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Sanremo 2011: ti piace vincere facile?

È tornato l’appuntamento con un classico della tv italiana di tutti i tempi. Eh si, lui viene una volta l’anno (come l’influenza) e sempre a Febbraio. È l’amato/odiato festival della canzone italiana giunto quest’anno alla 61esima edizione. In molti lo trovano noioso, vecchio, superato ma il festival di Sanremo rimane uno degli appuntamenti più seguiti della nostra tv. Chi lo presenta ha l’opportunità di dare una svolta alla propria carriera (vedi la Clerici l’anno scorso) o di affossarsela  un po’ (vedi Panariello, Carrà, Ventura). Quest’anno è condotto da Gianni Morandi assieme alla “squadra” composta da Belen Rodriguez, Elisabetta Canalis e la coppia di comici Luca e Paolo che hanno l’arduo compito di tenere sveglio il pubblico. Con un pizzico di sana cattiveria ci divertiremo ad analizzare a caldo la prima puntata. Innanzitutto è interessante il dato di ascolto: 11.992.000 di  telespettatori  totali (è terminato alle 24:30) e il 46,32% di share. Il risultato supera l’edizione 2010 condotta da Antonella Clerici che registrò 10.717.000 (45% di share). Non solo questo però accomuna le due edizioni. Nella prima serata dello scorso anno abbiamo assistito ad una conduzione della Clerici priva di qualsiasi sentimento e di qualsiasi espressione facciale (sembrava quasi di rivederla ai tempi delle telecronache a Rai Sport) e ad uno show privo di qualsiasi forma di intrattenimento (niente ospiti, gag, comici) con la sola musica come protagonista della serata. Quindi almeno dal punto di vista degli ascolti la serata è andata bene, ma chi ha assistito alla première ieri sera non ha potuto fare a meno di sviluppare il proprio senso critico anche dal lato tecnico. Possiamo riassumere tutto in una frase: “E se il buongiorno si vede dal mattino…allora buonanotte!”. Questa frase è stata pronunciata da Luca Bizzarri dopo il primo di tanti intoppi tecnici di quella che è apparsa come un regia molto lenta (e su sveglia! Siete a Sanremo mica a Kalispèra).  Anche quest’anno, come nel 2010, era previsto un passaggio di consegne tra il conduttore dell’edizione precedente e quello del momento. L’anno scorso Bonolis e Laurenti si resero protagonisti di una gag esilarante di una decina di minuti che terminava con la presentazione della Clerici. Quest’anno invece Antonella ci ha “deliziato” portando sua figlia sul palco. A parte il fatto che è bene che i bambini dormano a quell’ora e che Maelle non mi sembrava così entusiasta di trovarsi di fronte a un centinaio di persone, al popolo cosa importa? Discorso simile per gli sketch di Luca e Paolo che sono stati forse i più bravi tra i conduttori ma che ci hanno propinato solo siparietti su Berlusconi. L’Italia si trova in una situazione così angosciante dal punto di vista politico e sociale che per una sera  si sarebbe potuto ridere di gusto anche su qualcos’altro. Insomma, ad esclusione delle bellissime coreografie di Daniel Ezralow e Franco Miseria, dal punto di vista dello spettacolo c’è stato veramente da piangere. Magari qualcuno si aspetta che la parte fondamentale della manifestazione, quella dedicata alla musica, sia andata meglio. Le canzoni proposte hanno abbandonato il classico ritmo melodico sanremese, molte addirittura hanno sfiorato il rock. Il paradosso è che invece di ricercare un arrangiamento più musicale (e quindi più apprezzabile anche dalle radio) hanno assunto un tono quasi malinconico, pessimista e questo anche grazie ai testi che trattano di situazioni amare, di odio, di rivalsa e appunto, di malinconia. Viene quasi da rimpiangere lo stile delle canzoni di Arisa. Ma insomma, qualcosa di bello questo festival dovrà pur averlo! Forse i superospiti? Scrutando la lista delle star ingaggiate per le cinque serate annunciamo ufficialmente a chi ama l’intrattenimento di rassegnarsi a riguardare le puntate degli anni precendenti quando i superospiti erano davvero super. L’ospite della serata finale è Avril Lavigne (che è brava ma di certo non è Madonna). Sono inoltre in programma interviste alla Bellucci, a Robert De Niro e addirittura ad Andy Garcia che di sicuro tutti non vedono l’ora di ascoltare. Ma insomma, che fine fanno i soldi che paghiamo per il canone? A Sanremo piace vincere facile! Tanti ascolti, poco budget e purtroppo poco spettacolo. Non ci rimane che sperare in uno di quei finti imprevisti sanremesi: Magari Pippo Baudo che tenta di uccidere Gianni Morandi per prenderne il posto oppure Fabrizio Corona che entra in sala e fa una sceneggiata delle sue, ma è più molto più probabile che dovremo accontentarci della solita telefonata di protesta da parte del premier.


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