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Piero Ciampi: voce malinconica e solitaria  

Piero Ciampi: il cantautore sofisticato dallo spirito vagabondo. Malinconia, pochi amici, tante donne e un calice di rosso sempre pieno

                                                              Nei fiori dei campi vive Piero Ciampi

                                                              Baudelaire – Baustelle

 

A trentacinque anni dalla sua scomparsaSky Arte HD ha omaggiato, lo scorso 19 gennaio, la memoria di Piero Ciampi con un film-documentario sull’intensa vita del cantante livornese.

piero ciampi

Bobo Rondelli racconta, percorrendo le strade della città di Livorno in cui entrambi sono nati, l’amico Ciampi: poeta, anarchico e comunista. Ne viene fuori il ritratto di un artista complesso che resta, ancora oggi, ai molti misconosciuto. Una complessità, quella di Ciampi, legata di certo al suo temperamento. Egli fu, infatti, un uomo scontroso, ribelle, maudit nell’accezione più profonda del termine, e perennemente ebbro. La passione per l’alcool fu uno dei tratti distintivi della sua esistenza durante la quale Ciampi ebbe pochi amici, molte donne ma un unico fedele compagno di vita: un calice di rosso sempre pieno.

Tra i cantautori più sofisticati nel panorama della musica italiana, al pari di artisti quali Fabrizio De André o Luigi Tenco, Ciampi si formò artisticamente a Parigi. Del resto, negli anni cinquanta, il fermento culturale della capitale parigina travolse molti dei giovani artisti dell’epoca. ‘Piero l’italianò’, questo l’appellativo datogli dai francesi, vaga, da buon perdigiorno, tra i bistrot e i cafè riuscendo a guadagnarsi da vivere con poesie scritte di getto, chiacchiera con Louis-Ferdinand Céline e ascolta Georges Brassens.

Al rientro in Italia, intriso di spirito bohémien, avviò una carriera musicale contraddistinta dalla riluttanza nei confronti del successo. Piero Ciampi, infatti, schivò sempre la fama e da uomo totalmente libero non volle mai sottostare a nessuna regola dello star system. Come dimostrano una sequela di eventi: Ciampi dissipa l’anticipo ricevuto dalla casa discografica RCA, per il contratto stipulato grazie all’intermediazione di Gino Paoli, senza incidere alcun pezzo. O ancora Ciampi è il supponente che invitato da Aznavour, al suo programma televisivo Senza rete, si sarebbe rifiutato di cantare Tu no se non fosse stato Paolo Villaggio a ghermirlo per la giacca costringendolo a salire sul palco ed esibirsi. Ciampi è l’irriverente e scorbutico che interrompe, da sbronzo, i suoi concerti e deride il suo pubblico.

Il suo spirito vagabondo lo spinse, inoltre, a viaggiare per tutta Europa dalla Francia all’Inghilterra attraverso l’Irlanda e la Svezia riuscendo nonostante tutto ad avviare progetti musicali interessati, tra cui la realizzazione del disco Ho scoperto che esisto anch’io accompagnato dalla voce di Nada.

La musica fu per Ciampi necessità espressiva del suo malessere. Uomo ricco di difetti ma, come lui stesso canta nella canzone manifesto della sua poetica e del suo essere, ha tutte le carte in regole per essere un artista.

Lo chansonnier esistenzialista italiano visse in stretto contatto con quella fetta di umanità che mostra senza paura tutta la sua disperazione e fragilità. Ed è a quest’umanità che si rivolge nella sue canzoni in cui le illusioni non trovano più spazio, poiché tra i detriti di una vita restano solo uomini sconfitti, storie di una notte e amori finiti. Eppure tra strazio e crudo realismo la musica di Ciampi si apre a improvvisi squarci di tenerezza, i quali rivelano come dietro la disillusione e il cinismo si celasse un’anima profondamente sensibile.

Piero Ciampi è un’eccezione per gli italiani i quali sottovalutano spesso quest’artista riponendolo nel dimenticatoio e gli riservano, di conseguenza, un’ingiusta diffidenza. Egli fu, al contrario, precursore della musica d’autore e icona di una forma di malinconia sempre attuale. A tal punto che è possibile rintracciare già in lui personaggi quali Capossela, Bianconi e Dente solo per citarne alcuni.

La sua storia non prevedeva un lieto fine così all’età di quarantasei anni beffato dalla vita, tanto detestata quanto amata, Ciampi morì a causa di un tumore alla gola.

Piero Ciampi in tre canzoni:

Ha tutte le carte in regole 

Adius 

Tu no

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