi.

“Sotto le lenzuola, mi porto il sacchetto all’orecchio e lo scuoto. Sento lo sferragliare dei simboli delle nove muse: la tavoletta della scrittura, la pergamena, il flauto, le frecce dell’amore, la maschera tragica, l’arpa, la lira, la maschera comica, il globo e il compasso”.

E se a metà lettura fossimo ancora disorientati e ci domandassimo: “Cos’è The Sick Bag Song?”, ecco la risposta:

“The Sick Bag Song è le partenze.

The Sick Bag Song è i graffi.

The Sick Bag Song è i tremori.

The Sick Bag Song è le ultima vestigia.

The Sick Bag Song è la bile e le frattaglie.

The Sick Bag Song è i resti e i residui.

The Sick Bag Song è gli avanzi e i regressi.

The Sick Bag Song è il fondo melmoso del barile.

The Sick Bag Song è i rifiuti, vomitati”.

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Alberghi, letti, mancanze, immaginazioni, visioni, flussi di coscienza. Stati d’animo ammalianti. I testi di Nick Cave non concedono tregua estatica.

“Mi tolgo dalla tasca il puzzolente sacchetto per la nausea e lo sciacquo nel fiume. Lavo via le tossine del servizio di lavaggio a secco del Fairmont Hotel MacDonald giù fino al lago Winnipeg!

E nudo, vado alla deriva in un sogno a occhi aperti.”

I tormenti della creatività. I racconti della quotidianità delle trasferte, i riferimenti ai concerti, l’estremo attaccamento nei confronti della moglie, solennemente ricercata nella cornetta del telefono di turno.

“E mentre la luna si distende sul lago,

Mi siedo nel sottobosco,

E sotto un argenteo albero d’acero

So che in verità non siamo soli,

Poi ripiego in quattro il mio sacchetto.

Drin. Drin. Clic. Pronto?

Sto tornando a casa.”

Il vostro viaggio in compagnia di Nick Cave costa 17 euro. Pronti a vedere cosa c’è nel sacchetto delle meraviglie?

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